giovedì 14 febbraio 2013

Quando ritorni - Testi (1)























Venerdì 15 febbraio 2013 aprirò lo spettacolo di Ivan Sirtori Il marziano gentile 
presso l'auditorium della Camera di Commercio di Lecco, in via Tonale 28/30. 
L'ingresso a sostegno dell'associazione è di 15 euro. 

Di seguito la prima parte dei testi di musiche e poesie scritte da me, 
che daranno parola allo spettacolo.


LIBERTANGO

Io avevo paura del minestrone di verdura
Del suo odore e delle parole di mia madre
Avevo paura del concetto di esclusione
Avevo paura del Papa e del suo nome
Avevo paura della musica di strada
Della sua forma di arte privata
Avevo sentito di bambini avvelenati ed aggirati
Hansel e Gretel ed il Perù

No, non mi posso ingannare mai più
Non soffro per nulla di tutto ciò
Che posso dire degli inganni alle mie gioie
Di questa polvere sui libri letti in fretta senza testa
Di quanto voglia dare spazio al suo nome
E a quanto conta per me e per il mio tempo
No, non posso più avere paura della libertà che manca
La libertà non c’è mai stata

Si, pirata il progresso
Pirata l’eccesso
Pirata l’amore
Pirata l’espressione

La paura l’ho negata…


Ali

L'uomo naso guardava gli uccelli becco prendere il volo.
Si chiese: dove sono le mie ali?
Aveva denti aguzzi e piedi forti.
Ma la felicità, per lui, era in quelle ali. 
Morì triste e rassegnato.


QUANTO SIAMO GIOVANI


Sei giovane, pensieri giovani
piedi di sabbia che perdono tracce
Ricordi il rumore del cielo d’inverno?

Mi guardasti prima tra tutte con occhi da donna
e ci scambiammo umori e gemiti in mezzo a un letto d’erba
Quella prima volta come un segno di origine
il punto di inizio di una nuova linea

Ma sei giovane come non sono mai stato
Sei giovane, piedi di sabbia che lasciano traccia nel prato

Con le mani nell’acqua a navigare e pescare come un orso
sono pesci che scivolano sono pensieri viscidi
Ecco lo prendo ce l’ho ci sono
No è scappato lontano tornato nel tuo grembo

Allungo il collo per spiare il tramonto
di questo giorno che chiede riposo
Batto i piedi e le mani ci sono ritmi che conosciamo così bene
E quante lacrime di gioia da questi occhi
e gridare evviva, evviva, evviva!

Ci sono ci sono ci sono ci sono
pensieri pesce e mani da orso
pensieri pesce e mani da orso
e piedi di sabbia che non lasciano traccia nel lago

Come siamo giovani in questi vestiti
Come siamo giovani con gli occhi chiusi
Accompagnami come la prima volta
Un letto d’erba e piedi di sabbia
A perdere tracce nel prato
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