venerdì 13 luglio 2012

3. Paura della solitudine interiore


Quanto è necessario morire ogni giorno, ogni minuto! Morire a tutto, ai molti ieri e al momento appena trascorso. Senza la morte non può esserci rinnovamento, senza la morte non può esserci creazione. Il peso del passato fa nascere la sua stessa continuità, e la preoccupazione di ieri dà nuova vita alla preoccupazione di oggi. Lo ieri si perpetua nell’oggi, e il domani è ancora ieri: non esiste alcun sollievo da questa continuità se non nella morte. C’è gioia nel morire. Questa nuova mattina, fresca e chiara, è libera dalla luce e dall’oscurità di ieri; il canto di quell’uccello lo sentiamo per la prima volta,  e il vocio di quei bimbi non è lo stesso di ieri. Portiamo con noi la memoria di ieri, e questa oscura le nostre esistenze. Fino a che la nostra mente resterà un meccanismo meccanico della memoria, non conoscerà tregua, quiete, riposo, silenzio; continuerà a logorarsi. Ciò che è immobile può ancora rinascere, ma ciò che è in costante movimento si consuma, si logora e diventa inutile. La fonte perenne si va esaurendo e la morte è vicina come la vita.

Jiddu Krishnamurti, Il silenzio della mente, ed. Mondadori
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