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venerdì 24 ottobre 2014

A human interest story

R. O. Blechman, Talking Lines

lunedì 20 ottobre 2014

Attaccamento

Proprio come Border

You got it

giovedì 28 agosto 2014

Amoremorte

sabato 16 maggio 2009

Harry dice...


Ce l'ho fatta! L'ho convinto!!
Finalmente Harry Naybors, mio carissimo amico nonché esperto assoluto ed egomaniaco di fumetti, ha aperto il suo blog personale. Ne sono felice perché è importante che la sua voce non si confonda con la mia. Ne sono felice perché potrà assumersi tutte le responsabilità per quello che dice e crede.
Ne sono rattristato perché senza i suoi interventi questo blog sarà un po' meno ricco. E anche perchè, come vedete, dovrò comunque seguirlo per la pubblicazione dei post, essendo lui a completo digiuno di tecnologia digitale (sic!).
Continueremo a parlare di fumetti, qui. Per lo meno per quanto riguarda il mio lavoro con LoSpazioBianco.it e altre iniziative.

Ma da oggi, Harry lo trovate là, sul suo blog "Harry dice.."

mercoledì 6 maggio 2009

Doonsebury. L'integrale


Sono lieto di annunciare l'uscita del primo volume di Doonsebury. L'integrale.
La ristampa cronologica e completa di tutte le strisce di Trudeau è un progetto realizzato da Black Velvet. Ammetto di avere una certa sintonia con Omar Martini e le sue pubblicazioni. Black Velvet è una casa editrice piccola, ma che vanta un catalogo importante e che cura ogni prodotto in modo eccellente. Ha dimostrato finora di saper valorizzare i progetti di autori italiani (l'ultimo che ricordo è Coltrane di Parisi) e ha stampato spesso opere a fumetti non convenzionali e sempre stimolanti.
La mia speranza è che questa ristampa possa essere la gallina dalle uova d'oro per Martini, perché la vendibilità del prodotto, in Italia ma soprattutto negli USA e nel mondo, è potenzialmente molto alta. Fantagraphics Books negli States ha completamente rivoluzionato in meglio il proprio bilancio grazie alla pubblicazione della ristampa cronologica delle strisce dei Peanuts. Doonsebury non è i Peanuts, certo, ma l'importanza della striscia di Trudeau non è da sottovalutare. Stiamo a vedere.

LoSpazioBianco.it dedica all'evento uno speciale, al quale ho contribuito con un articolo.
Leggetelo e compratevi il volume.

lunedì 20 aprile 2009

Blatta economy


Dopo un po’ di tempo, torna a scrivermi Harry Naybors.

Condensazioni.
Per ragioni che ci sfuggono, ci troviamo a fare collegamenti logici e accostamenti inediti stimolanti.
Mi è capitato recentemente leggendo in parallelo due lavori apparentemente lontanissimi ma per molte ragioni incrociati.
Si tratta di Shock Economy di Naomi Klein e di Blatta di Alberto Ponticelli.
Il primo è un libro inchiesta in lingua inglese (ma tradotto in Italiano da Rizzoli), il secondo un fumetto italiano (pubblicato da Bloom).
Partiamo da Shock Economy.

Naomi Klein è una delle poche mie connazionali giornaliste (è vero, è nata in Canada, sarà per questo!) che sa scrivere in modo non sterile ed evocativo. Già autrice del best-seller mondiale No Logo, che ha segnato un’epoca vicinissima che sembra remota, in questo nuovo libro, frutto di tre anni di ricerche sul campo e di consultazione di documenti CIA de-secretati e di libri di ogni tipo, mette in luce un tema raccapricciante: la “missione” della scuola degli economisti di Chicago, figli di Milton Friedman e appoggiati per ultimo dal governo di Bush Jr., che consiste nello sfruttare eventi drammatici (imprevisti o provocati) per le popolazioni del mondo al fine di modificare lo status quo economico-politico in direzione del liberismo più sfrenato. L’idea, in due parole, è quella di approfittare dello spaesamento delle popolazioni dopo un tale evento per ridurre o azzerare diritti conquistati in anni e imporre delle scelte che mai, in un contesto normale, sarebbero passate. L’esempio più recente, forte e drammatico è la Guerra in Iraq, che è stata per gli Stati Uniti e altre potenze mondiale un’occasione economica favorevole e florida. Le vite perdute in quella guerra sono solo un prezzo necessario e sgradevole. Alla popolazione irachena, dopo la conclusione formale della guerra, sono state imposte condizioni economiche proprie dell’ “integralismo liberista”, favorendo lo sfruttamento delle ricchezze territoriali da parte delle potenze estere, impoverendo e umiliando un popolo e una società che già, con l’oligarchia di Saddam Hussein, erano tremendamente schiacciati. Dalla padella nella brace, come si dice.
Mentre leggo e rifletto su queste nefandezze, che Klein ha l’abilità di collegare ai metodi shockanti delle torture attuate dalla CIA a Guantanamo e altrove, mi ritrovo a leggere la vita del signor nessuno contenuta in Blatta. Ponticelli inventa una società nichilista e liberticida, dove in nome della vita eterna sono stati sacrificati tutti i diritti umani, anche i più semplici e comuni, come la sessualità, la famiglia, le relazioni sociali.
L’idea non è certo nuova. Ma il libro funziona grazie alla prosa asciutta ed evocativa, e soprattutto grazie a un disegno forte, sporco, espressionista, claustrofobico. Ponticelli mette in scena tutta la sua abilità grafica in un modo per nulla scontato e per nulla esibito. Le scelte, dalle inquadrature, al tratteggio, alla caratterizzazione dei personaggi, sono mirate e funzionali al racconto. Si nota una perfetta sinergia tra conduzione della storia e forza del disegno, tanto che mi sono convinto del fatto che sceneggiatura e realizzazione delle tavole sono andate avanti di pari passo, senza una specifica soluzione di continuità. Un lavoro da autore di razza, insomma. E una delle sue prime prove da autore completo, tra l’altro.
Ecco, il dubbio che avevo alla base del racconto, mi è stato in qualche modo spazzato via dal libro della Klein. Mi chiedevo cosa avrebbe permesso una totale perversione del sistema culturale, politico ed economico come quello descritto in Blatta. La risposta è in Shock Economy: è accaduto uno shock che non so descrivere né immaginare, ma al quale la scuola di Friedman e le sue frattaglie politiche sono state pronte a sfruttare in quel preciso momento. Si allenano tutta la vita per essere pronti.
Insomma, nella mia mente, un'opera rinforza l’altra, e sono da oggi per me inscindibili. Un plauso all’immaginazione, quindi, nella giornata in cui si piange la morte del meraviglioso, inarrivabile James Ballard. Sarebbe troppo lungo elencare quante cose l’autore ha saputo anticipare con i suoi racconti. Lascia una società che ha compreso, forse, come nessun altro.
E che appare ben rappresentata nelle sue estreme conseguenze da Blatta e da Shock Economy.


Harry.

La Top Ten 2008 de LoSpazioBianco.it

disegno originale di Paolo Bacilieri



Ne ho già parlato qui.
E finalmente la top ten 2008 de LoSpazioBianco.it è online.
Come potete vedere, è corredata da un articolo di commento realizzato dal sottoscritto.
Lo dico nel pezzo, lo ribadisco qui: quei 10 titoli non vogliono essere in assoluto i migliori del 2008. Ogni classifica è solo una fotografia sfocata. Però è veritiera e rappresenta una lista di 10 fumetti che assolutamente non dovrebbero mancare nella libreria di nessun amante dei fumetti.
Ogni titolo meriterebbe un approfondimento. E, come potete vedere, di ognuno di essi è presente (o sarà presente a breve) una recensione sul sito. Le cose le facciamo bene.


Il gioco ha delle regole, come ogni classifica che si rispetti.
A qualcuno questa cosa non è piaciuta molto. Ha voluto partecipare fregandosene delle regole e adesso è arrabbiato perché lo avremmo "censurato".
Utilizzare il gioco della top ten senza rispettare le regole e per parlare male praticamente di ogni autore, editore e professionista che cita nella sua (non)classifica è un altro gioco, che trovo piuttosto sciocco. Ecco, direi che sciocco è la parola giusta. Così come parlare di "censura" in merito alla scelta della redazione di non pubblicare quello sciocco tentativo; parlare di "censura" in un periodo come questo dove la "censura" c'è, è cosa vera e preoccupante.
Si, Boris, che idea di merda.

lunedì 6 aprile 2009

Pascin


Io amo questo fumetto.
E ne parlo qui.

Sfar è un autore meraviglioso.

venerdì 27 marzo 2009

Watchmen


Segnalo uno speciale de LoSpazioBianco.it su Watchmen, in occasione della presenza del film nelle sale cinematografiche.
Lo leggete qui.
C'è anche un mio pezzo, qui.


La versione Simpson dei personaggi di Watchmen. Riuscitissima.

giovedì 19 marzo 2009

Rat-Man e la guerra


Segnalo il mio ultimo articolo per LoSpazioBianco.it sull'ultima storia del Rat-Man di Leo Ortolani.
Il tema è la guerra e la satira. Lo trovate qui.

mercoledì 18 marzo 2009

De:Code

De:Code è il nome dietro cui si celano tre esperti critici di fumetti che da anni si occupano dell'ingrato compito di parlare di fumetti in modo consapevole, offrendo spunti di riflessione e non marchette o news inutili quanto clamorose.
La loro prima incarnazione fu il sito Rorscharch, dal nome del celebre personaggio di Watchmen di Moore e Gibbons (oggi anche al cinema), che iniziai a leggere ben prima di iniziare io stesso ad occuparmi di fumetti.
La seconda fu il sito De:Code che rivelò da subito una difficoltà: aggiornamenti non regolari e non frequenti. Un'impostazione che rivelava, forse, altre vocazioni.
Di De:Code ho sempre amato il nome, che trovo sintentico e molto efficace. E la qualità di alcuni articoli che sollecito tutti a scoprire.
L'ultima evoluzione è De:Code in formato rivista tematica in pdf, che credo sposi ottimamente la vocazione di cui sopra, più improntata agli approfondimenti, e che favorisce un lavoro più pianificato a lungo/medio termine.
Trovate il primo numero qui.
Io non ho ancora potuto leggerla, ma lo farò presto. Per certo posso dire che copre parzialmente un vuoto che senza dubbio esiste, in Italia, ovvero quello di riviste di critica che sviluppano riflessioni, argomentazioni e interviste sul fumetto. L'unica scelta che mi sento di non condividere, pensandoci a caldo, è l'esclusione delle recensioni che ritengo restino un servizio fondamentale per i lettori, nonché un buon modo per mettere alla luce il grande movimento che esiste nel mercato del fumetto in questi anni.
Ne riparlerò.


nota: Come mi ha puntualmente ricordato Emiliano Longobardi tra Rorscharch e De:Code c'è stata l'avventura di Comics Code. Il passaggio mi è sfuggito, forse, a causa di tre motivi: la fretta con la quale ho postato; l'assonanza dei nomi; malgrado gli effettivi cambiamenti strutturali e di collaboratori (Emo era parte del progetto ma da De:Code in avanti ne uscì) ho sempre visto molta continuità tra Comics Code e De:Code. Sbagliando.
Ma credo che tutto ciò ai lettori di questo blog interessi poco. Leggetevi il nuovo De:Code in pdf!

Manga Silvio


Di Berlusconi si è raccontato e si racconta in ogni modo.
E devo dire che sono piuttosto stufo di vederlo, sentirlo, sentirne parlare (in bene e in male), anche solo sentire gli odori putrescenti della sua visione del mondo, così becera e italietta.
Però oggi una risata tra il risentimento e il patetico mi è stata strappata da questo:


L'agiografia manga di Berlusconi è una delle cose più rivelatorie di una persona, uno stile, un approccio politico ed esistenziale che mi sia mai capitata tra le mani.

Se non fosse che condiziona (in tutti i sensi) le vite di tante, tantissime persone, Berlusconi sarebbe un uomo facilmente dimenticabile, semplice come chiudere gli occhi e annusare la primavera in arrivo.

lunedì 9 marzo 2009

Top Ten 2008

In questi giorni ho superato l'impresa impossibile di scegliere i dieci migliori fumetti del 2008, per partecipare all'annuale top ten de LoSpazioBianco.it.

Sono molti i fumetti che sono rimasti fuori. I primi esclusi sono quelli che non ho ancora avuto il tempo di leggere, e sono tanti. Basta sfogliare la mia pagina di Anobii per rendersene conto. Gli altri sono quelli dimenticati perché letti nei giorni di nebbia. Ci sono diverse, troppe ragioni per le quali dimenticare un fumetto (o un libro o un film o...) e non tutte hanno a che fare con la qualità del lavoro. Queste ragioni purtroppo non depongono a favore della professionalità di critico che sempre più appare come una chimera. E non per mancanza di conoscenze tecniche o di elementi di analisi. Ma perché più passano gli anni e più mi risulta difficile categorizzare, schematizzare, inchiodare al muro di una definizione emblematica.
Rimpiango le vecchie scelte definitorie senza compromessi, allo stesso modo con cui si rimpiangono i vagiti da bimbo.

Per cui mi sono orientato in questo modo, nella scelta dei miei dieci migliori:
- un segno che fosse personale, riconoscibile e coinvolgente
- una storia che ritorna a distanza di giorni a bussare alla mia mente
- un tema che incuriosisse la mia fantasia e fosse capace di creare nuove connessioni e nuovi punti di vista
- una costruzione della storia fresca, non meccanica, lontana dai soliti territori
- il completo disinteresse per la casa editrice o il paese di appartenenza dell'autore
- la musicalità dell'insieme della composizione (un tema su cui, davvero, un giorno mi piacerebbe scrivere)
- la vicinanza con la contemporaneità del mondo in cui viviamo e la vivacità della sua rappresentazione
- l'attenzione per le idiosincrasie degli autori, che sono sinonimo di genialità e personalità, quando abilmente controllate dalla tecnica
- ...

Non posso ancora rivelare le mie scelte, perché i voti per la top ten non sono ancora conclusi.
Dirò solo che Rughe di Paco Roca e Poor Bastard di Joe Matt non sono entrati in top ten per un pelo; che LMVDM di Gipi non è al primo posto; che c'è un fumetto che è puro intrattenimento ma che è una delle cose più belle scritte negli ultimi anni sul tema della diversità e dell'orrore, capace di rimescolare i generi in modo originale e imprevedibile; che neppure un albo Bonelli quest'anno entra in classifica (a differenza degli altri anni) e che questa scelta è stata necessaria; che Rat-man 70 potrebbe essere nella top ten del 2009; che gli autori italiani sono ben rappresentati, al di là delle mie stesse aspettative; che il fumetto europeo è al centro della scena e questa secondo me è una tendenza rilevante da segnalare; che è stato un anno di ottime letture e che il fumetto gode di una salute artistica eccellente; che ho troppo troppo materiale fermo da leggere.

A presto per la classifica.
Ah, ovviamente, nella menzione per la proposta di materiale storico non può che vincere la conclusione di Lone Wolf and Cub, senza dubbio uno dei massimi capolavori del fumetto mondiale.

domenica 8 marzo 2009

Parisi e Coltrane


Paolo Parisi è un giovane autore italiano di fumetti che si sta affermando come uno dei più originali e importanti degli ultimi anni. Nelle librerie potete trovare il suo ultimo lavoro, una biografia di Coltrane molto personale ed efficace.
Ho avuto il piacere di intervistarlo nell'ambito delle inziative di BilBolBul, uno splendido festival internazionale del fumetto che si sta svolgendo in questi giorni a Bologna.
Qui l'intervista.

Ringrazio Parisi perché mi ha riacceso l'entusiasmo per Coltrane, che sto riascoltando in questi giorni in ogni disco che mi capita di reperire. Il suono come forma, la forma come essenza.

mercoledì 11 febbraio 2009

Prima della nascita e dopo la morte



Qualche mese fa lessi una vignetta straordinaria di ElleKappa. Non riesco a recuperarla, per cui la racconto.
Le solite due donne dialogano.
La prima dice:
Hai visto quanta attenzione per la vita umana ha la Chiesa?
La seconda risponde:
Si. Ma solo prima della nascita e dopo la morte.

Qui accanto trovate poi una splendida striscia di Gipi per Internazionale. Grazie di cuore, Gipi.


martedì 10 febbraio 2009

Citazione Gabo #5

Batman di Paul Pope


Gabo:
da grande anche io leggo il libro di Bataman.

mercoledì 4 febbraio 2009

Laika

Immagine di Laika

Lorelei ha sempre sostenuto di non voler avere un cane perché non può sopportare quel musino di sottomissione e quel continuo bisogno di approvazione che ha ogni amico canino.
I cani sono animali strani.
Ne ho conosciuti alcuni ma non ne ho mai avuto uno.
Non mi piace il loro odore.
Da adolescente, nei vicoli ciechi della penosa solitudine esistenziale di quegli anni, ho più volte pensato all'idea di un cane come a un amico tardo-romantico. Immaginavo un compagno silenzioso di passeggiate, chiacchierate e poesie da una panchina all'altra, da un prato all'altro.
Oggi mi ritrovo a provare lo stesso romantico affetto per un cane immaginario leggendo quel piccolo gioiello narrativo che è Laika.
La storia del primo essere vivente in orbita su un razzo è molto meno mitica e sdolcinata di quanto pensassi. In effetti è penosa e disturbante. Laika sarebbe morta bruciata viva dopo poche ore dal lancio. Era una missione propagandistica che poco aveva a che vedere con la scienza.
L'autore, Nick Abadzis, un inglese, viene per me fuori dal nulla più assoluto. Ma non è certo colpa sua. Mi arriva come la semplice, ennesima conferma di quanto sia ampio e inesplorato il mondo del fumetto mondiale.
Adesso mi ritrovo a leggere lentamente, a ritornare sulle pagine, per ritardare il finale.
Era da un po', da Lone Wolf and Cub, che non mi succedeva.
Ed è una cosa assolutamente inaspettata.
Bene.

sabato 31 gennaio 2009

Local

Immagine di Local


Fottuta vita del cazzo, direbbe qualcuno.
Oppure, destino derivante da scelte inciampate.
Ti guardi indietro e ti illudi di ricostruire una storia personale.
Nel silenzio della meditazione
attimo presente attimo meraviglioso
la tua storia non conta più così tanto se non
nel circolo ripetitivo dei soliti pensieri.

Forma, moto, sostanza, immobilità.

Leggere Local è un viaggio attraverso i frammenti di vita di qualcun altro.
Il suo sacrificio, di Megan, è la nostra partecipazione.
Brian Wood scrive il suo capolavoro. Ryan Kelly è all'altezza.
Imperdibile.
Una delle migliori letture uscite nel 2008.
Un plauso a DOUbLe SHOt.
Fottuta vita del cazzo!
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