mercoledì 29 ottobre 2008
Filastrocca 43
il momento in cui tutte le nostre percezioni si uniscono.
Incerto è
il sapore che accompagna le nostre azioni.
Rubato è
il tuo sospiro quando siedi al mio fianco in silenzio.
Dato è
il perdono per non poter essere quello che si vorrebbe.
Dovuto è
il sospetto che le cose non stiano esattamente come si dice che siano.
Generoso è
il tuo stupore di fronte alle invenzioni della mia mente.
Accolto è
il tuo dolore di fronte alle mie parole arrese alle emozioni.
Ingenua è
la tua richiesta di inevasa neutralità di fronte ai sentimenti.
Cercato è
il tuo tempo da condividere con me.
Inesplorato è
il limite intorno al quale si possono muovere le nostre azioni.
Inetta è
la nostra volontà che non si arrende davanti alla pioggia.
Il mio comò è pieno di fogli scritti a mano e pagine stampate
che racchiudono il segreto invisibile delle mie passioni e la
ricerca indomita di una direzione che non conduca al pianto
Al contrario di quanto espresso in principio,
la sofferenza è soltanto un compagno di viaggio scomodo.
lunedì 27 ottobre 2008
Il volto amato
Dedico questa tavola a chiunque non abbia ben chiara la forza unica del raccontare a fumetti. Provate a descrivere le stesse cose con le sole parole!

nota: questo post è stato riscritto perchè per un'interruzione di linea il precedente è andato perso. I concetti sono simili ma le parole no. Non preoccupatevi, non sono ancora impazzito. E non lo siete neppure voi....
I hate you - Ti odio

"Ti odio e ne sono certo questa volta. Davvero. Ho appena deciso. Pensavo volessi saperlo. Anche se non ho nulla da dirti. Infatti non mi interessa rivederti mai più. E non ti penso neppure più. Perchè tutto questo per te poi è un vero mistero per me. Ora sto cercando di essere il più chiaro possibile. Così se dovessi mai rivederti ancora saprei esattamente cosa dirti."
Quel che è diviso
Se io ti fossi accanto
ti chiederei di chiudere gli occhi
di ascoltare la mia voce
e dirmi in quale parte del tuo corpo
risuona con pienezza.
Il dolore di questa vita
le sue perdite e le sue manie
ci separano come uccelli in volo
sotto il peso del vento forte.
Dietro al mio volto
ci sei tu
che modifichi il mio stato
a ogni respiro e a ogni bacio
dato e negato.
Le mie braccia
a misura del tuo corpo
assorbono il movimento
delle tue paure
ma non possono stringere
quel che è diviso
e quel che è perso.
domenica 26 ottobre 2008
venerdì 24 ottobre 2008
Saremo felici

Ti prometto che saremo felici
Che potremo sorridere e gioire di questa vita
Che potremo cantare al suono dei nostri passi
Che riusciremo a guardare l’orizzonte
senza preoccuparci di quel che viene dopo
Che ameremo senza compromessi
Che avremo la fortuna di morire anziani e saggi
Che troveremo consolazione nel sorriso di un bimbo
Che potremo abbandonarci in un prato al profumo dell’estate
Che impareremo a rilassare in un sorriso gli sguardi severi
Che troveremo la pace nell’abbraccio del nostro respiro
Che il lavoro ci sembrerà una danza
Che saremo una cosa sola con il ritmo della terra
Ti prometto che saremo lontani
e felici.
Non acqua
Stazione Garibaldi.
Guardo nel posto dove mi aspettavi con viso severo.
Immaginavo di veder fiorire i peschi e maturare il grano con il tuo sguardo aperto in un sorriso.
La puzza del treno è come il grumo di merda che mi hai lasciato in un angolo del petto.
Vorrei muovere un esercito per estirpare questa occupazione abusiva.
E invece sopporto violenze ben peggiori nello spazio sociale in cui mi muovo.
Prevedo nuovi orizzonti di libertà sbocciare da questa solitudine militarizzata.
Ho aperture singolari in cui percepisco come sole tra le fessure in una stanza il gusto del ritorno.
Mi chiedo quale ritorno sia più auspicabile: l’indipendenza emotiva o l’immersione fusionale.
L’autarchia affettiva è grida del passato.
Non più posseduto dal possesso muovo le dita nel vento sapendo che nessun aquilone è legato a questi fili. Solo parole di sentenze trascorse e sommerse.
Il blu che vedo è cielo e non acqua.
mercoledì 22 ottobre 2008
Haiku 80
Gruppo di haiku.
1.
Mi sono preso cura
del più bel fiore del prato
illudendomi di possederlo
2.
Ho avuto cura
del più bel fiore del prato
lasciandolo là
3.
Stringo in mano
il fiore più colorato
finchè appassisce
4.
Ho colto un fiore
bello e luminoso di sole.
Ora cosa ne faccio?
Quello che non capisco
Distruggo le cose che non capisco.
Come il nostro amore.
Abbiamo conosciuto insieme un'alba e le onde di questo mare,
e una doccia e il movimento leggero delle lenzuola.
Ho compreso i tuoi gesti e i segni del tuo corpo.
Il tuo desiderio, come acqua di montagna tra le mie mani.
Ma come acqua, la nostra passione si è asciugata,
e le parole hanno cercato di riempire il vuoto.
Parole di te che non capisco.
Distruggo tutte le cose che non capisco.
Distruggo tutto ciò che non posso capire.
Un fiore
Era il 26 luglio 2008
Un fiore sale più di due metri
ma ha la corona piccola
I petali magri
I prati di sotto sono verdi di sole
Le nuvole fioriscono nel cielo
ma non celano la luce
Ti annuso senza fermarmi
allungando il collo e gioendo
I piedi nudi nell’umidità
Nell’aria vespe competitive mostrano i fianchi
Le farfalle divise da colori divisi
Non si ferma la vita
Non si ferma
Ciò che la muove non ha origine
Mi guardi negli occhi figlio mio
seduto su un sasso le mani a terra
Mi parli di nuvole blu
Da dove viene il rumore dell’acqua?
Quando piove senza vento
da dove viene il rumore dell’acqua?
Ho il tuo profumo nel naso, fiore lontano
Allungo il collo e ti cerco
I piedi nudi nell’umidità
Nel prato sassi di forme diverse
L’erba divisa dal verde diviso
Non si ferma la vita
Non si ferma
Ciò che la muove non ha origine
lunedì 20 ottobre 2008
Fusione
La scrittura è rigenerante.
Calma e separa.
Troppa fusione è dolorosa. Ricorda!
Troppa fusione è dolorosa.
Se osservo mi riempio la testa.
Il vuoto è una virtù? Un obiettivo?
Una maledizione?
Come meditare su come meditare.
Dover essere o voler essere?
Quale dimensione offre una nuova vita?
La fuga. La costruzione di nuove basi.
Una passione illusoria e fusionale.
Una nuova parabola di fiducia e gioia.
L'illusione di una felicità che non esiste.
Più forte e importante è l'illusione
della quotidianità.
Ma come superare ogni illusione?
Col lavoro. E la dedizione. E la passione.
E la compassione.
Ti conoscono, vecchia abitudine.
So che ci sei.
Purificazione
Credo sia un problema di aspettative e di attaccamento. E dello scorrere del tempo.
Come forma rituale di purificazione, espello i semi buoni diventati cattivi.
Il raccolto di una vita e di pochi attimi.
Sono nell’esatto ordine in cui mi sono venuti in mente.
Ogni frase, un’espulsione.
Per ogni seme, un suono di campanella tibetana.
Non siamo che sorrisi che non ho più.
Non ho mai fatto l’amore in questo modo. È totale.
Non ho mai amato nessuno come te.
Non ho mai avuto questo sorriso prima.
Il mio volto severo con te si apre in un sorriso di gioia.
Ti aspetto, vieni e portami via.
Ti desidero, ogni istante della mia vita.
Sei pura gioia. Solo gioia.
Ti adoro come nessun altro al mondo.
Voglio fare un figlio con te. Saresti un padre perfetto.
Mi piace respirarti. Mi piace il tuo odore.
Per te farei qualunque cosa.
Voglio sposarti.
Quando i miei capelli torneranno lunghi ci sposeremo.
Ho fatto spazio nel mio armadio.
Non ti lascio andare via.
Sei bellissimo.
Sei quello che ho sempre cercato e desiderato.
Amo la tua onestà.
Sei nel cuore.
Sei in ogni respiro.
Amo il tuo corpo. Amo la tua magrezza. Sei il mio ragnetto preferito.
Amo i tuoi baci. Nessuno mi ha mai baciato così.
Non ho mai sentito questi brividi sul corpo prima. È pazzesco.
Starei ore a guardarti.
Ti penso in ogni momento.
Nessuno mi aveva mai telefonato alle 8 del mattino per darmi il buongiorno.
Adoro guardarti mentre godi. Sei così bello.
Ti farei godere quando vuoi. In ogni momento.
Non uscire. Resta dentro di me per sempre.
Andiamo lontano. Nascondiamoci da tutto e da tutti.
Andiamo a Lisbona. Oggi stesso, c’è un volo alle 15.
Ti prego, non prendermi mai in giro.
Dimmi solo quello che pensi veramente.
Non mentirmi mai.
Non mi tradire mai.
Le nostre canzoni... pura gioia.
“Ho visto solo stelle buone sulla tua pelle”.
“La verità e la bellezza non fanno rumore”.
Mi piace mangiare con te.
Mi piace fare qualunque cosa con te.
Portami dove vuoi. Guidami tu.
Conosco bene tutti i tuoi difetti. Amo anche quelli.
Mi piace accarezzarti e coccolarti.
Amo la tua voce.
Sei l’uomo della mia vita.
...
Atto di purificazione.
Sulla strada del perdono.
Sono libero.
sabato 18 ottobre 2008
Gocce d'acqua
Un pezzo antico ancora fin troppo presente alla mia coscienza.
(clicca sul titolo del pezzo per ascoltarlo su Lastfm)
Gocce d'Acqua
In un tempo più abituato al verde
Mi aspettavo che la mia idiozia si placasse
So che quanto prima innocente
Tu mi riporterai la mia felice illusione
Illusione
E tu che parli in mio nome
(non so dire il nome)
Che cosa pensi del profumo dell'umore denso
(che mi avvolge lento)
Si godere fino a perdere i sensi
E poi svegliarsi senza avere che noi due
La malinconia è intrisa di erotismo
L'orgasmo ne è il parziale oblio
La verità è importante
Ciò che dissi allora si rivela ora, amore
Amore
Ora parlo in mio nome
(che rieccheggia altrove)
So per certo che ho perduto l'ingenua follia d'amore
(che io cerco dove non sei più)
Si godere fino a perdere i sensi
E poi svegliarsi ma non ritrovare se stessi
E tu che parli in mio nome
(non so dire il nome)
Sai che cosa è vero e che cosa è solo
Dolore avuto e dato per mania
Pura mania
Riavere sé stessi è difficile
È un ballo difficile
venerdì 17 ottobre 2008
Cazzate e ghiande
Nel prato non le trovate belle come le mie.
Le tengo qui tra le ginocchia.
Ostinato di giorno, di fronte alle vostre facce, vi chiedo,
come pensate di poter fare a meno di cazzate e ghiande?
Cadono dagli alberi in questa stagione e se non state attenti
vi cadono in testa.
Oltre tutto, se credete di poterle tenere semplicemente in mano,
no signore e signori, vi sbagliate, scivolano via, scappano dappertutto.
Vi serve un marsupio. Vendo marsupi di tutte le misure per le vostre
cazzate e le vostre ghiande.
Dagli alberi ne è caduta ieri una di dimensione storica. E quando succede
e ci finisce in testa, ci si muove di lato per evitarla, ma sapete, ci si sposta
sempre dalla parte errata e finisce dritta tra gli occhi.
Ne porto il segno oggi. Ghiande e cazzate.
Signore e signori, quando vi cadono addosso sono dolorose.
Ma poi si ride. Che probabilità ci sono che quell’enorme ghianda
cada proprio sulla vostra testa? Pensateci. Da ridere, vero?
Niente poesia per voi. Le cazzate e le ghiande io le ho raccolte e pulite
e le tengo qui tra le gambe. E porto i loro segni tra gli occhi.
Ve le vendo a un prezzo modico, con un bel marsupio formato gigante,
da tenere sempre sul petto.
E se sentite che sta per cadere qualcosa dall’albero, non alzate la testa
e restate immobili. Dopo ne riderete.
Signori e signore. Dopo ne ridere a crepapelle.
giovedì 16 ottobre 2008
domenica 12 ottobre 2008
Metamorfosi
ero padrone del mio tempo e della gioia
dopo i tre anni il cielo mi è piovuto addosso
paura nei sorrisi nelle mani nel mio passo
ero pelle tesa di tamburo battuta al vento
a tredici anni il mio primo bacio d’amore dato in strada
ero troppo alto per essere felice in quelle braccia
camminammo appoggiati fusi l’una all’altro
bastone spezzato
la prima donna l’amai per dedizione
fu il rito sacrificale del non ritorno
persi la voce nel chiamare la sua fede nella notte
per strada alzai la testa bastone dietro la schiena
poi lei che mi diede un figlio nella distanza del cuore
l’amore seminale si accese e fu luce di vita
lacrime nei suoi occhi che guardarono al ritorno
ma non tornammo se non nel figlio che mi ha dato
lui nato grande sta diventando piccolo
non sono quel che sono che io so
non sono quel che sono che io so
non siamo che sospiri che non ho
non siamo che sospiri che non ho più
cammino per i boschi in questo autunno
che sono casa e respiro
sento il passo sciogliere il diaframma
sento il suono dell’animale che non sono
sento il suono dell’animale che non sono
che vorrei
guardo le mani di mio figlio
mi ucciderà e mi amerà per la prima volta
per quello che io sono
piccolo avaro e solo
piccolo amaro senza luce
luce d’amore.
non sono quel che sono che io so
non sono quel che sono che io so
non siamo che sospiri che non ho
non siamo che sospiri che non ho più
Negli ultimi due giorni ho lavorato a una nuova canzone. Ripercorro e vado avanti. Ritorno e vado avanti. Questo il testo. Presto la musica.
Guglielmo Nigro, salvo dove diversamente indicato.
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