venerdì 9 gennaio 2009

Giochi della mente

Mi sveglio alle 6 del mattino, come programmato.
Mi siedo sul letto, respiro al buio.
Mi accorgo che la mia mente cerca quel dolore ricorrente, quello che si deposita in una parte specifica del mio corpo.
Quello che ieri è stato presente tutto il giorno, che mi ha accompagnato durante il lavoro, in ogni respiro.
Non c'è. Vedo la mia mente che si preoccupa incredula.
Dolore dove sei?

Recentemente ha cambiato posizione. Risucchiato dal terzo occhio, ha abbandonato la zona addominale dopo molti, lunghi anni, per posizionarsi ad altezza diaframma. Sono felice dello spostamento. Vedo un'evoluzione in atto.
E stamattina non c'era. Senza l'abituale appoggio, ho spiato la mia mente che lo cercava, seriamente, dicevo. Con determinazione, con costanza, ad ogni respiro, ad ogni passo, sotto la doccia, mentre mi vesto, mentre preparo il the. Ma non c'è.
Finché non arriva.
Mi siedo in meditazione, in soggiorno, al caldo della stufa. Lo ascolto. Dopo 5 minuti scivola via di nuovo. Solo a quel punto, in raccoglimento, la mia mente si rilassa ed arriva a gioirne.
Nuova consapevolezza: le somatizzazioni come punti di riferimento per riconoscerci. Difficile privarsi di questa identificazione. Difficilissimo.
O no?
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