giovedì 6 ottobre 2011

La faccia da porco dell'agricoltura lombarda


Per le strade di Milano inciampo nell’ultima pubblicità governativa: è la Regione Lombardia, che lancia una compagna a favore dell’agricoltura. Stando al nome del sito di riferimento della campagna (che parafrasato dice “la faccia giovane dell’agricoltura in Lombardia”), si tratta di incentivare l’agricoltura tra i giovani.


Gli slogan riguardano:

- la salute: ti fa mangiare sano
- l’ambiente: protegge la qualità dell’ambiente
- la tipicità del territorio: tutela la produzione dei prodotti tipici
- una generica qualità (di cosa?!): garantisce la qualità
- lo sviluppo economico: fa crescere l’economia

Slogan. Per lo più vuoti, se pensiamo alla scarsa tutela del territorio realmente in atto in Lombardia (e in Italia); all’utilizzo di produzioni intensive a bassi costi che impoveriscono tragicamente la terra; ai bassi, bassissimi margini per i produttori; all’utilizzo selvaggio di anticrittogamici e disinfestanti.
All’agricoltura, nella campagna pubblicitaria, è inoltre associato l’allevamento, al punto che la maggior parte dei manifesti è legato ad esso: un’oca (!), un maiale, una mucca, una fetta di gorgonzola, il grana…

Le domande sono ovvie: cosa c’entra l’allevamento intensivo con la tutela del consumatore, dell’ambiente e della qualità? Come si combina la necessità di produrre sempre di più a costi sempre più bassi, sulla pelle dei poveri animali e … dei consumatori inconsapevoli?

La pubblicità è brutta, su un piano puramente comunicativo (la faccia giovane dell’agricoltura è rappresentata da un maiale, da un’oca, da una fetta di zola…);
ed elenca un insieme di slogan vuoti e offensivi, per l’intelligenza dei cittadini.
Il nostro unico ruolo, è di essere sempre più consapevoli e non farci prendere per i fondelli. Sono piuttosto stanco di questa demagogia. Stanco di questo governo regionale oligarchico e inefficiente e ciellino e ipocrita.






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