mercoledì 13 agosto 2014
Lettera al mio maestro
Lasciate che riposi un momento.
Lasciate che goda del freddo
e della luce del Sole
del lieve cadere delle foglie di quercia
e del bianco e blu del cielo.
Ho lottato così a lungo,
lasciate che riposi un momento.
Ho lottato così a lungo
per provare me stesso a me stesso,
per cercare di essere degno
del loro amore
per provare loro che li amavo.
Ora inizio a capire
che non sono completo
ma non mi manca nulla,
e ho lasciato cadere il fardello di anni,
di generazioni, dolcemente
l'ho posato con tutto il mio amore.
Non sapevamo di portarlo
non avevamo compreso
lo sguardo braccato nello specchio.
Non capivamo perchè
non avessimo pace.
Ed è solo mentre lo poso,
mentre lo lascio andare,
che lo vedo per quel che è.
Ho corso molto a lungo.
Ora concedo a me stesso
di fermarmi e gioire.
giovedì 7 agosto 2014
martedì 5 agosto 2014
Musicoterapia
Il silenzio
E una stella.
E la creatività
Che trasforma il dolore
In bellezza.
Luce
Un piede nella terra e mi fotto le ginocchia
La testa al sole e il polso cede senza forza
Ho bevuto più di ieri ogni giorno un goccio in più
Mentre piove ad agosto come il pianto di un padre stronzo
Luce luce nel pugno nero della paura
Scendi e cala dentro dove più dura
Dove fa più male dove è più volgare
Dove fa più male dove è naturale
Ti stringo e ti bacio e gli occhi cadono nel petto
Il corpo nudo nella sabbia e la memoria copre tutto quel che è vivo
Ho tenuto il muso duro ringhiato un verso più di ieri
Il sole cala ad est stanotte mentre il tempo scorre più veloce
Luce luce alle radici oscure dell'io
Scendi cala dentro nell'addio
Dove tira di più dove stringe e chiude
Dove fa più male dove è naturale
Dove fa più male senza perdonare
Senza perdonare
lunedì 4 agosto 2014
domenica 3 agosto 2014
Oceania
Dopo tanta insana confusione lasciar tornare nel proprio Universo quella sana incertezza capace di ignota creatività.
venerdì 1 agosto 2014
Il nuovo confine
Immagino ogni cosa
Dal tempo immobile
Al canto dell' ohm
Dal volo di un gabbiano
Allo scavare di un lombrico
Dalla cura dei Bisolitari
Al volo di un drago argentato
Dal sogno di un sorriso
All'incubo di un grido
Nella fede immortale
Della rivoluzione terrestre
Senza perdere la tenerezza
Senza fermare l'azione violenta
Della lotta che tutto tace
Anche il passo lento
Anche il sorriso leggero
Anche il profumo del passato
Anche l'assenza di un corpo
Anche il piacere di un incontro
Anche la tensione di un colpo
Il confine di me che sussiste
Nonostante il vagare di Ulisse
Il canto di una sirena
Le corde salde della coscienza
L'ardore della lotta
L'amore della notte
Occhi non ho più
Che per indovinare il silenzio
E l'estasi di un intero
Inatteso
Istante di grazia.
Guglielmo Nigro, salvo dove diversamente indicato.
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