venerdì 6 febbraio 2009

Working on a dream


In commercio è da poco uscito il nuovo disco di Bruce Springsteen.
Compro l'edizione limitata con un dvd che ripercorre le sessioni di registrazione.
I volti sono quelli, tutti un po' più tondi e sciupati, a parte Patti Scialfa che non sembra cambiare nel tempo.
Non seguendo le cronache musicali, scopro solo dalla dedica finale del disco che Dan Federici è morto nel periodo delle registrazioni del disco.
La E Street Band non sarebbe esistita senza di lui.
Chi acquistò quel prezioso cofanetto che contiene in quattro cd tutti gli inediti di anni e anni di registrazione (Traks), ricorderà un'incisione in cui Bruce e Dan suonano insieme, agli albori di quello che sarebbe stato. Giovani. Li immagino pieni di energia e decisi a fare quel che sanno.
Nel dvd, l'ultimo brano, dedicato a Dan, è accompagnato da una delicata carrellata di immagini.
Si chiude con tutti i membri storici della E Street Band che guardano in basso, uno dopo l'altro. A chiudere su Bruce, in un primo piano prolungato.
E poi i binari di un treno.

Ancora oggi la metafora del treno come il tempo che scorre inesorabile.
La rivoluzione sociale e culturale del treno non sarà mai esplorata a sufficienza.
Perso nel pendolarismo, dimentico spesso quanto conta spostarsi nella pancia di un enorme animale meccanico. Senza preoccupazioni, dirigendo l'attenzione alle mie cose, ascoltando il mio tempo che passa.

Il disco non è memorabile, come tutti gli ultimi di Springsteen con la E Street Band. Ma è diretto, sincero e, in alcuni brani, toccante.
Dan sarà ricordato.
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