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lunedì 5 gennaio 2015

Aggiornamento sulla salute di Thich Nath Hanh



Annuncio ufficiale

a tutti i Centri di pratica di Plum Village
a tutti i Centri di pratica e ai sangha in tutto il mondo
ai nostri cari amati amici

Plum Village, 3 gennaio 2015

Buon Anno Nuovo! Che voi e i vostri cari possiate gioire di un anno davvero Nuovo, fiorente di buona salute. felicita' e pace. Desideriamo ringraziare ciascuno di voi per l'energia di guarigione e compassione che continuate a generare per il nostro adorato Maestro.

Nel corso delle ultime tre settimane Thay e' gradualmente riemerso allo stato di veglia, tiene gli occhi aperti per gran parte della giornata, cosi' tanto che i medici possono ora affermare che non e' piu ' in stato di coma.

Attualmente Thay riesce a riconoscere i volti familiari. Risponde bene agli stimoli verbali, ed ha dato tanta gioia a tutti noi cominciando a sorridere negli ultime giorni. Uno degli assistenti piu' vicini a Thay si e' messo a rievocare alcuni ricordi di momenti condivisi durante uno dei viaggi con Thay. In  particolare un episodio alquanto buffo che con sua grande meraviglia ha fatto sorridere perfino Thay.

Pero' attualmente Thay non e' ancora in grado di parlare. Cio' indica un certo grado di aphasia, che viene monitorato e puo' evolvere in senso positivo grazie alle terapie.

La condizione fisica di Thay rimane stabile, e grazie alle eccellenti cure ricevute da tutta l'equipe medica puo' godere di un certo benessere.
Thay si impegna molto nelle sessioni di fisioterapia. fa progressi  ogni giorno e i suoi attendenti sono testimoni della sua mente dotata di gra nde determinazione nel vederlo praticare gli esercizi piu' volte durante il giorno.

E' probabile che Thay venga presto trasferito in una Clinica specializzata nella riabilitazione, cosi' da poter ricevere le migliori cure possibili per riacquistare la parola e la motricita'.

Oggi a Plum Village abbiamo terminato lo speciale ritiro di Natale e Capodanno. Novecento persone, inclusi amici che sono venuti da vicino e da lontano, hanno partecipato alla celebrazione del capodanno il 31 dicembre.
Abbiamo praticato la meditazione camminata tutti insieme, lungo i leggendari sentieri di Upper Hamlet, abbiamo bruciato in un falo'  le nostre promesse per il Nuovo Anno, abbiamo ascoltato un discorso di Dharma offerto da un insegnante di Dharma anziano, e abbiamo goduto del cibo speciale e dello spettacolo dal vivo, con jazz rap kung fu e una scenetta sul "Buon padre "

Sister Chan Khong ha offerto il rilassam ento profondo e il Toccare la Terra 
e l'intera Comunita' seduta in meditazione ha atteso la mezzanotte annunciata dalla grande campana e dal tamburo del Tempio.

Thay ha costruito una bellissima Comunita' in cui tutti noi possiamo prendere rifugio, e tutti noi sappiamo che la pace e la gioia della nostra famiglia spirituale sono la pace e la gioia di Thay.


Un vero sangha ha sempre in se'  l'energia dell'amore,
l'energia della fratellanza e della sorellanza,
la speranza e la compassione.
Il nostro sangha e' la nostra casa. Il nostro sangha e' la nostra speranza

Thich Nhat Hanh, 24 dicembre 2010 

martedì 18 novembre 2014

Coltello affilato

Thich Nhat Hanh, da Paura, ed. BIS

lunedì 29 settembre 2014

La calma nella tempesta

Thich Nhat Hanh, da Paura, ed. Macro






Imparare a fermarsi

Thich Nhat Hanh, da Paura, ed. Macro





giovedì 25 settembre 2014

Namo Avalokiteshvara Chant


Cantato dai monaci di Plum Village
Thich Naht Hanh

mercoledì 24 settembre 2014

Mente d'Amore

martedì 23 settembre 2014

Oh, felicità

Thich Nhat Hanh, da Vita di Siddharta il Buddha

mercoledì 10 settembre 2014

Il mio amico Stefano ed io

Ieri sera il mio amico Stefano ed io siamo usciti a cena. Ci siamo incontrati, abbracciati, chiacchierati addosso. Apprezzo di Stefano il suo ragionamento ampio, aperto e profondo. Anche umile, gentile nei modi. Suoniamo insieme da più di un decennio, lui sassofonista, e siamo compagni di viaggio da allora.

Tra le tante cose, abbiamo condiviso una serie di riflessioni sul concetto di impermanenza e di non-nascita e non-morte, secondo la terminologia buddhista. Puoi pensare, mi dice, di sostenere che esista una cosa come la morte, quando il nostro DNA contiene l'eredità di infinite vite e proseguirà in infinite vite?
C'è uno scarto, ammetto, tra quella che è una comprensione intellettuale della non-nascita e non-morte (che richiede comunque un passaggio interiore importante), e quella che è una comprensione intuitiva profonda.
Di seguito posto le parole di Thich Nhat Hanh, dal libro Paura (Macro ed.), che meglio di chiunque altro spiega questo concetto.












domenica 24 agosto 2014

giovedì 7 agosto 2014

lunedì 4 agosto 2014

mercoledì 20 novembre 2013

Come puoi scacciare l'oscurità?

Solo l'amore scaccia l'odio, solo la luce disperde l'oscurità. Come mai? Perché di per sé, l'oscurità è solo uno stato negativo, in sé non ha alcuna positività. Di fatto, non esiste! Come potresti scacciarla? Contro l'oscurità non puoi fare nulla direttamente. Se vuoi fare qualcosa nei suoi confronti, dovrai operare attraverso la luce: introduci la luce e l'oscurità è svanita, togli la luce e appare l'oscurità; ma non puoi portare o togliere l'oscurità direttamente: nei suoi confronti non puoi fare nulla di nulla.
Osho, da La mente che mente (ed. Feltrinelli)

giovedì 14 novembre 2013

Le sei concordie

Dopo avere visto come i monaci Anuruddha, Kimbila e Nandiya convivevano in armonia, il Buddha pronunciò le Sei Concordie, i principi per essere felici insieme agli altri: 
"Bhikkhu, la natura di una comunità è l’armonia, che si ottiene seguendo questi principi: condividere uno spazio comune, sia una casa o una foresta; condividere i doveri essenziali della giornata; osservare i precetti insieme; pronunciare parole che creino armonia, astenendosi da quelle che portano divisioni nella comunità; comunicarsi esperienze e comprensioni; rispettare l’opinione altrui e non costringere l’altro ad aderire alla nostra. Seguendo questi principi un sangha vivrà in felicità ed armonia. Bhikkhu, osserviamoli sempre. 

In un recente numero della "Mindfulness Bell", notiziario internazionale dell’Ordine dell’Interessere, Thay ha brevemente illustrato i sei principi per l’armonia, o Concordie, insegnati dal Buddha. Ecco il suo commento. 

"La prima è la Concordia dell’azione che coinvolge tutto il corpo. Un sangha vive insieme come una famiglia. Le nostre azioni coinvolgono tutte le persone con cui viviamo. Bisogna perciò che favoriscano la concordia. 

"La seconda è la Concordia della condivisione dei benefici. Condividiamo il cibo, gli alloggi el’opportunità di praticare la meditazione seduta e camminata. Insieme ascoltiamo il Dharma. Condividiamo ogni tipo di beneficio con tutti. Se una persona può andare a un ritiro di tre giorni, gli altri nel sangha dovrebbero avere la stessa opportunità in un’altra occasione. Ci sosteniamo l’uno con l’altro in ogni attività. 

"La terza è la Concordia dell’osservare gli stessi Impegni di consapevolezza. Le nostre aspirazioni sono uguali e conveniamo che la pratica degli stessi Impegni di consapevolezza è il miglior modo per realizzarle. 

"La quarta è la Concordia della parola. Occorre che anche le nostre parole ispirino concordia. Abbiamo bisogno di fondare il nostro modo di parlare su alcuni principi: sapere come reagire quando udiamo qualcosa che non ci piace; sapere come prestare attenzione a quello che l’altra persona sta dicendo, in modo da essere capaci di meditare sulle sue parole prima di rispondere; sapere come incoraggiare e nutrire la fiducia nelle persone con le quali parliamo. 

"La quinta è la Concordia delle opinioni. Proveniamo da ambiti diversi. Forse non condividiamo la stessa maniera di vedere degli altri componenti della comunità. ma non diamo per scontato che la nostra sia giusta e l’altrui sia sbagliata. Non discutiamo sulle opinioni divergenti. Quando abbiamo un’idea la condividiamo con il sangha e la modifichiamo dopo avere ascoltato gli altri. La condivisione di Dharma è un’opportunità per ascoltare con attenzione i diversi punti di vista, così da avere una comprensione sempre più profonda. Le nostre idee sono soltanto una piccola parte del quadro. Quando gli altri parlano ascoltiamo con attenzione per trovare la saggezza nelle loro parole. Se non sappiamo ascoltare non possiamo imparare. Abbiamo bisogno di aiutare gli altri a sapere che sono accettati e apprezzati. 

"La sesta è la Concordia delle attività della mente. Abbiamo modi di pensare e sensibilità diversi. Non dovremmo isolarci nei nostri pensieri. Dobbiamo comunicare. Quando vediamo qualcuno chiuso nei suoi pensieri, nella tristezza e nella sofferenza, possiamo dirgli: un soldino per i tuoi pensieri, un soldino per le tue sensazioni. Quando l’altra persona è in grado di condividere la sua sensazione, non è più isolata. Quando confidiamo quello che sta accadendo nella nostra mente, diamo sollievo al nostro isolamento. Se chiedete a qualcuno cosa prova e lei o lui risponde "sono infelice", potete praticare insieme la meditazione camminata e questo, da solo, basterà a portare un po’ di gioia".

da qui.

Metta Sutta

(Sutta Nipata I.8)


Questo dovrebbe fare
chi pratica il bene
e conosce il sentiero della pace:
essere abile e retto,
chiaro nel parlare,
gentile e non vanitoso,
contento e facilmente appagato;
non oppresso da impegni e di modi frugali,
calmo e discreto,
non altero o esigente;
incapace di fare
ciò che il saggio poi disapprova.

Che tutti gli esseri
vivano felici e sicuri:
tutti, chiunque essi siano,
deboli e forti,
grandi o possenti,
alti, medi o bassi,
visibili e non visibili,
vicini e lontani,
nati e non nati.
Che tutti gli esseri vivano felici!

Che nessuno inganni l’altro
né lo disprezzi
né con odio o ira
desideri il suo male.
Come una madre
protegge con la sua vita
suo figlio, il suo unico figlio
così, con cuore aperto,
si abbia cura di ogni essere,
irradiando amore
sull'universo intero;
in alto verso il cielo
in basso verso gli abissi,
in ogni luogo, senza limitazioni,
liberi da odio e rancore.

Fermi o camminando,
seduti o distesi,
esenti da torpore,
sostenendo la pratica di Metta;
questa è la sublime dimora.
Il puro di cuore,
non legato ad opinioni,
dotato di chiara visione,
liberato da brame sensuali,
non tornerà a nascere in questo mondo.

giovedì 17 ottobre 2013

Le cinque rimembranze

In questi giorni sto avendo molto sostegno dalla lettura quotidiana delle cinque rimembranze indicate dalla tradizione buddhista.
Come vuole la tradizione di Thich Nhat Hanh, le cinque rimembranze aiutano a identificare e guardare in profondità i semi della paura. Possono essere recitate ogni giorno, lette a voce alta sotto forma di meditazione guidata oppure utilizzate individualmente come meditazione silenziosa.

E’ nella mia natura invecchiare.
Non c’è modo di sfuggire alla vecchiaia.

E’ nella mia natura ammalarmi.
Non c’è modo di sfuggire alla malattia.

E’ nella mia natura morire.
Non c’è modo di sfuggire alla morte.

Tutto ciò che mi è caro e tutti coloro che amo per natura sono soggetti al cambiamento.
Non c’è modo di sfuggire alla separazione da loro.

Eredito le conseguenze delle azioni che compio con il corpo, la parola e la mente.
I miei atti sono la mia continuazione.



mercoledì 31 luglio 2013

Prendere rifugio in se stessi

[...]
Tra non molto anche io lascerò questa vita. Perciò vi esorto a praticare l'essere un'isola per voi stessi, sapendo prendere rifugio in voi stessi anziché prendere rifugio in altre persone o cose.
Praticate la presa di rifugio nell'isola del Dharma. Sappiate prendere rifugio nel Dharma; non prendete rifugio in nessun'altra isola o persona. Meditate sul corpo nel corpo, alimentando la Retta Comprensione e la presenza mentale al fine di dominare e trasformare gli attaccamenti e le ansie. Osservate gli elementi esterni al corpo negli elementi esterni al corpo, alimentando la Retta Comprensione e la presenza mentale, al fine di dominare e trasformare gli attaccamenti e le preoccupazioni. È questa la via per ritornare all'isola del sé: volgersi a se stessi per prendere rifugio nel Dharma e in nessun'altra isola o cosa.

Da Discorso sul prendere rifugio in se stessi, contenuto ne Il canto del cuore, Thich Nhat Hanh 

venerdì 14 giugno 2013

Discorso sul modo migliore di vivere da soli

calligrafia di thich nhat hanh


Ho udito queste parole del Buddha una volta che il Signore si trovava nel monastero del boschetto di Jeta, nei pressi della città di Savatthj. Chiamò a sé tutti i monaci e li istruì: “Bhikkhu!” 
E i bhikkhu risposero: “Siamo qui”. 
Il Beato esordì: “Vi insegnerò cosa significa conoscere il modo migliore per vivere soli. Comincerò con i tratti essenziali dell’insegnamento e poi vi darò una spiegazione dettagliata. 
Monaci, ascoltate con attenzione”.
“Beato, ti ascoltiamo”.

Il Buddha insegnò:
“Non inseguite il passato. Non perdetevi nel futuro. Il passato non c’è più. Il futuro non è ancora arrivato. Guardando la vita così com’è in profondità proprio qui e ora, il praticante dimora nella stabilità e nella libertà. Dobbiamo essere diligenti oggi. Domani sarebbe troppo tardi. La morte arriva inaspettata. Come si può scendere a patti con essa?
Il saggio chiama una persona che sa dimorare nella presenza mentale notte e giorno ‘colui che conosce il modo migliore per vivere soli’.

“Bhikkhu, cosa significa ‘inseguire il passato’? ”
Quando qualcuno pensa a come era il suo corpo in passato, a come erano le sue sensazioni in passato, a come erano le sue percezioni in passato, a come erano le sue formazioni mentali in passato, a come era la sua coscienza in passato, quando pensa a queste cose e la sua mente è oppressa e attaccata a queste cose che appartengono al passato, allora quella persona insegue il passato.

“Bhikkhu, cosa significa ‘non inseguire il passato’?”
Quando qualcuno pensa a come era il suo corpo in passato, a come erano le sue sensazioni in passato, come erano le sue percezioni in passato, a come erano le sue formazioni mentali in passato, a come era la sua coscienza in passato, quando pensa a queste cose, ma la sua mente non è schiava e attaccata a queste cose che appartengono al passato, allora quella persona non insegue il passato.

“Bhikkhu, cosa significa ‘perdersi nel futuro’?” 
Quando qualcuno pensa a come sarà il suo corpo in futuro, a come saranno le sue sensazioni in futuro, a come saranno le sue percezioni in futuro, a come saranno le sue formazioni mentali in futuro, a come sarà la sua coscienza in futuro, quando pensa a queste cose e la sua mente è oppressa e fa sogni a occhi aperti su queste cose che appartengono al futuro, allora quella persona si perde nel futuro.

“Bhikkhu, cosa significa ‘non perdersi nel futuro’?” 
Quando qualcuno pensa a come sarà il suo corpo in futuro, a come saranno le sue sensazioni in futuro, a come saranno le sue percezioni in futuro, a come saranno le sue formazioni mentali in futuro, a come sarà la sua coscienza in futuro, quando pensa a queste cose, ma la sua mente non è oppressa e non fa sogni a occhi aperti su queste cose che appartengono al futuro, allora quella persona non si perde nel futuro.

“Bhikkhu, cosa significa ‘essere sopraffatto dal presente’?” 
Se qualcuno non studia e non impara nulla dal Risvegliato, dai suoi insegnamenti di amore e comprensione, dalla sua comunità che vive in armonia e consapevolezza, se quella persona non conosce nulla dei nobili insegnanti e dei loro insegnamenti, non pratica quegli insegnamenti e pensa 'Questo corpo è me, io sono questo corpo. Queste sensazioni sono me, io sono queste sensazioni. 
Questa percezione è me, io sono questa percezione. Questa formazione mentale è me, io sono questa formazione mentale. Questa coscienza è me, io sono questa coscienza, allora quella persona è sopraffatta dal presente.

“Bhikkhu, cosa significa ‘non essere sopraffatto dal presente’?” 
Se qualcuno studia e conosce il Risvegliato, i suoi insegnamenti di amore e comprensione, la sua comunità che vive in armonia e consapevolezza, se quella persona conosce i nobili insegnanti e i loro insegnamenti e pratica quegli insegnamenti e non pensa:
Questo corpo è me, io sono questo corpo. Queste sensazioni sono me, io sono queste sensazioni. Questa percezione è me, io sono questa percezione. Questa formazione mentale è me, io sono questa formazione mentale. Questa coscienza è me, io sono questa coscienza, allora quella persona non è sopraffatta dal presente. Bhikkhu, vi ho presentato un riassunto e una spiegazione dettagliata sul conoscere il modo migliore per vivere soli”.

Così il Buddha insegnò e i monaci gioirono nel mettere in pratica i suoi insegnamenti.

da Canti e recitazioni di Plum Village, Thich Nhat Hanh

domenica 21 aprile 2013

Om mani padme hum - Original version

giovedì 26 gennaio 2012

90
Concluso il viaggio, oltrepassata la sofferenza,
sei libero da condizioni e convenzioni,
hai lasciato ogni vincolo alle spalle,
la sete non ti brucia più la gola.


Buddha, Dammapada, ed. Mondadori

domenica 15 gennaio 2012

Il re delle montagne

"I bodhisattva mahasattva dovrebbero generare la mente in tal modo senza dimorare, dovrebbero generare la mente che non dimora in nessuna cosa. Essi dovrebbero generare la mente che non dimora nella forma, dovrebbero generare la mente che non dimora nel suono, nell’odore, nel sapore, nella tangibilità o nel fenomeno. Subhuti, è in questo modo: se, per esempio, il corpo di un essere diventasse così, diventasse in questo modo, grande come il Sumeru, il re delle montagne, Subhuti, qual è il tuo pensiero: quel corpo sarebbe grande?"

Il diamante che redice l’illusione
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