martedì 27 luglio 2010
sabato 24 luglio 2010
giovedì 15 luglio 2010
domenica 11 luglio 2010
Baciamo le mani
Frankie Nigro detto il Grinza è un picciotto tranquillo. Mangia e dorme, dorme e mangia.
Ma non disturbatelo. Potrebbe diventare immediatamente pericoloso, ricoprendovi con una sostanza giallognola e acida che eietta dalla bocca, oppure colpendovi con il liquido giallo che produce con un'arma improria nascosta tra le gambe.
Si dice appartenga alla cosca dei Gabotti, nota famiglia che si muove nel sottobosco criminale della Brianza.
Sentiremo spesso parlare di lui e dei suoi malaffari.
mercoledì 30 giugno 2010
Incarnato
Ho la schiena in fiamme
mentre la vita torna a rinnovarsi
Francesco non vede me
che gli sorrido
non vede che a pochi centimetri dal suo naso
Francesco mi sente cantare
da una voce filtrata attraverso il liquido rosso
e mi riconosce in quell’approdo di porto che è la nascita
Appoggio la mia mano enorme sulla sua piccola testa
e le sue vibrazioni mi sommergono e
mi commuovono a ogni battito del cuore
Di me riconosco la magrezza e l'adattabilità
di Lorelei la forza e la dedizione
Gabo diventa serio, quando lo guarda, primo
tra i fratelli del mare infinito di gente
E inizio le invocazioni
nella continuazione delle generazioni
Sii capace di curare tutti i semi dolorosi che erediti
da me, da noi, dal mondo
Per un incontro di pace con il grande spirito
per un incontro di amore con le più piccole cose
che abbiamo in dono
Le sue pieghe della pelle che attendono di riempirsi di carne e muscoli
sono quelle stesse che copriranno le sue antiche ossa prima di morire
se di vecchiaia sarà
Nell’inizio la fine come ci mostra il respiro
come ci insegnano l’innamoramento e la passione
Da un giorno come questo
mentre gli scrivo, mentre mi scrivo
imparo la presenza e l’assenza
e l’onore di essere figlio di mio padre e mia madre
e di tutti i figli di figli che incontro
dopo il silenzio del sacrificio
Francesco è benedetto alla vita
mentre la sua anima ripete il sacrificio infinito
Incarnato
Sarà libero.
mentre la vita torna a rinnovarsi
Francesco non vede me
che gli sorrido
non vede che a pochi centimetri dal suo naso
Francesco mi sente cantare
da una voce filtrata attraverso il liquido rosso
e mi riconosce in quell’approdo di porto che è la nascita
Appoggio la mia mano enorme sulla sua piccola testa
e le sue vibrazioni mi sommergono e
mi commuovono a ogni battito del cuore
Di me riconosco la magrezza e l'adattabilità
di Lorelei la forza e la dedizione
Gabo diventa serio, quando lo guarda, primo
tra i fratelli del mare infinito di gente
E inizio le invocazioni
nella continuazione delle generazioni
Sii capace di curare tutti i semi dolorosi che erediti
da me, da noi, dal mondo
Per un incontro di pace con il grande spirito
per un incontro di amore con le più piccole cose
che abbiamo in dono
Le sue pieghe della pelle che attendono di riempirsi di carne e muscoli
sono quelle stesse che copriranno le sue antiche ossa prima di morire
se di vecchiaia sarà
Nell’inizio la fine come ci mostra il respiro
come ci insegnano l’innamoramento e la passione
Da un giorno come questo
mentre gli scrivo, mentre mi scrivo
imparo la presenza e l’assenza
e l’onore di essere figlio di mio padre e mia madre
e di tutti i figli di figli che incontro
dopo il silenzio del sacrificio
Francesco è benedetto alla vita
mentre la sua anima ripete il sacrificio infinito
Incarnato
Sarà libero.
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martedì 22 giugno 2010
Solstizio d'estate
1.
A lui sarebbe piaciuto.
José Saramago muore nei giorni in cui leggo il suo Le intermittenze della morte.
Pace.
2.
A lei sarebbe piaciuto.
Vedermi seduto, sotto un albero, pioggia sulla faccia, nella posizione dell’apertura del cuore, mentre canto tra le labbra.
Movimento.
3.
A qualcuno sarebbe piaciuto.
In qualche momento del giorno o della notte, mettere la testa nell’acqua e interrompere il flusso del respiro, contratto e sordo.
Dissoluzione.
4.
A mio figlio sarebbe piaciuto.
Nascere con calma, nel ritmo del respiro di sua madre. Come accadrà. Ne sono certo.
Vita.
5.
Al mare sarebbe piaciuto.
Sputare il veleno dalle onde, in faccia agli uomini che non riconoscono il ritmo delle maree e il riposo della bonaccia. Lasciarli vuoti, derelitti, privi della sua abbondanza.
Coraggio.
6.
A me sarebbe piaciuto.
Perdere i pensieri in quella striscia luminosa di tramonto, tra le nuvole alte e il profilo acuto delle Alpi.
Consolazione.
7.
Al sole sarebbe piaciuto.
Nascondersi, nel solstizio d’estate, e lasciar scendere la neve. Come a nascondino.
Sorpresa.
A lui sarebbe piaciuto.
José Saramago muore nei giorni in cui leggo il suo Le intermittenze della morte.
Pace.
2.
A lei sarebbe piaciuto.
Vedermi seduto, sotto un albero, pioggia sulla faccia, nella posizione dell’apertura del cuore, mentre canto tra le labbra.
Movimento.
3.
A qualcuno sarebbe piaciuto.
In qualche momento del giorno o della notte, mettere la testa nell’acqua e interrompere il flusso del respiro, contratto e sordo.
Dissoluzione.
4.
A mio figlio sarebbe piaciuto.
Nascere con calma, nel ritmo del respiro di sua madre. Come accadrà. Ne sono certo.
Vita.
5.
Al mare sarebbe piaciuto.
Sputare il veleno dalle onde, in faccia agli uomini che non riconoscono il ritmo delle maree e il riposo della bonaccia. Lasciarli vuoti, derelitti, privi della sua abbondanza.
Coraggio.
6.
A me sarebbe piaciuto.
Perdere i pensieri in quella striscia luminosa di tramonto, tra le nuvole alte e il profilo acuto delle Alpi.
Consolazione.
7.
Al sole sarebbe piaciuto.
Nascondersi, nel solstizio d’estate, e lasciar scendere la neve. Come a nascondino.
Sorpresa.
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Guglielmo Nigro, salvo dove diversamente indicato.
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