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giovedì 25 aprile 2013
sabato 30 giugno 2012
lunedì 6 febbraio 2012
Nato in inverno
Il mio sistema immunitario è stanco.
Stanco lo scorrere del sangue.
Stanca la mia voce.
Stanco il mio sguardo.
Ascolto da lontano le persone intorno
abbagliate dal sole riflesso
nel gelo nevoso di un amplesso
che è raro osservare
e ingegnoso e rude
e cristallino e bello.
Essere vivo in questo inverno
prima del tempo
dopo il ricordo del calore di una nascita
quando ancora la fatica piegò le difese
del corpo e di più,
del cuore.
Essere vivo e tempestivo
quando il giorno si piega nel buio del cielo
e rinchiuso nel gelo
il sorriso si ferma per poi tornare
più bello, più onesto, più ovvio.
Perfetto.
Stanco lo scorrere del sangue.
Stanca la mia voce.
Stanco il mio sguardo.
Ascolto da lontano le persone intorno
abbagliate dal sole riflesso
nel gelo nevoso di un amplesso
che è raro osservare
e ingegnoso e rude
e cristallino e bello.
Essere vivo in questo inverno
prima del tempo
dopo il ricordo del calore di una nascita
quando ancora la fatica piegò le difese
del corpo e di più,
del cuore.
Essere vivo e tempestivo
quando il giorno si piega nel buio del cielo
e rinchiuso nel gelo
il sorriso si ferma per poi tornare
più bello, più onesto, più ovvio.
Perfetto.
giovedì 30 giugno 2011
Francesco e la sua nuova incarnazione
Un anno fa nasceva il piccolo Francesco.
Un anno di sorrisi e di sguardi intensi, i suoi.
Nei primi mesi di vita, costretto alla vita da un cesario,
sotto gli auspici e le previsioni di Gabo (domani nasce Francesco!),
Francesco ha seguito il ritmo della luna. Nato nei primi giorni di luna calante, all'arrivo della luna piena, mese dopo mese, il suo equilibrio veniva totalmente messo in discussione.
Francesco, maestro zen, bodhisattva, mi ha insegnato un paio di respirazioni yogiche complete.
La prima, prevede un ciclo di dieci respirazioni intense e rapide, labbra chiuse, naso arricciato.
La seconda, prevede un suono sordo, quasi animalesco, di gola, mentre si espira profondamente.
Oggi, quando la notte si avvicinava all'alba, Francesco ha voluto festeggiare con me e Lorelei. Un po' in anticipo. Si è svegliato per la poppata notturna (le buone abitudini), e non ha più voluto addormentarsi.
Nè in un verso (il seno materno) né in un altro (le coccole).
Verso le 5, preso da un sano nervosismo, l'ho portato in soggiorno, fatto sedere sul tappeto. Ha interrotto il pianto, mi ha guardato un attimo, come ad accorgersi per la prima volta di quello che gli stava accadendo intorno, e si è piegato a terra, appoggiando la sua testa sulle mie gambe, esausto.
Solo allora è stato possibile prenderlo in braccio per coccolarlo fino al sonno profondo.
Dei suoi insegnamenti, il più prezioso finora è stato quello della meditazione della campana tibetana. La sua tecnica di suono è sorprendente. Il suono, con lui, assume forme diverse, più brillanti e persistenti.
Il ricordo più appagante, il suo sguardo di occhi enormi e il suo sorriso aperto e gioioso che riserva soltanto alla mamma quando la rivede dopo una giornata di trasferta dai nonni.
La sua ammirazione per Gabo è sconfinata.
La sua vicinanza alla nonna Anita ripaga di ogni sofferenza passata.
Ama la nostra gatta Elsa e piegare le carte dei personaggi Disney di Gabo.
In questi giorni di sole, la sua passione sono le albicocche, con le quali inzacchera mani, bocca, mento e canottiera blu a righe.
Produce regolarmente feci consistenti e puzzolenti.
Si siede nel lettino quando si sveglia dal pisolino pomeridiano, e produce sonore pernacchie.
Le sue mani sono forti e delicate, come quelle di un vero maestro della non violenza.
E questo è solo l'inizio.
Buona continuazione.
sabato 5 febbraio 2011
5 anni con citazione
dopo cinque anni animati, l'ultima frase celebre recita così:
però nella vita degli insetti esistono i giganti.
siamo noi.
auguri al maestro e alla sua saggezza.
martedì 10 febbraio 2009
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Guglielmo Nigro, salvo dove diversamente indicato.
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esplicitare sempre l'autore e/o la fonte.
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