martedì 3 febbraio 2009

Identificazioni positive

A un certo punto ci insegnano di pensare positivo.
Superato il dramma dell’adolescenza, dove passi dall’immortalità alla dannazione a ogni ora, ti ritrovi spesso svuotato e depresso. E arrovellato da pensieri e somatizzazioni.
A quel punto decidi di lavorare su di te. Di crescere. Ed ecco che, se ti impegni a fondo, superi in buona parte le identificazioni negative (non sono all’altezza, non lo so fare, sono sfortunato, …) e


ti ritrovi con un buon numero di identificazioni positive.
È in quel momento che scopri l’insidia della mente. Le identificazioni positive sono anche peggio delle negative: perché ingannano due volte.
La prima volta nel momento in cui pensi di essere realizzato tramite di esse.
La seconda volta perché, essendo “positive”, le accetti con molta facilità, ti percepisci forte e migliore. Diventa difficile prenderne distanza.
La realizzazione, la liberazione nasce dalla de-identificazione dalle une e dalle altre.
Per cui procediamo con quelle positive.

Io non sono quello che:

scrive cose intelligenti in un blog
lascio andare

è simpatico e curioso
lascio andare

si occupa con successo di musicoterapia
lascio andare

suona il pianoforte con energia e partecipazione
lascio andare

scrive molto bene di fumetti
lascio andare

ha un punto di vista giustamente critico sul potere
lascio andare

pratica la meditazione in un cammino verso la gioia
lascio andare

è un bravo padre
lascio andare

pratica i cinque insegnamenti del Buddha anche quando non ci riesce
lascio andare

ama la vita e insegna agli altri ad amare la vita
lascio andare

ha il giusto consiglio per tutti
lascio andare

ha fatto un percorso personale importante
lascio andare

ha tanti interessi e si occupa di moltissime cose
lascio andare

scrive belle canzoni, un po’ strane ma belle
lascio andare

è sensibile e profondo
lascio andare

è cambiato negli anni, sbocciando come una farfalla
lascio andare

ha imparato ad ascoltare serenamente il proprio respiro
lascio andare

è bravo nel proprio lavoro
lascio andare

è molto intelligente. Probabilmente più di tutti, a parte Lorelei
lascio andare

legge tantissimo e leggere aiuta a formare senso critico
lascio andare

sta imparando a dare il giusto spazio alle cose da fare in casa
lascio andare

sa ascoltare con comprensione
lascio andare




Ci penso da due giorni, e queste sono solo una piccolissima parte delle tante che costituiscono la mia buona armatura personale.
Chiudo gli occhi e lascio andare di nuovo.

Sono solido e libero e dimoro nel mio respiro.
O più semplicemente non sono nulla, solo una serie di circostanze fortuite che permette alle mie cellule di aggregarsi e moltiplicarsi. Di esistere.
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