venerdì 12 febbraio 2010

Tutto guarisce

Un libro si siede accanto a me, sulla scrivania.
È un libro spesso, corposo e pesante.
Il contrario di me.
Non lo leggerò tutto.
In fondo, continua a nevicare ma solo di notte, con timida assiduità e interruzioni.

Ascolto le ferite di mia madre, nella sua voce, nelle sue lacrime, nelle sue capriole emotive.
Ne accolgo ogni piega di sofferenza, illudendomi di comprenderla.

Comprendo meglio la mia origine.
La radice.
Radicamento come ritorno alla terra o come impossibilità a mutare e a lasciare andare?

Ho sognato molto stanotte, ho sognato concreto. Ma non ricordo.
Vi ho dormito accanto, Lorelei e nuovo seme nel ventre. È consolante. Più di una carezza.
Il tuo respiro, la tua generosità materna ed emotiva.
Il mio respiro guarisce, ogni giorno. Me ne prendo cura come con Gabo.
Tutto guarisce. Tutto muta.
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