THE SUN IS SHINING
Get the old men up,
no sleeping in chairs, out
to the bluebell wood
and the thin shimmer of its
scent; get them up, no
shuffling in slippers to the
kitchen to glance at the clock;
get them up, the buzzard
in a deft swoop grapples
the rabbit; life never is past
tense (the photograph
album is memory’s arthrit-
is); get them up.
IL SOLE SPLENDE
Svegliate i vecchi,
vietato dormire sulle sedie, fuori
verso il bosco delle campanule
e il riverbero lieve del loro
profumo; svegliateli, vietato
strascicare in pantofole verso
la cucina a guardar l’orologio;
svegliateli, la poiana
in picchiata abilmente
afferra il coniglio; la vita non si declina
mai al passato (le foto
nell’album sono un’artrite
della memoria); svegliateli.
trad. di Chiara De Luca
da imperfetta ellisse
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martedì 2 marzo 2010
giovedì 7 gennaio 2010
La domanda

Recupero da un ottimo blog sulla poesia (Imperfetta Ellisse) questa composizione di John Barnie.
(traduzione di Chiara De Luca)
THE QUESTION
Will nature never be ascendant again?
In between strata where you couldn’t draw a breath
deep time is ticking, in pools that are poisoned and
forgotten,
in deserts where nomads drive trucks shimmering like a
woman’s dress across salt pans,
the long seconds, the hazy hours, the mysterious years,
neither fast nor slow;
a human shakes his Mickey-Mouse watch,
Goofy wags his tail and Minnie scolds,
everything is normal and speeded up,
traffic across the city bridge a bracelet of energy,
skyscrapers hyperventilating in sunlight and rain;
the human runs then stops, runs again;
Mickey is thrown into a skip, his dippy head ‘ticks?
‘tocks’
with innocent, mischievous eyes;
where was I; nature’s return; some mutation is
already breeding in the oceans’ green reactors, some
generalist about to make good out of a bad situation;
speed the repellant we put on
to fend off extinction in the waste places
where the tap is dry above the empty bucket.
LA DOMANDA
La natura sarà mai di nuovo nascente?
Tra gli strati in cui non puoi tirare un solo respiro
tempo profondo sta battendo, in pozze avvelenate e
dimenticate,
in deserti dove i nomadi guidano carri scintillanti come
un abito da donna nelle saline,
lunghi secondi, ore caliginose, anni misteriosi,
né veloci né lenti;
un umano scuote il suo orologio di Topolino,
Pippo scodinzola e Minnie brontola,
tutto è nella norma e accelerato,
il traffico sul ponte cittadino un bracciale d’energia,
grattacieli iperventilanti sotto pioggia e sole;
l’umano corre poi si ferma, ancora corre;
Topolino è gettato in un bidone, la sua testa pazza fa
tic tac
ha occhi birichini, e puri;
dov’ero; il ritorno della natura; già una qualche
mutazione si sta
scatenando nei grandi reattori oceanici verdi, qualche
generalista si sforza di trarre il buono dal male;
velocità il repellente che indossiamo
per far fronte all’estinzione in luoghi desolati
dove il rubinetto è secco sopra il secchio vuoto.
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