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sabato 23 agosto 2014

Alimentazione

mercoledì 31 luglio 2013

Veronesi sempre più diretto a proposito della scelta vegetariana

Molti mi chiedono il motivo per cui le popolazioni non sono informate su questo, perché i medici non ne parlino e perché l'opinione comune è di tutt'altra realtà.
La base è che viene fatta un informazione errata, dalle università alle riviste medico scientifiche.
I professori nelle università insegnano cose errate sull'argomento alimentazione, gli studenti a loro volta insegneranno non in maniera corretta i loro futuri alunni o pazienti e così via.
Le riviste medico scientifiche più accreditate sono sul libro paga delle multinazionali farmaceutiche e pubblicano solo ciò che è consentito loro di pubblicare o ciò che è imposto loro dalle suddette multinazionali.
Molti medici e ricercatori, sulla base anche di numerose ricerche, per la maggior parte "insabbiate", sono coscienti degli effetti dannosi del consumo di carne, ma hanno le mani legate.
Io,che sono uno scienziato di fama internazionale, posso prendermi il lusso di fare queste affermazioni, se lo facessero loro, probabilmente non lavorerebbero piu.
L'industria alimentare e le multinazionali farmaceutiche viaggiano di pari passo, l'una ha bisogno dell'altra e queste due entità insieme, generano introiti circa venti volte superiori a tutte le industrie petrolifere del globo messe insieme...potete quindi ben capire che gli interessi economici sono alla base di questa disinformazione.
Se tenete conto che ogni malato di cancro negli stati uniti fa guadagnare circa 250.000 dollari a suddette multinazionali, capirete che questa disinformazione è voluta ed è volta a farvi ammalare per poi tentare di curarvi"

da qui.

domenica 30 dicembre 2012

Un menù tra amici con sapori messicani

Antipasti
Pomodori a pezzetti con paprika, limone e coriandolo
Tortillas
Olive piccanti con peperoncino

Primo
Riso basmati invernale, con zucca, porri e panna di soia

Secondi e contorni
Seitan alla birra saltato in padella
Fagioli neri con cipolle e panna di soia
Radicchio arrostito in padella

Pane fatto in casa con farina integrale, semi di lino e di girasole
Focaccia integrale al rosmarino

La tua parte


Se il consumo e di conseguenza la produzione di carne diminuisse del 50%, si potrebbero recuperare le risorse necessarie a risolvere il problema della fame nel mondo.
Io faccio anche la tua parte.
Tu cosa puoi fare per il tuo amico?

lunedì 24 dicembre 2012

Mangiare in consapevolezza


Che ruolo gioca il mangiare consapevole nella tua vita quotidiana?
Quando riusciamo a rallentare e goderci veramente ciò che mangiamo, ne ricaviamo una qualità molto profonda. Amo sedermi e mangiare con tranquillità, godendomi ogni morso, consapevole della presenza della mia comunità, consapevole di tutto il duro e al tempo stesso amorevole lavoro che è presente nei miei pasti. Quando mi siedo così, non sono solo nutrito fisicamente, ma anche spiritualmente. Il modo in cui mangio influenza tutto il resto delle cose che faccio durante la giornata. Se riesco a guardare in profondità nel mio cibo e prendermi questo tempo come una meditazione – non meno importante del tempo dedicato alla meditazione seduta o camminata – ricevo i molti doni del cosmo, dei quali non potrei godere altrimenti, se la mia mente fosse altrove. Perché se quando mangio sono consumato dai miei progetti e preoccupazioni, in realtà ciò che mangio è molto stress e paura e ciò è dannoso sia per la mia mente che per il mio corpo. Noi abbiamo una “gatha”, o verso, che recitiamo mentre mangiamo:
Nella dimensione dello spazio e del tempo,
Mastichiamo con lo stesso ritmo con cui respiriamo.
Preservando le vite di tutti i nostri antenati,
aprendo una strada che sale per i discendenti.

Così, quando mangiamo in presenza mentale, riusciamo ad entrare in contatto diretto coi nostri antenati , così come coi nostri discendenti, e usiamo il tempo dei pasti per vedere come nutrire le cose migliori che i nostri antenati ci hanno tramandato e come continuare a trasmettere ciò che abbiamo di più prezioso alle generazioni future.


Thich Nhat Hanh

Segue un articolo di approfondimento sull'alimentazione consapevole (da qui).


Il primo nutrimento: il cibo che si mangia
Il primo genere di nutrimento di cui ha parlato il  Buddha è il cibo che si mangia. Il suo
consiglio è di mangiare in consapevolezza così da mantenere viva nel cuore la compassione.
Gli alimenti che mangiamo possono introdurre nel nostro cuore veleni in grado di distruggerla
e possono provocare sofferenza nel corpo, nella mente e nel mondo; per questo dobbiamo
sapere che cosa stiamo mangiando e se il cibo che mangiamo non stia distruggendo noi e il
nostro pianeta.
Per illustrare questo fatto, il Buddha ha raccontato la storia di una giovane coppia con un
bambino di tre anni, che doveva andare in un altro Paese attraversando un vasto deserto. A
metà strada, in pieno deserto, finì il cibo che avevano portato con loro. I due sapevano che
sarebbero morti se non fossero riusciti a trovare altro cibo. Disperati, decisero di uccidere il
bambino e di mangiarne le carni; ne mangiarono un pezzetto e conservarono il resto per
portarselo in spalla, facendolo essiccare al sole. Ogni volta che mangiavano un pezzo delle
carni del figlio piangevano disperati: «Dov’è ora il nostro caro bimbo?», si battevano il petto,
si strappavano i capelli, insomma stavano malissimo. Alla fine riuscirono ad attraversare il
deserto e ad arrivare alla nuova terra, ma continuarono a soffrire e a piangere il loro
bambino. 
Dopo aver raccontato questa storia il Buddha chiese ai suoi monaci: «Cari amici, pensate
che la coppia godesse di mangiare le carni del proprio figlio?». I monaci risposero: «No,
come si può godere di mangiare le carni del proprio figlio?». Il Buddha disse: «Se non
consumiamo in modo consapevole ecco che stiamo mangiando le carni di nostro figlio, di
nostra figlia.». 
Per la maggior parte di noi, quello che abbiamo ricevuto alla nascita è un corpo sano; se
però consumiamo in maniera inconsapevole e mangiamo cibo che fa ammalare il corpo e la
mente, noi distruggiamo il corpo che ci è stato dato. Manchiamo di riguardo ai nostri antenati;
il corpo ci è stato trasmesso da molte generazioni  passate, non abbiamo il diritto di
distruggerlo con quel che mangiamo o beviamo.
Se facciamo uso di droghe, beviamo alcolici o fumiamo sigarette noi assumiamo veleni che
ci distruggono il corpo e la mente: mangiamo il corpo di nostro padre, di nostra madre, dei
nostri antenati; mangiamo anche la carne dei nostri figli e nipoti, perché il nostro corpo che
stiamo danneggiando è quello che poi trasmetteremo ai nostri figli e alle generazioni future.
La gente tende a pensare: “Questo corpo è mio, posso farne quello che voglio. Si tratta della
mia vita!”. Il nostro corpo invece non appartiene soltanto a noi: appartiene anche ai nostri
antenati, alla nostra famiglia, ai nostri figli. Il tuo corpo è la prosecuzione dei tuoi antenati:
devi prendertene cura, in modo da poter trasmettere il meglio di te ai tuoi figli, ai tuoi nipoti, al
tuo partner, alla tua comunità. 
Quando mangiamo carne e beviamo alcolici, dunque, mangiamo le carni dei nostri figli. Non
è solo il consumo, è anche la produzione degli alcolici a generare sofferenza perché impiega
cereali che si potrebbero usare per nutrire le popolazioni che, nel mondo, muoiono di fame.
Per fare un bicchiere di saké ci vuole un cesto intero di riso che potrebbe nutrire molti
bambini affamati. Negli Stati Uniti, l’ottanta per cento del grano e il novanta per cento
dell’avena che si produce viene dato da mangiare agli animali allevati per l’alimentazione
umana; i fiocchi d’avena che mangiamo la mattina a colazione costituiscono solo il cinque
per cento di tutta l’avena che si coltiva negli Stati Uniti. Da soli, i vitelli di tutto il mondo
consumano una quantità di cibo equivalente al bisogno calorico di 8,7 miliardi di persone –
più dell’intera popolazione mondiale. 
Al mondo ci sono così tante persone che muoiono di fame! L’UNICEF, il Fondo delle Nazioni
Unite per l’Infanzia, riferisce che ogni giorno muoiono di denutrizione quarantamila bambini;
nel frattempo molti di noi, in Occidente, sono sovrappeso. Quando mangiamo più del
necessario distruggiamo il nostro corpo e quello dei nostri antenati e discendenti. Una volta
un economista francese mi ha detto che se le nazioni sviluppate dell’Occidente riducessero il
loro consumo di carne e di alcolici del cinquanta per cento potremmo risolvere il problema
della fame nel mondo. 
Sull’impatto ambientale della produzione americana  di carni alimentari l’Emory College
riferisce quanto segue:
• Terreno: l’87% del terreno agricolo degli Stati Uniti (ossia il 45% dell’intero
territorio degli U.S.A.) è utilizzato per l’allevamento del bestiame da macello. 
• Acqua: più della metà di tutta l’acqua consumata negli Stati Uniti, per ogni genere
di finalità, è impiegata nell’allevamento del bestiame da macello. Si è calcolato
che per produrre un chilo di carne occorrono in media 18.927 litri d’acqua; per
produrre un chilo di frumento invece ne occorrono 189. Una dieta interamente
vegetariana richiede 1.135 litri d’acqua al giorno, una dieta a base di carne ne
richiede 15.141.
• Inquinamento: negli U.S.A. l’allevamento degli animali da macello inquina le
acque più di ogni altra industria. Gli animali producono centotrenta volte più
escrementi dell’intera popolazione umana, in misura di oltre trentanove tonnellate
al secondo (precisamente 39.498 kg). Molti dei rifiuti provenienti dagli allevamenti
e dai macelli confluiscono nei fiumi, contaminandone le acque.
• Deforestazione: in un anno, ogni vegetariano salva un acro (poco meno di mezzo
ettaro, precisamente 4046,86 m2) di foresta. Negli U.S.A. sono stati abbattuti oltre
260 milioni di acri (105.218.256 ettari) per creare pascoli per gli animali da carne;
ogni quindici secondi scompare un ettaro di foresta. Si stanno distruggendo ampie
zone di foresta pluviale tropicale per creare pascoli per i vitelli. Per produrre un
singolo hamburger di un etto possono essere abbattuti fino a 17 m2 di foresta pluviale. 
Le foreste sono i nostri polmoni, ci danno ossigeno, conservano l’ambiente; se mangiamo
carne distruggiamo le foreste, dunque è come se mangiassimo le carni della nostra Madre
Terra. Tutti noi, compresi i bambini, siamo in grado di renderci conto di quanto soffrano gli
animali allevati a scopo alimentare; possiamo scegliere di mangiare in consapevolezza e di
proteggere il benessere e la vita delle specie che coabitano con noi, di proteggere la stessa
Madre Terra. 
Il nostro modo di nutrirci conduce alla guerra, perché la quantità delle risorse che usiamo per
produrre carne è immensa: la popolazione degli Stati Uniti ammonta solo al 6% dell’intera
popolazione mondiale ma assorbe il 60% di tutte le risorse che si consumano sulla Terra. In
Occidente abbiamo uno stile di vita molto lussuoso, mangiamo più di quanto ci occorra,
mentre altri muoiono di fame; mangiamo in un modo che ci fa distruggere il pianeta Terra. È
una grave ingiustizia, questa, ed è anche un’offesa all’intera razza umana, agli animali, alle
piante, ai minerali, all’atmosfera. Nel mondo, questa disuguaglianza provoca odio e rabbia;
quell’odio e quella rabbia, quando vengono repressi, esplodono sotto forma di atti di
violenza.
Abbiamo l’opportunità di fermare le macellazioni e di trovare modi più nonviolenti di produrre
cibo. Si può mangiare cibo delizioso anche senza impiegare le carni degli animali. Quando
mangiamo in presenza mentale teniamo viva la consapevolezza della nostra interdipendenza
con gli altri esseri; questa consapevolezza ci aiuta a tenere viva la compassione nel cuore.
Mangiare in modo compassionevole rende felici. 
Un modo di nutrire la nostra compassione è discutere in famiglia come mangiare e bere in
maniera più consapevole. Un altro modo è, a livello dell’intera società, osservare insieme il
nostro modo di produrre e di consumare il cibo.  

Un menù



fastidio alla spalla destra.
movimento degli occhi.
un profumo di festa da lontano.
chiudo gli occhi. mi avvicino.
il pensiero del cibo.
la cucina.
amo cucinare!
mi rende libero.
domani avrò un pranzo. IL pranzo.
e allora, bando alle parole e via con il menù.

Antipasti
Melanzane alla giapponese (con peperoncino e shoyu)
Azuki verdi allo zenzero
Focaccia integrale al rosmarino

Primi
Riso integrale con mele e porri
Pizzoccheri vegani con patate e coste

Secondi e contorni
Spezzatino di seitan con verdura di stagione
Patate saltate al rosmarino
Insalata mista con radicchio e semi tostati

Pane fatto in casa con farina di farro e semi


giovedì 9 agosto 2012

La strada verso il cancro

L’unico onesto e serio metodo per sconfiggere il cancro è quello di non accedere al suo percorso, o di saltarne fuori prima che sia troppo tardi. Punto e basta. Chi promette altre vie, chi alimenta speranze illusorie, è un bugiardo ipocrita o un illusionista ciarlatano, poco importa se laureato ad Harward o a Pisa.

Ecco spiegato per filo e per segno un tipico percorso del cancro:
1) Enervazione o sfinimento. Il sistema nervoso è la batteria della nostra macchina. Se non è perfetto, perché si è mangiato troppo e male, e si è dormito poco, si sono bevute bibite gassate e zuccherate, si è fumato il proprio fumo o quello passivo di altri, si è rimasti a lungo senza sole, si è stati disturbati da rumori molesti e da campanari maleducati e intoccabili, si è guardata troppa televisione ed ascoltata musica assordante, c’è indebolimento, e così parte l’intossicazione.
2) Tossiemia. Con la batteria scarica e priva di energia nervosa accadono diverse cose strane dentro di noi. La prima cosa che comincia a non funzionare sono i muscoli dello stomaco. Diventiamo così saturi di scarti velenosi.
3) Irritazione. Il cibo alto-proteico indigesto resta all’interno del sistema e comincia a putrefarsi (in un posto caldo e umido va a male anzitempo), e a rilasciare NH3 (ammoniache), NH2-CH2-NH2 (cadaverine) e residui intrattabili nel sistema.
4) Infiammazione. Lo stomaco versa intelligentemente sui cibi ingeriti un liquido chiamato catarro, che serve a diluire e indebolire gli agenti chimici putrefatti e a trasferire il tutto al colon per l’espulsione.
5) Ulcerazione. L’infiammazione costante delle pareti dello stomaco causa l’apertura di una ferita in un determinato punto, una ulcera.
6) Indurimento. Sempre secondo logica, il corpo non può fare altro che riparare temporaneamente la parte ferita tramite un ispessimento del tessuto, una specie di crescita abnorme dentro di noi. Si può ancora andare avanti per un certo periodo in quelle condizioni.
E si può anche sopravvivere per un certo periodo qualora non subentrino operazioni chemioterapiche o chirurgiche prive di efficacia e di meriti, interventi invasivi peggiora-vita e accorcia-vita.
7) Fungazione. Continuando a vivere e a mangiare male, la crisi va fuori controllo. Le cellule che hanno prodotto l’indurimento si spargono in fretta su altri punti critici. Questa fase del numero sette è davvero una situazione di non ritorno.

Valdo Vaccaro, Alimentazione Naturale, ed. Anima

lunedì 5 marzo 2012

Pausa alimentare

Attaccamenti rilevanti al cibo, al gusto, alla sensazione di benessere legata al fluire delle energie.
Emergere di aggressività, insofferenza e disagio.
Riduzione di sensazioni di fastidio ricorrenti quali mal di gola, catarro, agitazione.

Sensazione complessiva di pulizia, di forza fisica generale, di velocità di ripresa.
Avere fiducia, avere pazienza.
La fatica dell'impossibilità di sospendere le azioni e le relazioni quotidiane, soprattutto in famiglia.
Ripetere tra qualche mese in condizioni diverse.

giovedì 1 marzo 2012

Fruttariano

Dal blog di Valdo Vaccaro.

Esempio di schema applicativo fruttariano, includente i Cicli Nutrizionali e i principi di Cambridge

Ore 6 e 30: Sveglia

Ore 7-7.30: 1° Colazione (e 1° pasto frutta Cambridge), ad esempio 4 arance, o due pompelmi
(anche in succo fresco, spremuto e bevuto all’istante)

Ore 8: 2° Colazione (e 2° pasto frutta Cambridge), ad esempio 2 kiwi, o un caco, o un grappolo
d’uva, o una fetta di melone

Ore 11 e 30: Spuntino mattiniero (e 3° pasto frutta Cambridge)
A) per chi vuole perdere peso, continuare con frutta acquosa da scegliere a piacere
B) per chi vuole nutrirsi e mettere su ciccia, frutta secca, datteri, carrube, popcorn e
fichi, banana, o una crema di avena con latte di cereali più farina di semi girasole-lino

Ore 13: Pranzo: 1) Terrina abbondante verdure crude (lattuga o radicchio, rucola, tarassaco, ravanelli)
2) Riso integrale, o miglio, o grano saraceno più piselli e cipolla, cottura leggera
3) Patate, zucchine, melanzane, fagiolini
4) Una manciata di mandorle, o di pistacchi (alternativi a quelli consumati alle 11.30)

Ore 16: 1° Merenda: Una mela e una pera (4° pasto frutta Cambridge)

Ore 18: 2° Merenda: 2 mandarini, oppure frullato fresco di carota-sedano-ananas (5° pasto frutta
Cambridge)

Ore 19-20: Cena: 1) Verdure crude, tipo cavoli verdi e viola, o valerianella, o carciofi e finocchi crudi,
o rape crude di diverso tipo, o crescione
2) Gaspacho, o crema di verdure crude per i più bravi
3) Crema di cereali, o cus-cus, o una pizza vegetariana, o uno spaghetto integrale al
dente e al pomodoro e basilico, senza formaggi, per chi non resiste senza il cotto
4) Verdure cotte al vapore, zucca, patate dolci, cassava (manioca), castagne, castagne
d’acqua

Aggiungiamo che a cena e pranzo ci potrà consumare del pane integrale a più cereali, evitando invece ogni tipo di bevanda. Al massimo mezzo bicchiere d’acqua naturale e non frizzante.

sabato 3 dicembre 2011

La propaganda sul latte

Siamo cresciuti con diverse credenze. Una di queste, ben radicate, è quella che dice che il latte fa bene.
La verità è tristemente un'altra. Il latte (e i suoi derivati) sono fortemente tossici per il nostro organismo, che non è in grado di digerirlo adeguatamente.
L'anno scorso, nella scuola dell'infanzia di Gabo, sono stati fatti diversi incontri sull'indottrinamento ai latticini, con tanto di visite guidate alle fattorie. Nessuno che abbia spiegato i danni o i rischi del latte, o la sofferenza cui gli animali sono sottoposti per la produzione dei latticini.
Forse, perché anche gli insegnanti e i diversi operatori coinvolti fanno parte della stessa bolla di propaganda, inconsapevoli. Immaginate la difficoltà nel provare a spiegare a Gabo che quello che gli hanno raccontato è una grossa finzione.

Appeso, fuori da un distributore automatico di latte in una fattoria vicino a casa, un cartello che riassume in modo efficace i concetti cardine della propaganda.



Ma ecco, secondo la sintesi che ne fa Valdo Vaccaro, come stanno invece le cose:

a) Il latte di mucca può essere considerato carne liquida o sangue bianco. Un sangue bianco pressato dalle mammelle della mucca.
b) Il latte di mucca è disegnato e destinato dalla natura ad allattare i bambini della mucca. È cibo destinato ai lattanti, ai vitellini. Non è cibo per i manzetti, già svezzati, figurarsi per gli umani che non sono figli della mucca e che non sono più dei lattanti.
c) Il latte di mucca è troppo ricco, troppo grasso, troppo proteico, troppo colesterolizzato e troppo colloso o caseinizzato. L’eccesso di grasso e di proteine, già di per sé, è una disgrazia per il corpo umano.
d) Il latte di mucca è il più allergenico cibo conosciuto. Contiene oltre un centinaio di diversi fattori di allergia.
e) Il latte di mucca è causa di problemi digestivi per gli umani che sono sprovvisti dell’enzima lactase. L’enzima lactase serve a demolire il lattosio, che è lo zucchero del latte. Il latte causa gas, crampi, costipazione.
f) Il lattosio indemolito si trasforma in galattosio e causa cataratta.
g) Il latte di mucca contiene l’ormone prolattina stimolatore di crescite cancerogene al seno femminile.
h) Il latte di mucca è ricettacolo dei peggiori inquinanti incluso le sostanze radioattive come stronzio 90 e iodina 121.
i ) Il latte di mucca ha legami inquietanti con malattie gravi. Le statistiche confermano che i paesi maggiori consumatori hanno l’incidenza più alta di sclerosi, cancro, artrite, cardiopatia, diabete.
l) Il latte di mucca è anemizzante. Il latte è il cibo dell’anemia, poiché carente in ferro.
m) Il formaggio contiene 10 volte più grasso del latte, ed è un grasso perossidato, carico di radicali liberi. I radicali liberi sono tra l’altro fattore di invecchiamento precoce.
n) Non esiste nessun tipo di latte al mondo che faccia bene agli adulti. L’unico latte ottimo è quello di ogni mamma per il suo bimbo lattante, e quello di ogni mamma mucca per il suo cucciolo vitellino. Questa non è una opinione ma la logica stringente e chiara della natura.
o) Tutti i difetti del latte stanno purtroppo anche nei gelati comuni. Persino i gelati, delizia apparentemente rinfrescante del palato, tentazione autentica e irresistibile per grandi e piccini, contiene tutti i gravi difetti del latte, ed ha in più dolcificanti industriali. I gelati in confezione sono sostanze altamente chemicalizzate con solventi, stabilizzatori, emulsionanti, conservanti, coloranti, sapidificanti. Non c’è abbastanza posto sulle etichette per completare l’elenco degli ingredienti a rischio. Si parla anche di uso comune del grasso di balena. Il gelato, come il latte, è ricettacolo di sostanze radioattive e contaminanti. Trattasi di un prodotto molto lavorato e raffinato, totalmente privo di fibre. Toglie l’appetito (il che è grave per le cellule rimaste a secco), e nel contempo fa venire molta sete. È causa di costipazione, diverticolite, emorroidi.
Tutti i testi e le immagini di questo blog sono (c) di
Guglielmo Nigro,
salvo dove diversamente indicato.
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