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sabato 6 luglio 2013
'A çimma
Ti t'adesciàe 'nsce l'èndegu du matin
ch'à luxe a l'à 'n pè 'n tera e l'àtru in mà
ti t'ammiàe a ou spègiu de 'n tianin
ou cé ou s'ammià on spègiu dà ruzà
ti mettiàe ou brùgu rèdennu'nte 'n cantùn
che se d'à cappa a sgùggia 'n cuxin-a stria
a xeùa de cuntà 'e pàgge che ghe sùn
'a cimma a l'è za pinn-a a l'è za cùxia
Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra
nu turnà dùa
Bell'oueggè strapunta de tùttu bun
prima de battezàlu 'ntou prebuggiun
cun dui aguggiuìn dritu 'n pùnta de pè
da sùrvia 'n zù fitu ti 'a punziggè
àia de lùn-a vègia de ciaèu de nègia
ch'ou cègu ou pèrde 'a tèsta l'àse ou sentè
oudù de mà misciòu de pèrsa lègia
cos'àtru fa cos'àtru dàghe a ou cè
Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra
nu turnà dùa
e 'nt'ou nùme de Maria
tùtti diài da sta pùgnatta
anène via
Poi vegnan a pigiàtela i càmè
te lascian tùttu ou fùmmu d'ou toèu mestè
tucca a ou fantin à prima coutelà
mangè mangè nu sèi chi ve mangià
Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra
nu turnà dùa
e 'nt'ou nùme de Maria
tùtti diài da sta pùgnatta
anène via.
LA CIMA (traduzione)
Ti sveglierai sull'indaco del mattino
quando la luce ha un piede in terra e l' altro in mare
ti guarderai allo specchio di un tegamino
il cielo si guarderà allo specchio della rugiada
metterai la scopa dritta in un angolo
che se dalla cappa scivola in cucina la strega
a forza di contare le paglie che ci sono
la cima è già piena è già cucita.
Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
Bel guanciale materasso di ogni ben di Dio
prima di battezzarla nelle erbe aromatiche
con due grossi aghi dritti in punta di piedi
da sopra a sotto svelto la pungerai
aria di luna vecchia di chiarore di nebbia
che il chierico perde la testa e l'asino il sentiero
odore di mare mescolato a maggiorana leggera
cos'altro fare cos'altro dare al cielo.
Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
e nel nome di Maria
tutti i diavoli da questa pentola
andate via
Poi vengono a prendertela i camerieri
ti lasciano tutto il fumo del tuo mestiere
tocca allo scapolo la prima coltellata
mangiate mangiate non sapete chi vi mangerà.
Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
e nel nome di Maria
tutti i diavoli da questa pentola
andate via.
Fabrizio De André
venerdì 1 febbraio 2013
sabato 24 novembre 2012
Faber all'OraBlu di Bollate (MI)
Sabato 24 novembre 2012.
Inizio spettacolo, ore 21,30
Orablu Bar, presso Piscina Comunale di Bollate, via Dante 67
Tutte le informazioni sulla locandina qui sotto.
FABER - Non ho una faccia adatta alle mie canzoni
con
Inizio spettacolo, ore 21,30
Orablu Bar, presso Piscina Comunale di Bollate, via Dante 67
Tutte le informazioni sulla locandina qui sotto.
FABER - Non ho una faccia adatta alle mie canzoni
Pensieri, parole e musiche di Fabrizio De André
con
Gaetano Ievolella (voce narrante)
Guglielmo Nigro (voce, piano, percussioni, harmonium, campane tibetane)
Alberto Sozzi (fiati)
Patrizia Rossi (arpa)
Oltre il De André noto al mondo c'era un autore scomodo, schivo, solitario e anarchico. Uno che non amava esibirsi in pubblico perché diceva di non avere una faccia adatta alle sue canzoni. Frugando fra le sue carte e rileggendo appunti e interviste ne abbiamo ricostruito la poetica. Volendo restituire il mito a una dimensione umana, abbiamo indagato il suo rapporto con la religione, l’amore, l’amicizia e con la vita e la morte. Abbiamo ripreso le sue canzoni riducendole al cuore nudo di testo e melodia, lasciando emergere la potenza del canto e la chiarezza delle parole per quello che sono: il grido di un uomo che, per la vita, ha cercato il proprio riscatto nel dare con le sue canzoni a ogni uomo la dignità perduta. Nei tratti, abbiamo cercato di ricostruire il volto meno noto di Faber, quello più intimo. Immuni alle accuse di presunzione, ché le fotografie rendono un unico punto di vista, speriamo solo che lui ci perdoni la nostra poca discrezione.
Musica di specie venerdì 19 ottobre 2012
Il sogno di Maria
"Nel Grembo umido, scuro del tempio,
l'ombra era fredda, gonfia d'incenso;
l'angelo scese, come ogni sera,
ad insegnarmi una nuova preghiera:
poi, d'improvviso, mi sciolse le mani
e le mie braccia divennero ali,
quando mi chiese - Conosci l'estate
io, per un giorno, per un momento,
corsi a vedere il colore del vento.
Volammo davvero sopra le case,
oltre i cancelli, gli orti, le strade,
poi scivolammo tra valli fiorite
dove all'ulivo si abbraccia la vite.
Scendemmo là, dove il giorno si perde
a cercarsi da solo nascosto tra il verde,
e lui parlò come quando si prega,
ed alla fine d'ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena.
(... e l' angelo disse: "Non
temere, Maria, infatti hai
trovato grazia presso il
Signore e per opera Sua
concepirai un figlio...)
Le ombre lunghe dei sacerdoti
costrinsero il sogno in un cerchio di voci.
Con le ali di prima pensai di scappare
ma il braccio era nudo e non seppe volare:
poi vidi l'angelo mutarsi in cometa
e i volti severi divennero pietra,
le loro braccia profili di rami,
nei gesti immobili d'un altra vita,
foglie le mani, spine le dita.
Voci di strada, rumori di gente,
mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.
Sbiadì l'immagine, stinse il colore,
ma l'eco lontana di brevi parole
ripeteva d'un angelo la strana preghiera
dove forse era sogno ma sonno non era
- Lo chiameranno figlio di Dio -
Parole confuse nella mia mente,
svanite in un sogno, ma impresse nel ventre."
E la parola ormai sfinita
si sciolse in pianto,
ma la paura dalle labbra
si raccolse negli occhi
semichiusi nel gesto
d'una quiete apparente
che si consuma nell'attesa
d'uno sguardo indulgente.
E tu, piano, posati le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte.
Fabrizio De Andre'
sabato 23 giugno 2012
venerdì 22 giugno 2012
Spettacolo Faber, per sostenere l'Aral (S. Fruttuoso di Monza)
Nuovo concerto per sostenere l’Associazione Ricerca Alzheimer di Lissone (Aral). Lo spettacolo si terrà venerdì 22 giugno, a partire dalle ore 21, presso la Corte del Veterinario, in via Tazzoli 15 a S. Fruttuoso di Monza, all'interno delle iniziative di S. Fruttuso in festa, organizzate dall'Associazione Culturale S. Fruttuoso.
Di seguito presentazione dello spettacolo e locandina.
FABER - Non ho una faccia adatta alle mie canzoni
Pensieri, parole e musiche di Fabrizio De André
con
Gaetano Ievolella (voce narrante)
Guglielmo Nigro (voce, piano, djambé, fisarmonica)
Stefano Chiodini (sax soprano, flauto traverso)
Oltre il De André noto al mondo c'era un autore scomodo, schivo, solitario e anarchico. Uno che non amava esibirsi in pubblico perché diceva di non avere una faccia adatta alle sue canzoni. Frugando fra le sue carte e rileggendo appunti e interviste ne abbiamo ricostruito la poetica. Volendo restituire il mito a una dimensione umana, abbiamo indagato il suo rapporto con la religione, l’amore, l’amicizia e con la vita e la morte. Abbiamo ripreso le sue canzoni riducendole al cuore nudo di testo e melodia, lasciando emergere la potenza del canto e la chiarezza delle parole per quello che sono: il grido di un uomo che, per la vita, ha cercato il proprio riscatto nel dare con le sue canzoni a ogni uomo la dignità perduta. Nei tratti, abbiamo cercato di ricostruire il volto meno noto di Faber, quello più intimo. Immuni alle accuse di presunzione, ché le fotografie rendono un unico punto di vista, speriamo solo che lui ci perdoni la nostra poca discrezione.
Di seguito presentazione dello spettacolo e locandina.
FABER - Non ho una faccia adatta alle mie canzoni
Pensieri, parole e musiche di Fabrizio De André
con
Gaetano Ievolella (voce narrante)
Guglielmo Nigro (voce, piano, djambé, fisarmonica)
Stefano Chiodini (sax soprano, flauto traverso)
Oltre il De André noto al mondo c'era un autore scomodo, schivo, solitario e anarchico. Uno che non amava esibirsi in pubblico perché diceva di non avere una faccia adatta alle sue canzoni. Frugando fra le sue carte e rileggendo appunti e interviste ne abbiamo ricostruito la poetica. Volendo restituire il mito a una dimensione umana, abbiamo indagato il suo rapporto con la religione, l’amore, l’amicizia e con la vita e la morte. Abbiamo ripreso le sue canzoni riducendole al cuore nudo di testo e melodia, lasciando emergere la potenza del canto e la chiarezza delle parole per quello che sono: il grido di un uomo che, per la vita, ha cercato il proprio riscatto nel dare con le sue canzoni a ogni uomo la dignità perduta. Nei tratti, abbiamo cercato di ricostruire il volto meno noto di Faber, quello più intimo. Immuni alle accuse di presunzione, ché le fotografie rendono un unico punto di vista, speriamo solo che lui ci perdoni la nostra poca discrezione.
martedì 17 gennaio 2012
Tre facce in prestito
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venerdì 13 gennaio 2012
Faber alla Casa dei Popoli di Villasanta
L'11 gennaio 1999 moriva Fabrizio De André.
Faber, non ho una faccia adatta alle mie canzoni è una celebrazione di vita, e non di morte.
Venerdì 13 gennaio, nel ricordo del grande artista ligure, ne celebreremo l'anima più intima e delicata all'interno della Casa dei Popoli di Villasanta (via Garibladi, 6, in centro, accanto alla Coop). Il concerto, a ingresso libero, sarà anticipato da una cena ligure.
Cibo, musica, poesia, respiro, gesti e parole. Ti viene in mente qualcosa di più vitale?
Ecco il programma:
ore 20.30
Cena ligure (15€ bevande escluse)
Menù
linguine ai carciofi
verdure ripiene (cipolle zucchine peperoni)
acciughe in teglia
a' cimma' (cima alla genovese)
budino agli amaretti
E' necessaria la prenotazione
tel. 335 6347374
mail: casadeipopoli@fastwebnet.it
entro mercoledì 11 gennaio 2012
ore 21,30
inizio dello spettacolo (ingresso libero)
FABER - Non ho una faccia adatta alle mie canzoni
Pensieri, parole e musiche di Fabrizio De André
con
Gaetano Ievolella (voce narrante)
Guglielmo Nigro (voce, piano, djambé, fisarmonica)
Stefano Chiodini (sax soprano, flauto traverso)
Oltre il De André noto al mondo c'era un autore scomodo, schivo, solitario e anarchico. Uno che non amava esibirsi in pubblico perché diceva di non avere una faccia adatta alle sue canzoni. Frugando fra le sue carte e rileggendo appunti e interviste ne abbiamo ricostruito la poetica. Volendo restituire il mito a una dimensione umana, abbiamo indagato il suo rapporto con la religione, l’amore, l’amicizia e con la vita e la morte. Abbiamo ripreso le sue canzoni riducendole al cuore nudo di testo e melodia, lasciando emergere la potenza del canto e la chiarezza delle parole per quello che sono: il grido di un uomo che, per la vita, ha cercato il proprio riscatto nel dare con le sue canzoni a ogni uomo la dignità perduta. Nei tratti, abbiamo cercato di ricostruire il volto meno noto di Faber, quello più intimo. Immuni alle accuse di presunzione, ché le fotografie rendono un unico punto di vista, speriamo solo che lui ci perdoni la nostra poca discrezione.
Musica di specie
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sabato 17 dicembre 2011
Faber alla pasticceria Dolci, Lissone
Nuovo appuntamento con lo spettacolo Faber, Non ho una faccia adatta alle mie canzoni.
Puoi leggere lo scopo dell'evento qui.
Sabato 17 dicembre a partire dalle ore 18.
Tutte le informazioni nella locandina.
FABER - Non ho una faccia adatta alle mie canzoni
Pensieri, parole e musiche di Fabrizio De André
con
Gaetano Ievolella (voce narrante)
Guglielmo Nigro (voce, piano, djambé, fisarmonica)
Stefano Chiodini (sax soprano, flauto traverso)
Oltre il De André noto al mondo c'era un autore scomodo, schivo, solitario e anarchico. Uno che non amava esibirsi in pubblico perché diceva di non avere una faccia adatta alle sue canzoni. Frugando fra le sue carte e rileggendo appunti e interviste ne abbiamo ricostruito la poetica. Volendo restituire il mito a una dimensione umana, abbiamo indagato il suo rapporto con la religione, l’amore, l’amicizia e con la vita e la morte. Abbiamo ripreso le sue canzoni riducendole al cuore nudo di testo e melodia, lasciando emergere la potenza del canto e la chiarezza delle parole per quello che sono: il grido di un uomo che, per la vita, ha cercato il proprio riscatto nel dare con le sue canzoni a ogni uomo la dignità perduta. Nei tratti, abbiamo cercato di ricostruire il volto meno noto di Faber, quello più intimo. Immuni alle accuse di presunzione, ché le fotografie rendono un unico punto di vista, speriamo solo che lui ci perdoni la nostra poca discrezione.
Musica di specie
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Sabato 17 dicembre a partire dalle ore 18.
Tutte le informazioni nella locandina.
FABER - Non ho una faccia adatta alle mie canzoni
Pensieri, parole e musiche di Fabrizio De André
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Gaetano Ievolella (voce narrante)
Guglielmo Nigro (voce, piano, djambé, fisarmonica)
Stefano Chiodini (sax soprano, flauto traverso)
Oltre il De André noto al mondo c'era un autore scomodo, schivo, solitario e anarchico. Uno che non amava esibirsi in pubblico perché diceva di non avere una faccia adatta alle sue canzoni. Frugando fra le sue carte e rileggendo appunti e interviste ne abbiamo ricostruito la poetica. Volendo restituire il mito a una dimensione umana, abbiamo indagato il suo rapporto con la religione, l’amore, l’amicizia e con la vita e la morte. Abbiamo ripreso le sue canzoni riducendole al cuore nudo di testo e melodia, lasciando emergere la potenza del canto e la chiarezza delle parole per quello che sono: il grido di un uomo che, per la vita, ha cercato il proprio riscatto nel dare con le sue canzoni a ogni uomo la dignità perduta. Nei tratti, abbiamo cercato di ricostruire il volto meno noto di Faber, quello più intimo. Immuni alle accuse di presunzione, ché le fotografie rendono un unico punto di vista, speriamo solo che lui ci perdoni la nostra poca discrezione.
Musica di specie
martedì 7 dicembre 2010
Faber al Teatro Frigia a Milano
FABER - Non ho una faccia adatta alle mie canzoni
Pensieri, parole e musiche di Fabrizio De André
con
Gaetano Ievolella (voce narrante)
Guglielmo Nigro (voce, piano, djambé)
Stefano Chiodini (sax, flauto traverso)
Venerdì 10 dicembre 2010, ore 21
Sabato 11 dicembre 2010, ore 21
Teatro Studio Frigia 5
MM Precotto, bus 44, 7, 85
tel/fax 02 719096 - 348 2903851
info@quintedicarta.it
Oltre il De André noto al mondo c'era un autore scomodo, schivo, solitario e anarchico. Uno che non amava esibirsi in pubblico perché diceva di non avere una faccia adatta alle sue canzoni. Frugando fra le sue carte e rileggendo appunti e interviste ne abbiamo ricostruito la poetica. Volendo restituire il mito a una dimensione umana, abbiamo indagato il suo rapporto con la religione, l’amore, l’amicizia e con la vita e la morte. Abbiamo ripreso le sue canzoni riducendole al cuore nudo di testo e melodia, lasciando emergere la potenza del canto e la chiarezza delle parole per quello che sono: il grido di un uomo che, per la vita, ha cercato il proprio riscatto nel dare con le sue canzoni a ogni uomo la dignità perduta. Nei tratti, abbiamo cercato di ricostruire il volto meno noto di Faber, quello più intimo. Immuni alle accuse di presunzione, ché le fotografie rendono un unico punto di vista, speriamo solo che lui ci perdoni la nostra poca discrezione.
Intero: 10€ (+quota associativa Quinte di Carta: 3€)
Nota: il teatro ha 60 posti, conviene prenotare!
Pensieri, parole e musiche di Fabrizio De André
con
Gaetano Ievolella (voce narrante)
Guglielmo Nigro (voce, piano, djambé)
Stefano Chiodini (sax, flauto traverso)
Venerdì 10 dicembre 2010, ore 21
Sabato 11 dicembre 2010, ore 21
Teatro Studio Frigia 5
MM Precotto, bus 44, 7, 85
tel/fax 02 719096 - 348 2903851
info@quintedicarta.it
Oltre il De André noto al mondo c'era un autore scomodo, schivo, solitario e anarchico. Uno che non amava esibirsi in pubblico perché diceva di non avere una faccia adatta alle sue canzoni. Frugando fra le sue carte e rileggendo appunti e interviste ne abbiamo ricostruito la poetica. Volendo restituire il mito a una dimensione umana, abbiamo indagato il suo rapporto con la religione, l’amore, l’amicizia e con la vita e la morte. Abbiamo ripreso le sue canzoni riducendole al cuore nudo di testo e melodia, lasciando emergere la potenza del canto e la chiarezza delle parole per quello che sono: il grido di un uomo che, per la vita, ha cercato il proprio riscatto nel dare con le sue canzoni a ogni uomo la dignità perduta. Nei tratti, abbiamo cercato di ricostruire il volto meno noto di Faber, quello più intimo. Immuni alle accuse di presunzione, ché le fotografie rendono un unico punto di vista, speriamo solo che lui ci perdoni la nostra poca discrezione.
Intero: 10€ (+quota associativa Quinte di Carta: 3€)
Nota: il teatro ha 60 posti, conviene prenotare!
mercoledì 7 aprile 2010
Facce adatte a una canzone
Dall'ultimo spettacolo "Faber, Non ho una faccia adatta alle mie canzoni"
15 marzo 2010
Teatro Ariberto, Milano.
Foto (c) Luca Giuliani
domenica 14 marzo 2010
Spettacolo De Andre' a Milano, Teatro Ariberto
Sono felice che lo spettacolo sull'arte e il pensiero di De Andre' continui a camminare.
Questa volta lo presenteremo a Milano, al Teatro Ariberto, in via Crespi 9 a Milano, vicinissimo a Corso Genova.
Sarà domenica 14 marzo, a partire dalle ore 21. Ingresso 15 euro.
Al teatro concerto parteciperà anche Francesca Salcioli, in arte Frina, con la sua arpa celtica. Perché lo spettacolo su De Andre' continua a camminare e respirare.
Gaetano Ievolella - voce recitante
Guglielmo Nigro - voce, pianoforte, fisarmonica, djembé, harmonium
Stefano Chiodini - sax soprano e flauto traverso
Francesca Salcioli - arpa celtica
musica di specie
venerdì 15 gennaio 2010
domenica 13 dicembre 2009
Progetto De Andre' a Perego

Lo spettacolo su De Andre' torna in Brianza, a un passo da casa mia. Nel cuore del Parco del Curone c'è uno splendido agriturismo, Gli Amici Della Ratta (Perego - LC, via Curone 7), immerso nelle colline, dove risuoneranno parole e musiche ispirate dal pensiero lucido e poetico di De Andre'.
Domenica 13 dicembre. Inizio spettacolo ore 19. A seguire cena a 20 euro, bevande incluse.
Ingresso spettacolo a offerta libera.
Gaetano Ievolella - voce recitante
Guglielmo Nigro - voce, pianoforte, fisarmonica, percussioni
Stefano Chiodini - sax soprano e flauto traverso
Musica di specie.
lunedì 9 novembre 2009
Vita da scemo
Lasciàti alle spalle gli anni della paura, che mi costringevano a posizioni di chiusura e conservazione, oggi la mia anima (si, forse è proprio lei) mi chiama a nuove aperture.
La sensazione di espansione è inebriante, più del vino, del sesso e della regressione.
E per ogni giorno che nasce e il mio tempo che si accorcia, vedo il colpo al cerchio che offre nuovi inizi a ogni riflesso del sole.
Se mai decidessi di fare il comico, potrei partire dalla base, dalla cacca, certo di poter raccogliere almeno il sorriso di Gabo. Ma per quanto ancora?
E invece parlo del tempo come si parla di Dio.
Con convinta circospezione. Una cosa per intenderne un'altra.
"Perché dissi che Dio ingannò il primo uomo, lo costrinse a viaggiare una vita da scemo..."
La sensazione di espansione è inebriante, più del vino, del sesso e della regressione.
E per ogni giorno che nasce e il mio tempo che si accorcia, vedo il colpo al cerchio che offre nuovi inizi a ogni riflesso del sole.
Se mai decidessi di fare il comico, potrei partire dalla base, dalla cacca, certo di poter raccogliere almeno il sorriso di Gabo. Ma per quanto ancora?
E invece parlo del tempo come si parla di Dio.
Con convinta circospezione. Una cosa per intenderne un'altra.
"Perché dissi che Dio ingannò il primo uomo, lo costrinse a viaggiare una vita da scemo..."
venerdì 23 ottobre 2009
martedì 30 giugno 2009
Progetto De Andre' allo Spazio Tadini
I Goolij Niger e Gaetano Ievolella tornano a ripercorre De Andre'.
Intorno alle sue musiche, intorno ai suoi pensieri, esploriamo i suoi sentieri.
Allo Spazio Tadini, giovedì 2 luglio a partire dalle ore 20,30.
Via Jommelli, 24 - Milano (tra Lambrate e Piola)
Entrata a offerta libera.
Alle 18 viene inaugurata una mostra di arti visive. Le info qui.
Intorno alle sue musiche, intorno ai suoi pensieri, esploriamo i suoi sentieri.
Allo Spazio Tadini, giovedì 2 luglio a partire dalle ore 20,30.
Via Jommelli, 24 - Milano (tra Lambrate e Piola)
Entrata a offerta libera.
Alle 18 viene inaugurata una mostra di arti visive. Le info qui.
Presentazione ufficiale: Nel decennale dalla morte di Fabrizio De Andre' siamo andati a spulciare nelle carte dell’archivio della sua fondazione alla ricerca delle sue parole, dei suoi pensieri, della sua storia. Ne sono uscite interviste, considerazioni annotate di getto su un foglio di carta, fotografie e immagini con le quali abbiamo ricostruito il volto meno noto di Faber, quello più intimo e personale, che abbiamo deciso di portare sul palco accompagnandolo con una rilettura di alcuni dei suoi pezzi più e meno noti.
I Goolij Niger:
Guglielmo Nigro - voce, piano, fisarmonica, djembè
Stefano Chiodini - sax soprano, flauto traverso
e con
Gaetano Ievolella - voce narrante
Musica di Specie...
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I Goolij Niger:
Guglielmo Nigro - voce, piano, fisarmonica, djembè
Stefano Chiodini - sax soprano, flauto traverso
e con
Gaetano Ievolella - voce narrante
Musica di Specie...
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sabato 13 giugno 2009
Non ho una faccia...

E quindi, in questo periodo torno a De Andre'.
Non sono un interprete, fatico a interpretare le mie canzoni, figuriamoci quelle degli altri.
E interpretare De Andre' è un'impresa ancora più ardua. Per cui, con l'attore e regista Gaetano Ievolella e l'amico fidato Stefano Chiodini ai fiati, abbiamo scomposto, destrutturato, ricomposto e personalizzato una minima parte del repertorio del cantautore più celebrato d'Italia.
Lo ammetto, era da tempo che non mi divertivo così tanto a fare, creare musica.
E adesso, a un passo dall'esordio, stiamo lavorando di fino. Ma è un progetto in continua evoluzione, perché ad ogni incontro fioriscono nuove idee.
Un'istantanea di questo lavoro prenderà forma a Monza, il 13 giugno, in Piazza Carrobiolo, dalle ore 21, nell'ambito della festa di S. Giovanni.
Tutto questo, mentre in piazza Duomo suona Danilo Rea. Che ci perdonerà. Speriamo di riuscire ad assistere almeno alla fine della sua performance. Ce la metteremo tutta per finire in tempo!
E interpretare De Andre' è un'impresa ancora più ardua. Per cui, con l'attore e regista Gaetano Ievolella e l'amico fidato Stefano Chiodini ai fiati, abbiamo scomposto, destrutturato, ricomposto e personalizzato una minima parte del repertorio del cantautore più celebrato d'Italia.
Lo ammetto, era da tempo che non mi divertivo così tanto a fare, creare musica.
E adesso, a un passo dall'esordio, stiamo lavorando di fino. Ma è un progetto in continua evoluzione, perché ad ogni incontro fioriscono nuove idee.
Un'istantanea di questo lavoro prenderà forma a Monza, il 13 giugno, in Piazza Carrobiolo, dalle ore 21, nell'ambito della festa di S. Giovanni.
Tutto questo, mentre in piazza Duomo suona Danilo Rea. Che ci perdonerà. Speriamo di riuscire ad assistere almeno alla fine della sua performance. Ce la metteremo tutta per finire in tempo!
giovedì 23 aprile 2009
La città vecchia
Dopo la, prima, breve esplorazione del mondo di De Andre' all'interno della rassegna monzese alla quale abbiamo partecipato due mesi fa, il sottoscritto, Stefano Chiodini e Gaetano Ievolella proseguono a sporcarsi le mani con il maggior cantautore italiano di tutti i tempi.
Stiamo procedendo in modo disordinato. Uno propone un pezzo, l'altro uno stralcio di uno scritto, un altro un tema musicale che riscopriamo sottopelle a una canzone di De Andre'.
Il risultato, al momento, non è prevedibile. E vuole essere imprevisto.
Si fa invece sempre più forte la gioia della sorpresa e dell'invenzione. Il piacere umano più elevato, direi. Senza dimenticare la condivisione.
Succede che Bocca di Rosa si frammenta, le strofe si sovrappongono in una stratificazione quasi materica, perde la melodia, si trasfigura in una cantilena lenta e dondolante, per riaccendersi improvvisamente. Succede che Amore Che Vieni Amore Che Vai diventa l'espressione profonda del blues di quaranta, cinquanta anni fa. Succede che La Città Vecchia si incrocia con un'intervista rilasciata negli anni '70 a TV Sorrisi e Canzoni, un'intervista che non è tale perché è una lettera aperta scritta di suo pugno da De Andre'. Succede che Amico Fragile è ancora avvolta da una nuvola rossa, con le forme in movimento.
C'è un'idea che mi accende la mente. Quella che l'onnipotenza della creatività, quando non isolata, ma ancorata e concretamente vorace, può rappresentare un'autentica opportunita di rinascita interiore.
Ma per non farla più grande di quella che è, concludo con un primo punto fermo: potrà piacere o no, ma di De Andre' cercheremo di offrire una dimensione obliqua e inedita.
Stiamo procedendo in modo disordinato. Uno propone un pezzo, l'altro uno stralcio di uno scritto, un altro un tema musicale che riscopriamo sottopelle a una canzone di De Andre'.
Il risultato, al momento, non è prevedibile. E vuole essere imprevisto.
Si fa invece sempre più forte la gioia della sorpresa e dell'invenzione. Il piacere umano più elevato, direi. Senza dimenticare la condivisione.
Succede che Bocca di Rosa si frammenta, le strofe si sovrappongono in una stratificazione quasi materica, perde la melodia, si trasfigura in una cantilena lenta e dondolante, per riaccendersi improvvisamente. Succede che Amore Che Vieni Amore Che Vai diventa l'espressione profonda del blues di quaranta, cinquanta anni fa. Succede che La Città Vecchia si incrocia con un'intervista rilasciata negli anni '70 a TV Sorrisi e Canzoni, un'intervista che non è tale perché è una lettera aperta scritta di suo pugno da De Andre'. Succede che Amico Fragile è ancora avvolta da una nuvola rossa, con le forme in movimento.
C'è un'idea che mi accende la mente. Quella che l'onnipotenza della creatività, quando non isolata, ma ancorata e concretamente vorace, può rappresentare un'autentica opportunita di rinascita interiore.
Ma per non farla più grande di quella che è, concludo con un primo punto fermo: potrà piacere o no, ma di De Andre' cercheremo di offrire una dimensione obliqua e inedita.
domenica 8 marzo 2009
Che vorrei
La serata dedicata a De Andre' tenutasi al Mi Cantino di Monza e alla quale ho partecipato con Gaetano Ievolella e Stefano Chiodini è stata organizzata dalla rivista online Che Vorrei.
Non la trovate su carta ma su etere. Il che non dovrebbe darle meno credibilità. In fondo anche LoSpazioBianco.it con il quale collaboro da anni esiste solo online ed è una delle riviste di critica sul fumetto più importante d'Italia. Leggetela e fatevi un'idea da soli.
Qui trovate un resoconto completo della serata a De Andre', e i video (quasi) completi della nostra performance: prima parte; seconda parte.
A riascoltare il nostro lavoro penso a due cose: intensità e sbavature. Cercheremo di mantenere la prima eliminando le seconde.
Sempre che l'esperimento si ripeta.
Non la trovate su carta ma su etere. Il che non dovrebbe darle meno credibilità. In fondo anche LoSpazioBianco.it con il quale collaboro da anni esiste solo online ed è una delle riviste di critica sul fumetto più importante d'Italia. Leggetela e fatevi un'idea da soli.
Qui trovate un resoconto completo della serata a De Andre', e i video (quasi) completi della nostra performance: prima parte; seconda parte.
A riascoltare il nostro lavoro penso a due cose: intensità e sbavature. Cercheremo di mantenere la prima eliminando le seconde.
Sempre che l'esperimento si ripeta.
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