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sabato 23 agosto 2014
mercoledì 31 luglio 2013
Veronesi sempre più diretto a proposito della scelta vegetariana
Molti mi chiedono il motivo per cui le popolazioni non sono informate su questo, perché i medici non ne parlino e perché l'opinione comune è di tutt'altra realtà.
La base è che viene fatta un informazione errata, dalle università alle riviste medico scientifiche.
I professori nelle università insegnano cose errate sull'argomento alimentazione, gli studenti a loro volta insegneranno non in maniera corretta i loro futuri alunni o pazienti e così via.
Le riviste medico scientifiche più accreditate sono sul libro paga delle multinazionali farmaceutiche e pubblicano solo ciò che è consentito loro di pubblicare o ciò che è imposto loro dalle suddette multinazionali.
Molti medici e ricercatori, sulla base anche di numerose ricerche, per la maggior parte "insabbiate", sono coscienti degli effetti dannosi del consumo di carne, ma hanno le mani legate.
Io,che sono uno scienziato di fama internazionale, posso prendermi il lusso di fare queste affermazioni, se lo facessero loro, probabilmente non lavorerebbero piu.
L'industria alimentare e le multinazionali farmaceutiche viaggiano di pari passo, l'una ha bisogno dell'altra e queste due entità insieme, generano introiti circa venti volte superiori a tutte le industrie petrolifere del globo messe insieme...potete quindi ben capire che gli interessi economici sono alla base di questa disinformazione.
Se tenete conto che ogni malato di cancro negli stati uniti fa guadagnare circa 250.000 dollari a suddette multinazionali, capirete che questa disinformazione è voluta ed è volta a farvi ammalare per poi tentare di curarvi"
da qui.
La base è che viene fatta un informazione errata, dalle università alle riviste medico scientifiche.
I professori nelle università insegnano cose errate sull'argomento alimentazione, gli studenti a loro volta insegneranno non in maniera corretta i loro futuri alunni o pazienti e così via.
Le riviste medico scientifiche più accreditate sono sul libro paga delle multinazionali farmaceutiche e pubblicano solo ciò che è consentito loro di pubblicare o ciò che è imposto loro dalle suddette multinazionali.
Molti medici e ricercatori, sulla base anche di numerose ricerche, per la maggior parte "insabbiate", sono coscienti degli effetti dannosi del consumo di carne, ma hanno le mani legate.
Io,che sono uno scienziato di fama internazionale, posso prendermi il lusso di fare queste affermazioni, se lo facessero loro, probabilmente non lavorerebbero piu.
L'industria alimentare e le multinazionali farmaceutiche viaggiano di pari passo, l'una ha bisogno dell'altra e queste due entità insieme, generano introiti circa venti volte superiori a tutte le industrie petrolifere del globo messe insieme...potete quindi ben capire che gli interessi economici sono alla base di questa disinformazione.
Se tenete conto che ogni malato di cancro negli stati uniti fa guadagnare circa 250.000 dollari a suddette multinazionali, capirete che questa disinformazione è voluta ed è volta a farvi ammalare per poi tentare di curarvi"
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domenica 30 dicembre 2012
Un menù tra amici con sapori messicani
Antipasti
Pomodori a pezzetti con paprika, limone e coriandolo
Tortillas
Olive piccanti con peperoncino
Primo
Riso basmati invernale, con zucca, porri e panna di soia
Secondi e contorni
Seitan alla birra saltato in padella
Fagioli neri con cipolle e panna di soia
Radicchio arrostito in padella
Pane fatto in casa con farina integrale, semi di lino e di girasole
Focaccia integrale al rosmarino
Pomodori a pezzetti con paprika, limone e coriandolo
Tortillas
Olive piccanti con peperoncino
Primo
Riso basmati invernale, con zucca, porri e panna di soia
Secondi e contorni
Seitan alla birra saltato in padella
Fagioli neri con cipolle e panna di soia
Radicchio arrostito in padella
Pane fatto in casa con farina integrale, semi di lino e di girasole
Focaccia integrale al rosmarino
La tua parte
Se il consumo e di conseguenza la produzione di carne diminuisse del 50%, si potrebbero recuperare le risorse necessarie a risolvere il problema della fame nel mondo.
Io faccio anche la tua parte.
Tu cosa puoi fare per il tuo amico?
lunedì 24 dicembre 2012
Mangiare in consapevolezza
Che ruolo gioca il mangiare consapevole nella tua vita quotidiana?
Quando riusciamo a rallentare e goderci veramente ciò che mangiamo, ne ricaviamo una qualità molto profonda. Amo sedermi e mangiare con tranquillità, godendomi ogni morso, consapevole della presenza della mia comunità, consapevole di tutto il duro e al tempo stesso amorevole lavoro che è presente nei miei pasti. Quando mi siedo così, non sono solo nutrito fisicamente, ma anche spiritualmente. Il modo in cui mangio influenza tutto il resto delle cose che faccio durante la giornata. Se riesco a guardare in profondità nel mio cibo e prendermi questo tempo come una meditazione – non meno importante del tempo dedicato alla meditazione seduta o camminata – ricevo i molti doni del cosmo, dei quali non potrei godere altrimenti, se la mia mente fosse altrove. Perché se quando mangio sono consumato dai miei progetti e preoccupazioni, in realtà ciò che mangio è molto stress e paura e ciò è dannoso sia per la mia mente che per il mio corpo. Noi abbiamo una “gatha”, o verso, che recitiamo mentre mangiamo:
Nella dimensione dello spazio e del tempo,
Mastichiamo con lo stesso ritmo con cui respiriamo.
Preservando le vite di tutti i nostri antenati,
aprendo una strada che sale per i discendenti.
Così, quando mangiamo in presenza mentale, riusciamo ad entrare in contatto diretto coi nostri antenati , così come coi nostri discendenti, e usiamo il tempo dei pasti per vedere come nutrire le cose migliori che i nostri antenati ci hanno tramandato e come continuare a trasmettere ciò che abbiamo di più prezioso alle generazioni future.
Thich Nhat Hanh
Segue un articolo di approfondimento sull'alimentazione consapevole (da qui).
Il primo nutrimento: il cibo che si mangia
Il primo genere di nutrimento di
cui ha parlato il Buddha è il cibo che
si mangia. Il suo
consiglio è di mangiare in
consapevolezza così da mantenere viva nel cuore la compassione.
Gli alimenti che mangiamo possono
introdurre nel nostro cuore veleni in grado di distruggerla
e possono provocare sofferenza
nel corpo, nella mente e nel mondo; per questo dobbiamo
sapere che cosa stiamo mangiando
e se il cibo che mangiamo non stia distruggendo noi e il
nostro pianeta.
Per illustrare questo fatto, il
Buddha ha raccontato la storia di una giovane coppia con un
bambino di tre anni, che doveva
andare in un altro Paese attraversando un vasto deserto. A
metà strada, in pieno deserto,
finì il cibo che avevano portato con loro. I due sapevano che
sarebbero morti se non fossero
riusciti a trovare altro cibo. Disperati, decisero di uccidere il
bambino e di mangiarne le carni;
ne mangiarono un pezzetto e conservarono il resto per
portarselo in spalla, facendolo
essiccare al sole. Ogni volta che mangiavano un pezzo delle
carni del figlio piangevano
disperati: «Dov’è ora il nostro caro bimbo?», si battevano il petto,
si strappavano i capelli, insomma
stavano malissimo. Alla fine riuscirono ad attraversare il
deserto e ad arrivare alla nuova
terra, ma continuarono a soffrire e a piangere il loro
bambino.
Dopo aver raccontato questa
storia il Buddha chiese ai suoi monaci: «Cari amici, pensate
che la coppia godesse di mangiare
le carni del proprio figlio?». I monaci risposero: «No,
come si può godere di mangiare le
carni del proprio figlio?». Il Buddha disse: «Se non
consumiamo in modo consapevole
ecco che stiamo mangiando le carni di nostro figlio, di
nostra figlia.».
Per la maggior parte di noi,
quello che abbiamo ricevuto alla nascita è un corpo sano; se
però consumiamo in maniera
inconsapevole e mangiamo cibo che fa ammalare il corpo e la
mente, noi distruggiamo il corpo
che ci è stato dato. Manchiamo di riguardo ai nostri antenati;
il corpo ci è stato trasmesso da
molte generazioni passate, non abbiamo
il diritto di
distruggerlo con quel che
mangiamo o beviamo.
Se facciamo uso di droghe,
beviamo alcolici o fumiamo sigarette noi assumiamo veleni che
ci distruggono il corpo e la mente:
mangiamo il corpo di nostro padre, di nostra madre, dei
nostri antenati; mangiamo anche
la carne dei nostri figli e nipoti, perché il nostro corpo che
stiamo danneggiando è quello che
poi trasmetteremo ai nostri figli e alle generazioni future.
La gente tende a pensare: “Questo
corpo è mio, posso farne quello che voglio. Si tratta della
mia vita!”. Il nostro corpo
invece non appartiene soltanto a noi: appartiene anche ai nostri
antenati, alla nostra famiglia,
ai nostri figli. Il tuo corpo è la prosecuzione dei tuoi antenati:
devi prendertene cura, in modo da
poter trasmettere il meglio di te ai tuoi figli, ai tuoi nipoti, al
tuo partner, alla tua
comunità.
Quando mangiamo carne e beviamo
alcolici, dunque, mangiamo le carni dei nostri figli. Non
è solo il consumo, è anche la
produzione degli alcolici a generare sofferenza perché impiega
cereali che si potrebbero usare
per nutrire le popolazioni che, nel mondo, muoiono di fame.
Per fare un bicchiere di saké ci
vuole un cesto intero di riso che potrebbe nutrire molti
bambini affamati. Negli Stati
Uniti, l’ottanta per cento del grano e il novanta per cento
dell’avena che si produce viene
dato da mangiare agli animali allevati per l’alimentazione
umana; i fiocchi d’avena che
mangiamo la mattina a colazione costituiscono solo il cinque
per cento di tutta l’avena che si
coltiva negli Stati Uniti. Da soli, i vitelli di tutto il mondo
consumano una quantità di cibo
equivalente al bisogno calorico di 8,7 miliardi di persone –
più dell’intera popolazione
mondiale.
Al mondo ci sono così tante
persone che muoiono di fame! L’UNICEF, il Fondo delle Nazioni
Unite per l’Infanzia, riferisce
che ogni giorno muoiono di denutrizione quarantamila bambini;
nel frattempo molti di noi, in
Occidente, sono sovrappeso. Quando mangiamo più del
necessario distruggiamo il nostro
corpo e quello dei nostri antenati e discendenti. Una volta
un economista francese mi ha
detto che se le nazioni sviluppate dell’Occidente riducessero il
loro consumo di carne e di
alcolici del cinquanta per cento potremmo risolvere il problema
della fame nel mondo.
Sull’impatto ambientale della
produzione americana di carni alimentari
l’Emory College
riferisce quanto segue:
• Terreno: l’87% del terreno
agricolo degli Stati Uniti (ossia il 45% dell’intero
territorio degli U.S.A.) è
utilizzato per l’allevamento del bestiame da macello.
• Acqua: più della metà di tutta
l’acqua consumata negli Stati Uniti, per ogni genere
di finalità, è impiegata
nell’allevamento del bestiame da macello. Si è calcolato
che per produrre un chilo di
carne occorrono in media 18.927 litri d’acqua; per
produrre un chilo di frumento
invece ne occorrono 189. Una dieta interamente
vegetariana richiede 1.135 litri
d’acqua al giorno, una dieta a base di carne ne
richiede 15.141.
• Inquinamento: negli U.S.A.
l’allevamento degli animali da macello inquina le
acque più di ogni altra
industria. Gli animali producono centotrenta volte più
escrementi dell’intera
popolazione umana, in misura di oltre trentanove tonnellate
al secondo (precisamente 39.498
kg). Molti dei rifiuti provenienti dagli allevamenti
e dai macelli confluiscono nei
fiumi, contaminandone le acque.
• Deforestazione: in un anno,
ogni vegetariano salva un acro (poco meno di mezzo
ettaro, precisamente 4046,86 m2)
di foresta. Negli U.S.A. sono stati abbattuti oltre
260 milioni di acri (105.218.256
ettari) per creare pascoli per gli animali da carne;
ogni quindici secondi scompare un
ettaro di foresta. Si stanno distruggendo ampie
zone di foresta pluviale
tropicale per creare pascoli per i vitelli. Per produrre un
singolo hamburger di un etto possono
essere abbattuti fino a 17 m2 di foresta pluviale.
Le foreste sono i nostri polmoni,
ci danno ossigeno, conservano l’ambiente; se mangiamo
carne distruggiamo le foreste,
dunque è come se mangiassimo le carni della nostra Madre
Terra. Tutti noi, compresi i
bambini, siamo in grado di renderci conto di quanto soffrano gli
animali allevati a scopo
alimentare; possiamo scegliere di mangiare in consapevolezza e di
proteggere il benessere e la vita
delle specie che coabitano con noi, di proteggere la stessa
Madre Terra.
Il nostro modo di nutrirci
conduce alla guerra, perché la quantità delle risorse che usiamo per
produrre carne è immensa: la
popolazione degli Stati Uniti ammonta solo al 6% dell’intera
popolazione mondiale ma assorbe
il 60% di tutte le risorse che si consumano sulla Terra. In
Occidente abbiamo uno stile di
vita molto lussuoso, mangiamo più di quanto ci occorra,
mentre altri muoiono di fame;
mangiamo in un modo che ci fa distruggere il pianeta Terra. È
una grave ingiustizia, questa, ed
è anche un’offesa all’intera razza umana, agli animali, alle
piante, ai minerali,
all’atmosfera. Nel mondo, questa disuguaglianza provoca odio e rabbia;
quell’odio e quella rabbia,
quando vengono repressi, esplodono sotto forma di atti di
violenza.
Abbiamo l’opportunità di fermare
le macellazioni e di trovare modi più nonviolenti di produrre
cibo. Si può mangiare cibo
delizioso anche senza impiegare le carni degli animali. Quando
mangiamo in presenza mentale
teniamo viva la consapevolezza della nostra interdipendenza
con gli altri esseri; questa
consapevolezza ci aiuta a tenere viva la compassione nel cuore.
Mangiare in modo compassionevole
rende felici.
Un modo di nutrire la nostra
compassione è discutere in famiglia come mangiare e bere in
maniera più consapevole. Un altro
modo è, a livello dell’intera società, osservare insieme il
nostro modo di produrre e di
consumare il cibo.
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Un menù
fastidio alla spalla destra.
movimento degli occhi.
un profumo di festa da lontano.
chiudo gli occhi. mi avvicino.
il pensiero del cibo.
la cucina.
amo cucinare!
mi rende libero.
domani avrò un pranzo. IL pranzo.
e allora, bando alle parole e via con il menù.
Antipasti
Melanzane alla giapponese (con peperoncino e shoyu)
Azuki verdi allo zenzero
Focaccia integrale al rosmarino
Primi
Riso integrale con mele e porri
Pizzoccheri vegani con patate e coste
Secondi e contorni
Spezzatino di seitan con verdura di stagione
Patate saltate al rosmarino
Insalata mista con radicchio e semi tostati
Pane fatto in casa con farina di farro e semi
giovedì 9 agosto 2012
La strada verso il cancro
L’unico onesto e serio metodo per sconfiggere il cancro è quello di non accedere al suo percorso, o di saltarne fuori prima che sia troppo tardi. Punto e basta. Chi promette altre vie, chi alimenta speranze illusorie, è un bugiardo ipocrita o un illusionista ciarlatano, poco importa se laureato ad Harward o a Pisa.
Ecco spiegato per filo e per segno un tipico percorso del cancro:
1) Enervazione o sfinimento. Il sistema nervoso è la batteria della nostra macchina. Se non è perfetto, perché si è mangiato troppo e male, e si è dormito poco, si sono bevute bibite gassate e zuccherate, si è fumato il proprio fumo o quello passivo di altri, si è rimasti a lungo senza sole, si è stati disturbati da rumori molesti e da campanari maleducati e intoccabili, si è guardata troppa televisione ed ascoltata musica assordante, c’è indebolimento, e così parte l’intossicazione.
2) Tossiemia. Con la batteria scarica e priva di energia nervosa accadono diverse cose strane dentro di noi. La prima cosa che comincia a non funzionare sono i muscoli dello stomaco. Diventiamo così saturi di scarti velenosi.
3) Irritazione. Il cibo alto-proteico indigesto resta all’interno del sistema e comincia a putrefarsi (in un posto caldo e umido va a male anzitempo), e a rilasciare NH3 (ammoniache), NH2-CH2-NH2 (cadaverine) e residui intrattabili nel sistema.
4) Infiammazione. Lo stomaco versa intelligentemente sui cibi ingeriti un liquido chiamato catarro, che serve a diluire e indebolire gli agenti chimici putrefatti e a trasferire il tutto al colon per l’espulsione.
5) Ulcerazione. L’infiammazione costante delle pareti dello stomaco causa l’apertura di una ferita in un determinato punto, una ulcera.
6) Indurimento. Sempre secondo logica, il corpo non può fare altro che riparare temporaneamente la parte ferita tramite un ispessimento del tessuto, una specie di crescita abnorme dentro di noi. Si può ancora andare avanti per un certo periodo in quelle condizioni.
E si può anche sopravvivere per un certo periodo qualora non subentrino operazioni chemioterapiche o chirurgiche prive di efficacia e di meriti, interventi invasivi peggiora-vita e accorcia-vita.
7) Fungazione. Continuando a vivere e a mangiare male, la crisi va fuori controllo. Le cellule che hanno prodotto l’indurimento si spargono in fretta su altri punti critici. Questa fase del numero sette è davvero una situazione di non ritorno.
Valdo Vaccaro, Alimentazione Naturale, ed. Anima
Ecco spiegato per filo e per segno un tipico percorso del cancro:
1) Enervazione o sfinimento. Il sistema nervoso è la batteria della nostra macchina. Se non è perfetto, perché si è mangiato troppo e male, e si è dormito poco, si sono bevute bibite gassate e zuccherate, si è fumato il proprio fumo o quello passivo di altri, si è rimasti a lungo senza sole, si è stati disturbati da rumori molesti e da campanari maleducati e intoccabili, si è guardata troppa televisione ed ascoltata musica assordante, c’è indebolimento, e così parte l’intossicazione.
2) Tossiemia. Con la batteria scarica e priva di energia nervosa accadono diverse cose strane dentro di noi. La prima cosa che comincia a non funzionare sono i muscoli dello stomaco. Diventiamo così saturi di scarti velenosi.
3) Irritazione. Il cibo alto-proteico indigesto resta all’interno del sistema e comincia a putrefarsi (in un posto caldo e umido va a male anzitempo), e a rilasciare NH3 (ammoniache), NH2-CH2-NH2 (cadaverine) e residui intrattabili nel sistema.
4) Infiammazione. Lo stomaco versa intelligentemente sui cibi ingeriti un liquido chiamato catarro, che serve a diluire e indebolire gli agenti chimici putrefatti e a trasferire il tutto al colon per l’espulsione.
5) Ulcerazione. L’infiammazione costante delle pareti dello stomaco causa l’apertura di una ferita in un determinato punto, una ulcera.
6) Indurimento. Sempre secondo logica, il corpo non può fare altro che riparare temporaneamente la parte ferita tramite un ispessimento del tessuto, una specie di crescita abnorme dentro di noi. Si può ancora andare avanti per un certo periodo in quelle condizioni.
E si può anche sopravvivere per un certo periodo qualora non subentrino operazioni chemioterapiche o chirurgiche prive di efficacia e di meriti, interventi invasivi peggiora-vita e accorcia-vita.
7) Fungazione. Continuando a vivere e a mangiare male, la crisi va fuori controllo. Le cellule che hanno prodotto l’indurimento si spargono in fretta su altri punti critici. Questa fase del numero sette è davvero una situazione di non ritorno.
Valdo Vaccaro, Alimentazione Naturale, ed. Anima
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lunedì 5 marzo 2012
Pausa alimentare
Attaccamenti rilevanti al cibo, al gusto, alla sensazione di benessere legata al fluire delle energie.
Emergere di aggressività, insofferenza e disagio.
Riduzione di sensazioni di fastidio ricorrenti quali mal di gola, catarro, agitazione.
Sensazione complessiva di pulizia, di forza fisica generale, di velocità di ripresa.
Avere fiducia, avere pazienza.
La fatica dell'impossibilità di sospendere le azioni e le relazioni quotidiane, soprattutto in famiglia.
Ripetere tra qualche mese in condizioni diverse.
Emergere di aggressività, insofferenza e disagio.
Riduzione di sensazioni di fastidio ricorrenti quali mal di gola, catarro, agitazione.
Sensazione complessiva di pulizia, di forza fisica generale, di velocità di ripresa.
Avere fiducia, avere pazienza.
La fatica dell'impossibilità di sospendere le azioni e le relazioni quotidiane, soprattutto in famiglia.
Ripetere tra qualche mese in condizioni diverse.
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giovedì 1 marzo 2012
Fruttariano
Dal blog di Valdo Vaccaro.
Esempio di schema applicativo fruttariano, includente i Cicli Nutrizionali e i principi di Cambridge
Ore 6 e 30: Sveglia
Ore 7-7.30: 1° Colazione (e 1° pasto frutta Cambridge), ad esempio 4 arance, o due pompelmi
(anche in succo fresco, spremuto e bevuto all’istante)
Ore 8: 2° Colazione (e 2° pasto frutta Cambridge), ad esempio 2 kiwi, o un caco, o un grappolo
d’uva, o una fetta di melone
Ore 11 e 30: Spuntino mattiniero (e 3° pasto frutta Cambridge)
A) per chi vuole perdere peso, continuare con frutta acquosa da scegliere a piacere
B) per chi vuole nutrirsi e mettere su ciccia, frutta secca, datteri, carrube, popcorn e
fichi, banana, o una crema di avena con latte di cereali più farina di semi girasole-lino
Ore 13: Pranzo: 1) Terrina abbondante verdure crude (lattuga o radicchio, rucola, tarassaco, ravanelli)
2) Riso integrale, o miglio, o grano saraceno più piselli e cipolla, cottura leggera
3) Patate, zucchine, melanzane, fagiolini
4) Una manciata di mandorle, o di pistacchi (alternativi a quelli consumati alle 11.30)
Ore 16: 1° Merenda: Una mela e una pera (4° pasto frutta Cambridge)
Ore 18: 2° Merenda: 2 mandarini, oppure frullato fresco di carota-sedano-ananas (5° pasto frutta
Cambridge)
Ore 19-20: Cena: 1) Verdure crude, tipo cavoli verdi e viola, o valerianella, o carciofi e finocchi crudi,
o rape crude di diverso tipo, o crescione
2) Gaspacho, o crema di verdure crude per i più bravi
3) Crema di cereali, o cus-cus, o una pizza vegetariana, o uno spaghetto integrale al
dente e al pomodoro e basilico, senza formaggi, per chi non resiste senza il cotto
4) Verdure cotte al vapore, zucca, patate dolci, cassava (manioca), castagne, castagne
d’acqua
Aggiungiamo che a cena e pranzo ci potrà consumare del pane integrale a più cereali, evitando invece ogni tipo di bevanda. Al massimo mezzo bicchiere d’acqua naturale e non frizzante.
Esempio di schema applicativo fruttariano, includente i Cicli Nutrizionali e i principi di Cambridge
Ore 6 e 30: Sveglia
Ore 7-7.30: 1° Colazione (e 1° pasto frutta Cambridge), ad esempio 4 arance, o due pompelmi
(anche in succo fresco, spremuto e bevuto all’istante)
Ore 8: 2° Colazione (e 2° pasto frutta Cambridge), ad esempio 2 kiwi, o un caco, o un grappolo
d’uva, o una fetta di melone
Ore 11 e 30: Spuntino mattiniero (e 3° pasto frutta Cambridge)
A) per chi vuole perdere peso, continuare con frutta acquosa da scegliere a piacere
B) per chi vuole nutrirsi e mettere su ciccia, frutta secca, datteri, carrube, popcorn e
fichi, banana, o una crema di avena con latte di cereali più farina di semi girasole-lino
Ore 13: Pranzo: 1) Terrina abbondante verdure crude (lattuga o radicchio, rucola, tarassaco, ravanelli)
2) Riso integrale, o miglio, o grano saraceno più piselli e cipolla, cottura leggera
3) Patate, zucchine, melanzane, fagiolini
4) Una manciata di mandorle, o di pistacchi (alternativi a quelli consumati alle 11.30)
Ore 16: 1° Merenda: Una mela e una pera (4° pasto frutta Cambridge)
Ore 18: 2° Merenda: 2 mandarini, oppure frullato fresco di carota-sedano-ananas (5° pasto frutta
Cambridge)
Ore 19-20: Cena: 1) Verdure crude, tipo cavoli verdi e viola, o valerianella, o carciofi e finocchi crudi,
o rape crude di diverso tipo, o crescione
2) Gaspacho, o crema di verdure crude per i più bravi
3) Crema di cereali, o cus-cus, o una pizza vegetariana, o uno spaghetto integrale al
dente e al pomodoro e basilico, senza formaggi, per chi non resiste senza il cotto
4) Verdure cotte al vapore, zucca, patate dolci, cassava (manioca), castagne, castagne
d’acqua
Aggiungiamo che a cena e pranzo ci potrà consumare del pane integrale a più cereali, evitando invece ogni tipo di bevanda. Al massimo mezzo bicchiere d’acqua naturale e non frizzante.
sabato 3 dicembre 2011
La propaganda sul latte
Siamo cresciuti con diverse credenze. Una di queste, ben radicate, è quella che dice che il latte fa bene.
La verità è tristemente un'altra. Il latte (e i suoi derivati) sono fortemente tossici per il nostro organismo, che non è in grado di digerirlo adeguatamente.
L'anno scorso, nella scuola dell'infanzia di Gabo, sono stati fatti diversi incontri sull'indottrinamento ai latticini, con tanto di visite guidate alle fattorie. Nessuno che abbia spiegato i danni o i rischi del latte, o la sofferenza cui gli animali sono sottoposti per la produzione dei latticini.
Forse, perché anche gli insegnanti e i diversi operatori coinvolti fanno parte della stessa bolla di propaganda, inconsapevoli. Immaginate la difficoltà nel provare a spiegare a Gabo che quello che gli hanno raccontato è una grossa finzione.
Appeso, fuori da un distributore automatico di latte in una fattoria vicino a casa, un cartello che riassume in modo efficace i concetti cardine della propaganda.
Ma ecco, secondo la sintesi che ne fa Valdo Vaccaro, come stanno invece le cose:
a) Il latte di mucca può essere considerato carne liquida o sangue bianco. Un sangue bianco pressato dalle mammelle della mucca.
b) Il latte di mucca è disegnato e destinato dalla natura ad allattare i bambini della mucca. È cibo destinato ai lattanti, ai vitellini. Non è cibo per i manzetti, già svezzati, figurarsi per gli umani che non sono figli della mucca e che non sono più dei lattanti.
c) Il latte di mucca è troppo ricco, troppo grasso, troppo proteico, troppo colesterolizzato e troppo colloso o caseinizzato. L’eccesso di grasso e di proteine, già di per sé, è una disgrazia per il corpo umano.
d) Il latte di mucca è il più allergenico cibo conosciuto. Contiene oltre un centinaio di diversi fattori di allergia.
e) Il latte di mucca è causa di problemi digestivi per gli umani che sono sprovvisti dell’enzima lactase. L’enzima lactase serve a demolire il lattosio, che è lo zucchero del latte. Il latte causa gas, crampi, costipazione.
f) Il lattosio indemolito si trasforma in galattosio e causa cataratta.
g) Il latte di mucca contiene l’ormone prolattina stimolatore di crescite cancerogene al seno femminile.
h) Il latte di mucca è ricettacolo dei peggiori inquinanti incluso le sostanze radioattive come stronzio 90 e iodina 121.
i ) Il latte di mucca ha legami inquietanti con malattie gravi. Le statistiche confermano che i paesi maggiori consumatori hanno l’incidenza più alta di sclerosi, cancro, artrite, cardiopatia, diabete.
l) Il latte di mucca è anemizzante. Il latte è il cibo dell’anemia, poiché carente in ferro.
m) Il formaggio contiene 10 volte più grasso del latte, ed è un grasso perossidato, carico di radicali liberi. I radicali liberi sono tra l’altro fattore di invecchiamento precoce.
n) Non esiste nessun tipo di latte al mondo che faccia bene agli adulti. L’unico latte ottimo è quello di ogni mamma per il suo bimbo lattante, e quello di ogni mamma mucca per il suo cucciolo vitellino. Questa non è una opinione ma la logica stringente e chiara della natura.
o) Tutti i difetti del latte stanno purtroppo anche nei gelati comuni. Persino i gelati, delizia apparentemente rinfrescante del palato, tentazione autentica e irresistibile per grandi e piccini, contiene tutti i gravi difetti del latte, ed ha in più dolcificanti industriali. I gelati in confezione sono sostanze altamente chemicalizzate con solventi, stabilizzatori, emulsionanti, conservanti, coloranti, sapidificanti. Non c’è abbastanza posto sulle etichette per completare l’elenco degli ingredienti a rischio. Si parla anche di uso comune del grasso di balena. Il gelato, come il latte, è ricettacolo di sostanze radioattive e contaminanti. Trattasi di un prodotto molto lavorato e raffinato, totalmente privo di fibre. Toglie l’appetito (il che è grave per le cellule rimaste a secco), e nel contempo fa venire molta sete. È causa di costipazione, diverticolite, emorroidi.
La verità è tristemente un'altra. Il latte (e i suoi derivati) sono fortemente tossici per il nostro organismo, che non è in grado di digerirlo adeguatamente.
L'anno scorso, nella scuola dell'infanzia di Gabo, sono stati fatti diversi incontri sull'indottrinamento ai latticini, con tanto di visite guidate alle fattorie. Nessuno che abbia spiegato i danni o i rischi del latte, o la sofferenza cui gli animali sono sottoposti per la produzione dei latticini.
Forse, perché anche gli insegnanti e i diversi operatori coinvolti fanno parte della stessa bolla di propaganda, inconsapevoli. Immaginate la difficoltà nel provare a spiegare a Gabo che quello che gli hanno raccontato è una grossa finzione.
Appeso, fuori da un distributore automatico di latte in una fattoria vicino a casa, un cartello che riassume in modo efficace i concetti cardine della propaganda.
Ma ecco, secondo la sintesi che ne fa Valdo Vaccaro, come stanno invece le cose:
a) Il latte di mucca può essere considerato carne liquida o sangue bianco. Un sangue bianco pressato dalle mammelle della mucca.
b) Il latte di mucca è disegnato e destinato dalla natura ad allattare i bambini della mucca. È cibo destinato ai lattanti, ai vitellini. Non è cibo per i manzetti, già svezzati, figurarsi per gli umani che non sono figli della mucca e che non sono più dei lattanti.
c) Il latte di mucca è troppo ricco, troppo grasso, troppo proteico, troppo colesterolizzato e troppo colloso o caseinizzato. L’eccesso di grasso e di proteine, già di per sé, è una disgrazia per il corpo umano.
d) Il latte di mucca è il più allergenico cibo conosciuto. Contiene oltre un centinaio di diversi fattori di allergia.
e) Il latte di mucca è causa di problemi digestivi per gli umani che sono sprovvisti dell’enzima lactase. L’enzima lactase serve a demolire il lattosio, che è lo zucchero del latte. Il latte causa gas, crampi, costipazione.
f) Il lattosio indemolito si trasforma in galattosio e causa cataratta.
g) Il latte di mucca contiene l’ormone prolattina stimolatore di crescite cancerogene al seno femminile.
h) Il latte di mucca è ricettacolo dei peggiori inquinanti incluso le sostanze radioattive come stronzio 90 e iodina 121.
i ) Il latte di mucca ha legami inquietanti con malattie gravi. Le statistiche confermano che i paesi maggiori consumatori hanno l’incidenza più alta di sclerosi, cancro, artrite, cardiopatia, diabete.
l) Il latte di mucca è anemizzante. Il latte è il cibo dell’anemia, poiché carente in ferro.
m) Il formaggio contiene 10 volte più grasso del latte, ed è un grasso perossidato, carico di radicali liberi. I radicali liberi sono tra l’altro fattore di invecchiamento precoce.
n) Non esiste nessun tipo di latte al mondo che faccia bene agli adulti. L’unico latte ottimo è quello di ogni mamma per il suo bimbo lattante, e quello di ogni mamma mucca per il suo cucciolo vitellino. Questa non è una opinione ma la logica stringente e chiara della natura.
o) Tutti i difetti del latte stanno purtroppo anche nei gelati comuni. Persino i gelati, delizia apparentemente rinfrescante del palato, tentazione autentica e irresistibile per grandi e piccini, contiene tutti i gravi difetti del latte, ed ha in più dolcificanti industriali. I gelati in confezione sono sostanze altamente chemicalizzate con solventi, stabilizzatori, emulsionanti, conservanti, coloranti, sapidificanti. Non c’è abbastanza posto sulle etichette per completare l’elenco degli ingredienti a rischio. Si parla anche di uso comune del grasso di balena. Il gelato, come il latte, è ricettacolo di sostanze radioattive e contaminanti. Trattasi di un prodotto molto lavorato e raffinato, totalmente privo di fibre. Toglie l’appetito (il che è grave per le cellule rimaste a secco), e nel contempo fa venire molta sete. È causa di costipazione, diverticolite, emorroidi.
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