giovedì 14 agosto 2014

Una storia di Gello

C'è un piccolo borgo medievale tra Cecina e Volterra, in toscana, che si chiama Gello. Una chiesa, una scuolina, qualche casa. Si trova in cima a una collina da cui si domina tutta la valle e il cielo.


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Dieci anni fa, insieme a Lorelei, ci sono andato per la prima volta. Il borgo era stato restaurato da poco, e facevano delle promozioni per farlo conoscere. All'arrivo, fummo accolti dalla sig.ra Carla, che oggi non è più tra noi. In casa, eravamo nella scuolina, ci aspettavano un pacco di pasta, del pane sciocco, una bottiglia di salsa di pomodoro e una formaggella.
Ricordo con gioia quei giorni. Ricordo con gioia la gioia con Lorelei.

Un mese fa, erano giorni molto difficili, Valentina, amica e cantante, mi dice che è stata invitata a cantare in Toscana, per una festa di paese estiva, e che ha bisogno di un pianista che l'accompagni. Il borgo si chiama Gello. La festa è per la notte di S. Lorenzo. Non credo alle coincidenze, e la notizie mi arriva come un dono dal cielo.
I nuovi gestori di Gello, Giada (guarda le sue foto) e Daniel, ci avrebbero ospitati per tre notti.
Torno a Gello con grande gioia. Conosco persone di cuore. Nel caos emotivo ed esistenziale in cui mi trovo, passo quattro giorni di grande pace, con autentici momenti di grazia. Il mare non lontano, che mi permette immersioni liquide nelle onde e nel mio inconscio. Qualche meditazione camminata. Il silenzio rumoroso di cicale e vento e profumi della valle. Gli occhi che si riempiono di bellezza.

E domenica 10 agosto, notte di S. Lorenzo, la festa. Una messa, balli della tradizione delle valli toscane, un signore di 82 anni che suona la fisarmonica nonostante l'artrosi alle mani, io e Valentina che suoniamo jazz per più di un'ora e mezza sotto uno splendido ulivo, la luna gigante, il cielo terso e scuro, le stelle.
A Gello tornerò presto, per un laboratorio di musicoterapia. Se con Giada riusciamo a far filare tutta l'organizzazione che abbiamo in mente.
Le cose si muovono sempre.








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