mercoledì 11 aprile 2012

Samadhi a occhi aperti

La meditazione non è una tecnica di imitazione: è creativa. I meditanti che si limitano a imitare i loro istruttori non vanno lontano. […]
Un buon meditante pratica in qualunque momento, senza perdere una sola occasione, una singola opportunità, un minimo evento, per guardare in profondità nella natura della produzione condizionata. Pratica in perfetta concentrazione tutta la giornata. E, con gli occhi chiusi o aperti, la natura della meditazione è sempre il samadhi. Abbandona l’idea di dover chiudere gli occhi per guardare all’interno, e aprirli per guardare all’esterno. Un pensiero non è più un oggetto “interno” di quanto una montagna sia un oggetto “esterno”. Entrambi sono oggetto di conoscenza; nessuno dei due è interno o esterno. La grande concentrazione è raggiunta quando sei totalmente presente, in comunione profonda con la realtà vivente. Allora la distinzione tra soggetto e oggetto svanisce, entri con facilità nella viva realtà, hai lasciato da parte gli strumenti di misura della conoscenza, cioè le nozioni che il Buddhismo chiama “conoscenza errata”.

Thich Nhat Hanh, Il sole il mio cuore, Ubaldini Editore
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