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lunedì 27 ottobre 2008

Il volto amato

Non c'è che dire, il volume di Ivan Brunetti An Anthology Of Graphic Fiction, Cartoons & True Stories vol. 2 è proprio uno scrigno prezioso.
Non faccio in tempo a saltare sulla sedia per la splendida tavola di Chris Ware di cui ho già scritto, che mi imbatto in un'altra tavola sorprendente.
Non posso dire di conoscere l'autore, Richard Sala, come Ware, ma il fumetto in questione è pura poesia.
Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di tentare di rappresentare quell'insieme caotico ed evanescente di emozioni entusiasmanti e dolorose che accompagnano il volto della donna amata. Ebbene, Sala in una sequenza semplice ma espressiva ci mette di fronte ad ogni singolo passaggio, fino al successo conclusivo, dove la cattura su carta di un viso si traduce nel sacrificio estremo. Immagino che ogni passaggio rappresenti anche il tentativo di elaborazione del proprio attaccamento affettivo. Un bel pasticcio esplosivo!

Dedico questa tavola a chiunque non abbia ben chiara la forza unica del raccontare a fumetti. Provate a descrivere le stesse cose con le sole parole!

(c) Richard Sala


nota: questo post è stato riscritto perchè per un'interruzione di linea il precedente è andato perso. I concetti sono simili ma le parole no. Non preoccupatevi, non sono ancora impazzito. E non lo siete neppure voi....

I hate you - Ti odio

Ok, pochi o nessuno in Italia lo sanno, ma esiste un autore di fumetti di nome Chris Ware che sta rivoluzionando il concetto stesso di fumetto.
La faccio breve perché su di lui credo che torneremo a parlare con l'aiuto del mio amico critico Harry.
Ieri leggevo l'ottima antologia di Ivan Brunetti An Anthology Of Graphic Fiction, Cartoons & True Stories vol. 2 e mi imbatto nella tavola che qui pubblico dopo averla scansita.
Già nel volume è poco leggibile, in jpg sul blog è anche peggio. Ma spero renda l'idea.
Il protagonista è Quimby the Mouse.
Sotto traduco liberamente il testo, che si legge nella tavola muovendosi come un serpente da sinistra a destra e da destra a sinistra e così via. Il miracolo della tavola, oltre alla composizione assolutamente sorprendente, è l'idea tragica della dipendenza d'amore che vi è rappresentata.



(c) Chris Ware

"Ti odio e ne sono certo questa volta. Davvero. Ho appena deciso. Pensavo volessi saperlo. Anche se non ho nulla da dirti. Infatti non mi interessa rivederti mai più. E non ti penso neppure più. Perchè tutto questo per te poi è un vero mistero per me. Ora sto cercando di essere il più chiaro possibile. Così se dovessi mai rivederti ancora saprei esattamente cosa dirti."

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