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giovedì 2 febbraio 2012

Presenza/assenza

E in questa meravigliosa poesia di Wislawa Szymborska, tutta la gentile potenza e ironia e visione profonda che le apparteneva:


La stazione

Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente.

L'assenza della mia persona
si avviava verso l'uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L'insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E' avvenuto perfino
l'incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.

(trad. di Pietro Marchesani)

In memoria



Wisława Szymborska mi era molto vicina, come solo certi poeti possono essere. O certe anime grandi.
Era vicina a molti.
A gennaio, ho regalato un suo libro a Lorelei, dopo averlo tutto pasticciato da miei scritti e brutta prosa che ho riversato in quelle pagine, accanto a quelle straordinarie parole, per la pazienza degli occhi belli e profondi di Lorelei.
Lo dico violando forse un atto intimo, ma Wisława è e rimane vicina, anche dopo la sua morte.
Quel che lascia è più di quel che porta via, forse.
O forse no.
Il ciclo continua.
Un cristallo di ghiaccio per te. Andare via in inverno è più facile, forse.

martedì 27 dicembre 2011

Accanto a un libro di poesia

Nell'apertura del cuore, sono tornato spesso alla poesia.
Come molti italiani, ho scoperto tardi la poetessa polacca Wislava Szymborska, ma me ne sono innamorato ferocemente.

Con il Corriere della Sera, da oggi, una sua antologia viene venduta a 1 euro. Primo libro di 30 per una  nuova collana di poesia, curata da Nicola Crocetti. Gli altri non so, ma questo libro è prezioso.
Se non ti basta, ti ficchi in una libreria e ti compri l'opera omnia di Adelphi. Abbiamo bisogno di questi respiri.

Di seguito una sua meravigliosa composizione.

Accanto a un bicchiere di vino

Con uno sguardo mi ha resa più bella,
e io questa bellezza l’ho fatta mia.
Felice, ho inghiottito una stella.

Ho lasciato che mi immaginasse
a somiglianza del mio riflesso
nei suoi occhi. Io ballo, io ballo
nel battito di ali improvvise.

Il tavolo è tavolo, il vino è vino
nel bicchiere che è un bicchiere
e sta lì dritto sul tavolo.
Io invece sono immaginaria,
incredibilmente immaginaria,
immaginaria fino al midollo.

Gli parlo di tutto ciò che vuole:
delle formiche morenti d’amore
sotto la costellazione del soffione.
Gli giuro che una rosa bianca,
se viene spruzzata di vino, canta.

Mi metto a ridere, inclino il capo
con prudenza, come per controllare
un’invenzione. E ballo, ballo
nella pelle stupita, nell’abbraccio
che mi crea.

Eva dalla costola, Venere dall’onda,
Minerva dalla testa di Giove
erano più reali.
Quando lui non mi guarda,
cerco la mia immagine
sul muro. E vedo solo
un chiodo, senza il quadro.

(trad. Pietro Marchesani)
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