[...] l'avvocato difensore, quasi con le lacrime agli occhi, gli soffiava all'orecchio di non dire una parola, non una: avrebbe detto la verità, e la verità è la morte, tutto meno che la verità in un tribunale, in un processo. E anche nella vita.
Giorgio Scerbanenco, da Venere Privata
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mercoledì 27 novembre 2013
lunedì 25 novembre 2013
Il libro delle vergini
Bastava ch'ella avesse la virtù di non cedere a quella spossatezza, bastava ch'ella non si accasciasse, bastava che la nuova aria l'entrasse nei pulmoni, le accelerasse il sangue. Questa fiducia le ravvivava lo spirito, la faceva essere quasi ilare, le faceva amare i clamori infantili, di cui Eva rallegrava le stanze, le faceva amare li squilli di canto di cui la nuora empiva le volte.
Quel profumo di giovinezza umana che saliva tutt'intorno, e quella benevolenza della stagione nascente l'eccitavano, le davano una specie di energia momentanea che certi liquori dànno, la turbolenta sollevazione di vita che ha l'infermo se oda una musica allegra passare.
Gabriele D'Annunzio, Il libro delle vergini
Quel profumo di giovinezza umana che saliva tutt'intorno, e quella benevolenza della stagione nascente l'eccitavano, le davano una specie di energia momentanea che certi liquori dànno, la turbolenta sollevazione di vita che ha l'infermo se oda una musica allegra passare.
Gabriele D'Annunzio, Il libro delle vergini
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lunedì 11 marzo 2013
La finestra dei Rouet
C'è una luce ramata che proietta sulle case i suoi riflessi color rame, e un camino di mattoni pare sanguinare; nel lato in ombra i colori hanno un'intensità impressionante; gli oggetti sembrano animarsi: si direbbe che, al termine della giornata, tornata la calma, nell'ora in cui gli uomini mettono la sordina alla propria esistenza, le cose comincino a respirare e diano inizio a una loro vita misteriosa.
Georges Simenon
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lunedì 11 febbraio 2013
lunedì 9 luglio 2012
Achab
(c) bill sinkievicz
Non leggo più fumetti con regolarità da quando ho chiuso Harrydice...
Avevo bisogno di spazio. Inutile dire che la mia mente incauta e agitata ha immediatamente riempito quello spazio con altro. E con il senno di poi, tutto ciò appare sciocco e ingarbugliato.
Il tempo vien sempre voglia di rimpiangerlo, perché sempre lo sprechiamo con accidenti.
Un mese fa, mi è stato regalato un volume a fumetti: Moby Dick di Bill Sienkievicz, pubblicato in Italia da NPE. Visto che i miei contributi con Lospaziobianco.it continuano, per quanto in modo molto diradato, ho deciso di impegnarmici su per una recensione. Ma avevo un problema: non avevo mai letto il romanzo di Herman Melville.
Ed eccomi qui, tra baleniere e leviatani e capitani pazzi. Finora, e sono a metà, Moby Dick è una delle cose più belle che mi sia mai capitato di leggere. E dirlo oggi, a quasi quarant'anni, appare forse un controsenso, ma anche il giusto riconoscimento per un libro fuori dal tempo.
E la versione a fumetti? Ancora non so dire. Attendiamo. Io e lei, prima di incontrarci davvero. So quasi tutto dei lavori passati di Sienkievicz, e so che è difficile capire quanto egli sia artista puro o semplice abile pioniere. In questo caso, le domande giuste da cui partire per una recensione, potrebbero essere due: cosa resta del romanzo di Melville; cosa resta di Bill Sienkievicz?
In ogni caso, non meravigliarti se in questo blog vedrai fiorire citazioni di Moby Dick. E iniziamo subito con una... rigorosamente in inglese. Se il senso non lo capisci, devi solo spendere 10 euro, comprarti una delle edizioni italiane, e il resto è pura meraviglia abissale.
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venerdì 11 giugno 2010
Intermittenze
La situazione: l'impossibilità di morire.
Il personaggio: un cardinale.
Il desiderio: morire, come estremo martirio. unico morente in un mondo in cui non si muore.
Il risultato:
L'anestesia lo risparmiò al supremo sacrilegio di voler trasferire i poteri della morte a un dio più generalmente conosciuto come datore di vita.
Così si chiude il primo capitolo de Le intermittenze della morte di José Saramago.
La provocazione non è immaginare un mondo senza morte, ma un mondo senza martirio.
Saremmo in pace.
Il personaggio: un cardinale.
Il desiderio: morire, come estremo martirio. unico morente in un mondo in cui non si muore.
Il risultato:
L'anestesia lo risparmiò al supremo sacrilegio di voler trasferire i poteri della morte a un dio più generalmente conosciuto come datore di vita.
Così si chiude il primo capitolo de Le intermittenze della morte di José Saramago.
La provocazione non è immaginare un mondo senza morte, ma un mondo senza martirio.
Saremmo in pace.
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lunedì 26 aprile 2010
Figura 8
1
Due colleghe:
"tutti gli uomini sono egoisti"
2
"Son of Sam" – 3:04
"Somebody That I Used to Know" – 2:09
"Junk Bond Trader" – 3:49
"Everything Reminds Me of Her" – 2:37
"L.A." – 3:14
"In the Lost and Found (Honky Bach)/The Roost" – 4:32
"Stupidity Tries" – 4:23
"Easy Way Out" – 2:44
"Wouldn't Mama Be Proud?" – 3:25
"Color Bars" – 2:19
"Happiness/The Gondola Man" – 5:04
"Pretty Mary K" – 2:36
"I Better Be Quiet Now" – 3:35
"Can't Make a Sound" – 4:18
"Bye" – 1:53
3
In alto, nell’angolo della finestra
osservo la mia solitudine
che è meno
di una tela di ragno.
Neppure geometrica.
Imperdonabile.
4
Mi ricorderò di te per tutta la vita, e tu ti ricorderai di me. Proprio come ci ricorderemo dei crepuscoli, delle finestre bagnate di pioggia, delle cose che porteremo sempre con noi perchè non possiamo possederle.
5
La luna, sei soldi
e un disegno.
L’arte è uno sfogo,
la ricerca dell’immortalità,
l’esasperazione dell’ego,
o cos’altro?
(cloisonnisme)
6
Non incoraggiare!
7
Ti amo
nella tua perfetta rotondità lunare.
Mentre attendiamo insieme la nascita.
8
Non posso emettere un suono
senza movimento.
Curo che il mio respiro
sia lento e silenzioso
come un volo d’aquila.
9
E un giorno canto, canto
come a una festa di piazza
liberazione del cuore
liberazione civile
di una nazione che non è più.
Bella addio!
Ciao!
10
Anche Gabo la sa cantare!
Gabo la ricorda nella sua memoria sconfinata
di nuotatore di acque limpide.
Gabo sa imparare come non ci è più
possibile fare.
Ciao Bella!
10
Ecco un individuo che non ha paura di nulla [...] I miei recenti lavori sono sulla buona strada; credo che vi troverete un tono particolare, o meglio una conferma delle mie indagini precedenti, la sintesi di una forma e di un colore che tiene conto solo dell'elemento dominante.
11
Da internet, senza verificare le fonti
puoi riportare infinite invenzioni
alle origini del tempo e del pensiero.
La conoscenza al punto zero
dell’immaginazione.
12
In bagno, una mosca entra dalla finestra aperta
e per un istante si appoggia sul mio pene.
“Bacia le mie pene”
Libere associazioni, così sopravvalutate
dalla psicanalisi.
13
tavolo amore schifezza sedie
faccia occhi capelli guance bambola
orecchie piedi scarpe calze pancia
nasino scuola elementare fumetti
fiorellini pennarelli maglietta
Libere associazioni di Gabo, in calce a un suo disegno.
La calligrafia di mia madre.
14
tutto questo tempo
tutto questo tempo
tutto questo tempo
…
e neanche un giorno da rivivere
15
Mi prendo cura della mia schiena
come la luna della notte
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giovedì 14 gennaio 2010
[due]
Interrompo la lettura di Rose Madder di Stephen King per dedicarmi rigenerato alla Trilogia della città di K. di Agota Kristof.
Caro Stephen, lo spunto di Rose Madder è molto buono e ben scritto, ma sei prolisso, didascalico e futile. Non ho tutto questo tempo. Ti lascio lì, all’inizio dello showdown finale. Senza rimpianti. Prima o poi ti concluderò.
Cara Agota, grazie per la tua sintesi e la tua determinazione a raccontare la vita.



Caro Stephen, lo spunto di Rose Madder è molto buono e ben scritto, ma sei prolisso, didascalico e futile. Non ho tutto questo tempo. Ti lascio lì, all’inizio dello showdown finale. Senza rimpianti. Prima o poi ti concluderò.
Cara Agota, grazie per la tua sintesi e la tua determinazione a raccontare la vita.



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La Danza Immobile
E io? Ormai neppure io possedevo passato né futuro. Io ero solo presente, un presente in uniforme da compattimento, di clandestinità e di morte. Io ero stato addestrato per lottare. Io dovevo morire o uccidere.
Manuel Scorza
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martedì 12 gennaio 2010
Il Castello (di nuovo)
"E anche per lei dev'essere umiliante; non ne soffre?" "Si, ne soffro" disse K. adagio, e sorrise tra sé, perché proprio in quel momento non ne soffriva affatto.
Franz Kafka
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domenica 10 gennaio 2010
Il Castello
Se in quel gesto v'era un lieve disprezzo, non fu notato, oppure era addirittura atteso.
Franz Kafka
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martedì 29 dicembre 2009
2666
Ogni libro che non sia un capolavoro è carne da cannone, valorosa fanteria, un pezzo sacrificabile dato che ripete, in vari modi, lo schema del capolavoro. Quando compresi questa verità, smisi di scrivere. La mia mente, però, non smise di funzionare.
Roberto Bolaño
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sabato 5 dicembre 2009
Minimalismo letterario
In treno, una ragazza col cappello di lana azzurro pronuncia le parole sottovoce mentre legge aggrappata al libro. Si chiudono le porte dello scompartimento e mi privano del piacere di leggere col suo labbiale.
martedì 17 novembre 2009
Jazz e presentazione di un libro per ragazzi

Martedì 17 novembre con Stefano Chiodini, in duo, si suona standard jazz alla libreria Nuova Scaldapensieri, via Don Bosco 39 a Milano, a partire dalle ore 19.
Verrà presentato il libro per ragazzi Arlys, scritto da Marina Irali e illustrato da Alessandra Bagnoli, con reading.
I C2:
Guglielmo Nigro - pianoforte
Stefano Chiodini - sax soprano
Musica di specie...
Verrà presentato il libro per ragazzi Arlys, scritto da Marina Irali e illustrato da Alessandra Bagnoli, con reading.I C2:
Guglielmo Nigro - pianoforte
Stefano Chiodini - sax soprano
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martedì 15 settembre 2009
La casa degli spiriti
Pedro Garcia, il vecchio, che aveva già novant'anni e a fatica trascinava le sue ossa, condivideva l'idea di Clara che le mani sono fatte per essere usate.Isabel Allende
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domenica 13 settembre 2009
La coscienza di Zeno
Con voce un po' tramante Carla mi interruppe:
- Mi pare che questo l'abbiamo già letto!
Così fui finalmente obbligato di dire parole mie.
Italo Svevo
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American Tabloid
Con grande costernazione di alcuni nostri amici, Fratello Minore ha conservato la sua fissazione per il crimine organizzato, e pare disinteressarsi del problema cubano.
James Ellroy
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martedì 23 giugno 2009
Inter-essere
Torno a Fili d'erba di Whitman.
Sono uno dei pochi a non aver ricercato i suoi lavori dopo L'attimo fuggente?
Che quel film lo vidi al cinema anni addietro e della poesa mi interessava assai poco.
Oggi lo scopro sotto la luce dell'idea buddhista di inter-essere (secondo la definizione di Thich Nhat Hanh): non sè, non altro.
La sua voce, quella di Whitman in Fili d'erba, è una delle miglior espressioni poetiche di questo concetto. Ne leggo una, due o tre pagine al termine di ogni meditazione mattutina e sento comprensione, vitalità e visione profonda.
Non è poco. Consiglio di provare.
Non è poco. Consiglio di provare.
lunedì 1 giugno 2009
sabato 9 maggio 2009
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Guglielmo Nigro, salvo dove diversamente indicato.
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