lunedì 22 febbraio 2010

Regno d'italia


Nell’Italia degli abusi edilizi, senza pianificazione e prevenzione territoriale, Bertolaso è Babbo Natale che porta aiuti e doni alle vittime. In un editoriale commuovente sul Giorno (non ricordo data e firma) si avvisa il lettore che “dire che Bertolaso è corrotto è come dire che Babbo Natale è pedofilo”. Ovviamente, il sillogismo è improprio e scorretto, e riflette di un modo specifico di pensare. Perché la risposta meno ideologica e concreta che si potrebbe dare all’editorialista del Giorno è che Babbo Natale non esiste. La politica prosegue quindi con sillogismi basati sul nulla.
In questa Italia, nel Festival di San Remo delle raccomandazioni discografiche, ha successo la commuovente operetta morale del mai sarà principe Filiberto, che dal basso della sua confusione mentale indotta dall’assenza di un rapporto con il reale, inneggia alla sua idea di Regno d’Italia. Ed è quasi convincente, con quel suo buonismo di accatto che il suo compagno Pupo ha masticato in mesi e mesi di conduzione de I fatti tuoi.

E mentre la Bertolaso SpA rimane in stato di fermo e il patron della FIAT Marchionne parla con i suoi lavoratori a botte di comunicati dall’estero – essendo i suoi reali interlocutori gli Stati Uniti – agli italiani non resta che convincersi, di commozione in commozione, che è meglio vivere nell’incoscienza, e che “be stupid” è la migliore delle opzioni possibili.

Non dubito che l’isolamento sia, a questo punto, un’opzione da molti presa in considerazione. Gli altri? La maggior parte attende di crociare deresponsabilizzati un foglio di carta alle prossime regionali come si fa con la schedina del totocalcio. E aspetta i successi del prossimo festival della canzonetta.



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