giovedì 29 maggio 2008

La paura del signor Fantastico



Dimensione individuale, dimensione politica.
Non ho desiderio di parlare con l’uomo più intelligente del mondo; delle sue razionalizzazioni me ne frego. Un uomo intelligente non può ragionare senza avere ben chiara sotto la pelle la necessità di sviluppare azioni eco-compatibili, che tengano cioè in considerazione le implicazioni dirette e indirette sulle persone che ci stanno intorno.
Sotto la pelle... Strana questa espressione, visto la persona in oggetto.

Il bimbo di tre anni di un mio amico ha un tumore di cinque centimetri al cervelletto. Ecco qui, un’apocalisse individuale da gettare a terra. Gliela butto in faccia, nella sua faccia di gomma, così, senza mediazioni. L’hanno operato due giorni fa, un’operazione lunga 9 ore. Estirpato grazie a un miracolo di microchirurgia, si attendono le evoluzioni. Ora, da olista convinto, gli chiederei, al Signor Fantastico, se avessi voglia di parlagli, quale radice politico-sociale ha questo tumore, secondo lui. Sa spiegarmi quali relazioni causa-effetto o quali interrelazioni quantistiche o quel che diavolo vuole ci sono tra l’una cosa e l’altra?

Negli Stati Uniti è scoppiata una nuova Guerra Civile: il Governo ha semplicemente deciso che se hai poteri super-umani ti devi registrare, svelare, spiegare. Un atto fascista, motivato dalla paura. Cosa ha a che vedere la paura con l’intelligenza, Signor Fantastico? Cosa hanno a che fare i pretesti demagogici, le impalcature ideologiche con l’intelligenza? Se non lo scopo di strumentalizzare le persone al fine di sviluppare percorsi di azioni liberticide?

Da lei, gli direi, mi aspetterei che, una volta spostata l’attenzione dalle invenzioni alla politica, si prodigasse con la sua intelligenza a svelare le bugie e le finzioni che stanno dietro agli atti del suo governo negli ultimi 50 anni.
Mi aspetterei che lei, Signor Fantastico, spiegasse con la sua logica che la Guerra in Iraq non è una sconfitta per Bush e la sua politica estera, perchè gli obiettivi – non dichiarati – di tale guerra sono stati tutti raggiunti: aumento del costo del petrolio con relativa crescita economica delle aziende petrolifere di cui Bush e i suoi sponsor sono proprietari; aumento delle spese pubbliche nell’impresa bellica con relativa crescita economica delle industrie belliche di cui i suoi sponsor sono proprietari; controllo diretto delle risorse economiche del paese iracheno, con relativa detassazione e liberalizzazione spregiudicata di qualsiasi transizione economica; controllo politico e ricatto di altri paesi confinanti; aggravio delle tensioni con i cosiddetti stati canaglia, attraverso un circolo vizioso di azioni violente che generano paura nei cittadini e facilitano l’indebolimento della ragione; conseguente sviluppo di una politica interna liberticida legittimata da quelle stesse paure, al fine di imbavagliare l’opinione pubblica e aumentare il consenso per un governo debole; dividere in modo netto i cittadini tra chi sta da una parte e chi dall’altra, come in una partita di calcio, al fine di inasprire le posizione ed evitare qualunque dialogo, sviluppando così l’approccio ideologico alle cose.
Le chiederei, anche, come è possibile ritenere le vittime di queste tragedie (di cui accenno solo in minuscola parte) come casualties, e perchè la sua spiccata intelligenza non riesce a concepire un mondo in cui si operi al fine di ridurre il più possibile le cause delle casualties e non viceversa. Perchè non si agisca al fine di disinnescare le bombe e non a diffonderle a grappoli, pronte a generare nuovi storpi e perdite di integrità fisica. Perchè limitare le possibilità di altri individui, in nome di una falsa ideologia.
Lei sa, Signor Fantastico, che tutto ciò è anti-ecologico, avvilente, liberticida, in una parola stupido. Come può permettere questo corso di azioni? A costo di perdere anche la fiducia della sua famiglia? Glielo chiederei, se non avessi il timore di essere seppellito da un mare di razionalizzazioni senza senso.

Mi piacerebbe molto indagare la sua infanzia, per comprendere il momento in cui la ragione ha preso il volo, staccandosi completamente dall’emozione, dal sentire, dal contatto con il suo corpo. E le chiederei come sia possibile che il suo intelletto ipertrofico non comprenda che la mutazione del suo corpo altro non è che un’estrema reazione psico-somatica, dal momento che solo un corpo iper-flessibile può bilanciare e permettere la sopravvivenza di un individuo la cui mente si è completamente persa, distaccata, rivoltata. Qual è il momento nella sua infanzia in cui è stata tracciata questa linea di confine e la paura, sì la paura, ha dato forma alla scissione.

La natura dell’uomo è un’altra. La lotta per la vita avviene ad ogni respiro, ogni giorno.
Per questo motivo lotto un poco anch’io con il piccolo pargolo del mio amico, in attesa di una nuova luce. In attesa della liberazione. Respirando il respiro di Gabo, rispecchiandomi nei suoi occhi.
E mi rifiuto di rivolgerle direttamente la parola, Signor Fantastico.

Il Signor Fantastico è Reed Richards, Mr Fantastic, l'uomo allungabile dei Fantastici Quattro dell’universo Marvel, creato dalla fervida immaginazione di Stan Lee e Jack Kirby.
Per chi volesse approfondire, consiglio la lettura di Civil War pubblicata nel 2007 da Panini Comics, e il saggio Musica e Trasformazione di Mauro Scardovelli (Borla, 1999).


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