mercoledì 7 aprile 2010

13. Virtù

La virtù è del cuore e non della mente. Quando la mente coltiva la virtù, non è che calcolo astuto; è un’autodifesa, un abile adattamento all’ambiente. La perfezione di se stessi è la negazione medesima della virtù. Come può esserci virtù dove c’è la paura? La paura è della mente e non del cuore. La paura si cela sotto forme diverse: virtù, rispettabilità, adattamento, servire e così via.
[…]
Come un bambino si esercita al pianoforte, così la mente abilmente pratica la virtù, per rendersi più durevole e dominante nell’affrontare la vita o nel conseguire ciò che ritiene essere più elevato. Ci deve essere vulnerabilità nell’affrontare la vita e non la rispettabile muraglia della virtù che t’imprigiona. Ciò che è più elevato non può essere raggiunto; non c’è strada, nessuno sviluppo, matematicamente progressivo, in quella direzione. La verità deve venire, tu non puoi andare alla verità e la tua virtù coltivata non ti ci porterà. Ciò che tu raggiungi non è verità, ma la proiezione del tuo desiderio; e soltanto nella verità c’è la felicità.

Jiddu Krishnamurti, La mia strada è la tua strada
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