giovedì 30 giugno 2011

Francesco e la sua nuova incarnazione




Un anno fa nasceva il piccolo Francesco.
Un anno di sorrisi e di sguardi intensi, i suoi.
Nei primi mesi di vita, costretto alla vita da un cesario,
sotto gli auspici e le previsioni di Gabo (domani nasce Francesco!),
Francesco ha seguito il ritmo della luna. Nato nei primi giorni di luna calante, all'arrivo della luna piena, mese dopo mese, il suo equilibrio veniva totalmente messo in discussione.

Francesco, maestro zen, bodhisattva, mi ha insegnato un paio di respirazioni yogiche complete.
La prima, prevede un ciclo di dieci respirazioni intense e rapide, labbra chiuse, naso arricciato.
La seconda, prevede un suono sordo, quasi animalesco, di gola, mentre si espira profondamente.

Oggi, quando la notte si avvicinava all'alba, Francesco ha voluto festeggiare con me e Lorelei. Un po' in anticipo. Si è svegliato per la poppata notturna (le buone abitudini), e non ha più voluto addormentarsi.
Nè in un verso (il seno materno) né in un altro (le coccole).
Verso le 5, preso da un sano nervosismo, l'ho portato in soggiorno, fatto sedere sul tappeto. Ha interrotto il pianto, mi ha guardato un attimo, come ad accorgersi per la prima volta di quello che gli stava accadendo intorno, e si è piegato a terra, appoggiando la sua testa sulle mie gambe, esausto.
Solo allora è stato possibile prenderlo in braccio per coccolarlo fino al sonno profondo.

Dei suoi insegnamenti, il più prezioso finora è stato quello della meditazione della campana tibetana. La sua tecnica di suono è sorprendente. Il suono, con lui, assume forme diverse, più brillanti e persistenti.

Il ricordo più appagante, il suo sguardo di occhi enormi e il suo sorriso aperto e gioioso che riserva soltanto alla mamma quando la rivede dopo una giornata di trasferta dai nonni.

La sua ammirazione per Gabo è sconfinata.
La sua vicinanza alla nonna Anita ripaga di ogni sofferenza passata.
Ama la nostra gatta Elsa e piegare le carte dei personaggi Disney di Gabo.
In questi giorni di sole, la sua passione sono le albicocche, con le quali inzacchera mani, bocca, mento e canottiera blu a righe.

Produce regolarmente feci consistenti e puzzolenti.
Si siede nel lettino quando si sveglia dal pisolino pomeridiano, e produce sonore pernacchie.
Le sue mani sono forti e delicate, come quelle di un vero maestro della non violenza.
E questo è solo l'inizio.
Buona continuazione.
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