sabato 27 febbraio 2010

Prendere corpo, di Gherasim Luca

Io tu flora
tu io fauna

Io tu pelle
io tu porta
e finestra
tu io osso
tu io oceano
tu io audacia
tu io meteorite

Io tu chiave d’oro
io tu straordinario
tu io parossismo

Tu io parossismo
e paradosso
io tu clavicembalo
tu io silenziosamente
tu io specchio
io tu orologio

Tu io miraggio
tu io oasi
tu io uccello
tu io insetto
tu io cateratta

Io tu luna
tu io nuvola
tu io alta marea
Io tu trasparente
tu io penombra
tu io limpido
tu io castello vuoto
e labirinto
Tu io parallasse
e parabola
tu io in piedi
e disteso
tu io obliquo

Io tu equinozio
io tu poeta
tu io danza
io tu particolare
tu io perpendicolare
e soppalco

Tu io visibile
tu io silhouette
tu io infinitamente
tu io indivisibile
tu io ironia

Io tu fragile
io tu ardente
io tu foneticamente
tu io geroglifico

Io tu spazio
tu io cascata
io tu cascata
a mia volta ma tu


tu io fluido


tu io stella filante

tu io vulcanico

noi noi polverizzabile

Noi noi scandalosamente
giorno e notte
noi noi oggi stesso
tu io tangente
io tu concentrica

Tu io solubile
tu io insolubile
tu che mi asfissi
e io liberatrice
tu io pulsante

Tu io vertigine
tu io estasi
tu io appassionatamente
tu io assoluto
io tu assente
tu io assurdo

(prendere corpo)
Io tu narice io tu capigliatura
io tu anca
tu mi ossessioni
io tu petto
io busto tu petto poi tu volto
io tu corsetto
tu io odore tu io vertigine
tu scivoli
io tu coscia io ti accarezzo
io tu fremito
tu mi scavalchi
tu io insopportabile
io tu amazzone
io tu gola io tu ventre
io tu gonna
io tu giarrettiera io tu calze io tu Bach
sì io tu Bach per clavicembalo seno e flauto

io tu tremante
mi seduci mi assorbi
ti contendo
ti rischio ti scalo
mi sfiori
ti navigo
ma tu mi agiti
mi sfiori mi racchiudi
tu io carne cuoio pelle e morso
tu io slip nero
tu io ballerine rosse
e quando tu niente tacchi alti sui miei sensi
tu i coccodrilli
tu le foche tu le affascini
mi copri
ti scopro t’invento
talvolta ti abbandoni

tu io labbra umide
ti libero ti deliro
mi deliri e mi seduci
io tu spalla io tu vertebra io tu caviglia
io tu ciglia e pupille
e se io scapola non prima dei polmoni
anche lontana tu io ascelle
ti respiro
giorno e notte ti respiro
io tu bocca
io tu palato io tu denti io tu unghie
io tu vulva io tu palpebre
io tu fiato
io tu inguine
io tu sangue io tu collo
io tu polpacci io tu certezza
io tu guance e vene

io tu mani
io tu sudore
io tu lingua
io tu nuca
io ti navigo
io tu ombra io tu corpo e fantasma
io tu retina nel mio soffio
tu tu iride


io ti scrivo
tu mi pensi

(traduzione di alfredo riponi, presa dall'ottimo sito Imperfetta Ellissi)

10 commenti:

alfredo ha detto...

http://ellisse.altervista.org/index.php?/archives/431-Gherasim-Luca-Prendere-corpo.html


bella traduzione...

rita r. florit ha detto...

Bella traduzione davvero...peccato che sia proprietà intellettuale di Alfredo Riponi e pubblicata il 16 febbraio 2010 sul lit-blog Imperfetta Elllisse di Giacomo Cerrai.


se lei si fregia di questa dichiarazione d'intenti

"Tutti i testi e le immagini di questo blog sono (c) di
Guglielmo Nigro, salvo dove diversamente indicato.
Puoi diffonderli a tuo piacere ma ti chiedo di
esplicitare sempre l'autore e/o la fonte."

perchè poi non è il primo a rispettarla citando la fonte della stessa?

Guglielmo ha detto...

complimenti ad alfredo e a rita per l'ottimo lavoro che fate.
e a imperfetta ellisse per il lavoro di diffusione sulla poesia che porta avanti con grande passione.

il mio è stato un errore veniale dovuto alla fretta.
ho corretto.

non credo sia necessaria eccessiva acredine.
evviva le proprietà intellettuali!

guglielmo

alfredo ha detto...

"Tutti i testi e le immagini di questo blog sono (c) di
Guglielmo Nigro, salvo dove diversamente indicato.
Puoi diffonderli a tuo piacere ma ti chiedo di
esplicitare sempre l'autore e/o la fonte."

Guglielmo, perché parli di acredine?
Le parole che leggiamo qui sopra sono le tue, ovvero quelle di una persona che ha bisogno di "esplicitare"...

a.

Guglielmo ha detto...

alfredo, questione di accenti.
leggi il messaggio di rita.

credo che la tua segnalazione fosse già esaustiva (e mi avrebbe permesso di rimediare alla dimenticanza).

in merito al disclaimer che citate... questione di accenti, di nuovo.
tu porti l'attenzione sul citare la fonte, per me vuole sottolineare la libertà di utilizzare i testi.

comunque, nessuna volontà di polemizzare. grazie per l'opportunità di specificare il tuo lavoro.

guglielmo

alfredo ha detto...

Credo che, in un’operazione di copia, si possa anche dimenticare il nome del traduttore – non importa, e non m’importa – ma non il sito da cui è stato prelevato un testo. Nel tuo caso io non imputerei l’errore alla fretta, ma alla leggerezza con la quale manipoliamo la parola “letteraria”, che non è mia o tua, ma alla quale si può conferire o togliere qualsiasi dignità, secondo l’uso che se ne fa. La parola letteraria non è una parola usa e getta, copia e incolla, ma ha un peso, una risonanza emotiva. Anche “tradurre” non è distaccarsi dall’opera, dall’originale, ma aderirvi “passionnément”…

a.

Guglielmo ha detto...

non pretendo che si provi a seguire la cronologia del mio blog, o fare un approfondimento.
http://ilgabo.blogspot.com/2010/03/perche-la-poesia.html

http://ilgabo.blogspot.com/2010/03/perche-la-poesia.html

ma per lo meno il dubbio...
a ognuno i proprio pregiudizi intellettuali (e mediatici).

g.

alfredo ha detto...

Il tuo link, la cronologia, non aggiunge nulla di nuovo....

*

Puoi diffonderli a tuo piacere ma ti chiedo di esplicitare “sempre” l'autore e/o la fonte.

Il “disclaimer” o, detto nella lingua italiana, la “rinuncia ai diritti”, è molto chiaro: libertà di usare i testi salvo citazione, o come dici tu “esplicitazione”, della fonte e dell’autore. Se vuoi parlare di accenti, io lo metterei sul “sempre”. Se questo vale per il tuo blog, i tuoi testi e le tue immagini, tanto più deve valere per i testi altrui. Qui non vale “l’autore e/o la fonte”, perché hai attinto da un blog letterario, dove si fa chiaro riferimento ad un lavoro di traduzione. Quindi dovevi citare l’autore, la fonte e eventualmente, dimostrando attenzione per il suo lavoro, il traduttore. Così facendo, invece, non hai solo usato liberamente un testo, ma hai fatto passare per tuo il lavoro di traduzione. Leggendo “attentamente” il post su “Imperfetta ellisse”, non avresti fatto questo errore.
Il fatto che tu abbia avuto molto tempo per “rettificare” non depone a favore della tua buona fede.
A me personalmente fa molto piacere la massima diffusione dei testi letterari, traduzioni o altro, ma con più attenzione e meno superficialità.
Spero che tu sia d’accordo con me.
a.

Guglielmo ha detto...

mi sembra che tu abbia espresso ampiamente il tuo parere.
non posso fare a meno che registrare l'insistenza sul punto e andare avanti.
la vita è fatta di esperienze e di azioni.

il resto sono parole
continua a fare l'ottimo lavoto che fai.


g.

Anonimo ha detto...

Ecco, andare avanti... avevo ben capito che per te le parole erano un "resto"...

a.

*

http://ilgabo.blogspot.com/search/label/marge%20piercy
(Trad Loredana Magazzini)

http://ilgabo.blogspot.com/2010/01/la-domanda.html
Recupero da un ottimo blog sulla poesia (Imperfetta Ellisse) questa composizione di John Barnie.
(traduzione di Chiara De Luca)

no comment

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Guglielmo Nigro,
salvo dove diversamente indicato.
Puoi diffonderli a tuo piacere ma ti chiedo di
esplicitare sempre l'autore e/o la fonte.