mercoledì 21 aprile 2010

Non mettere le mani in tasca



Fratello sai cos'è una tasca? E' una vasca in cui si annaspa, in cui ogni peccato è programmato più del Pascal.
Io te la perquisisco a mo' di casbah, ci trovo vizi e basta, sei nell'angolo più di Dizzee Rascal. Non è Letizia la tua tizia, non è Casta, lo deduco dall'Hatù nella tua sacca. Hai l'alito di grappa ma datti alla pappa come Gianburrasca.
Brucerai all'inferno come d'inverno una frasca. In tasca metti la mano per etti d'afgano. Ma cosa sei, sei metallaro? Ma sentiti Al Bano! Mostri le zanne, ma mio caro, hai denti da Hamtaro. Con tutti i mezzi ti si fa a pezzi più del meccano.
Sei portatore insano di tasche, ti conviene confessare che con le mani in tasca vuoi protestare. Un anno nella cella il posto dove stare, perchè adesso noi comandiamo dall'est all'ovest, amen.

Era uno stato regresso tentato dal sesso bendato, bombardato dal degrado più di Belgrado dalla NATO. Uno stato in crisi invaso da invasati invisi al Vaticano. Coppie di fatto che stroncavano i patti fatti al Laterano Mentecatti blateravano contro noi in ogni forum. C'era una sola soluzione come per il Gollum e bang bang bang bang! 4 colpi al quorum. Riposi in pace il referendum in saecula saeculorum. Scomunicammo in nome di Dio un libro di Dan Brown sul priorato di Sion dando l'avvio ad un'era di messa a morte da Crozza ad Andrea Rivera passando per Harry Potter e fu un brusìo di volantini sovversivi.

Fummo costretti ad adottare metodi repressivi quindi fiato sul collo! C'è la galera per chi porta le tasche perchè nelle tasche non c'è controllo! Da quel momento chi porta una tasca o è un artista oppure un tossico o entrambi come Basquiat. Gente a cui basta fare il contrario come bastian per darsi più arie di quante ne abbia composte Bach Sebastian. Per questo sei stato arrestato, tu credi nella favola della libera tasca nel libero strato, Camillo Benso si è sbagliato, l'unica Libertas è quella che sta sullo scudo crociato.

Ripetiamo: In nomine Libertatis vincula edificamus In nomine veritatis mendacia efferimus.
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