mercoledì 24 dicembre 2008

Nella borsa


I numeri tondi affascinano l'uomo come poche altre cose.
Perché? Non so, forse il senso del tempo che passa ma che torna in modo circolare alla cifra tonda.
Questo è il post numero 200. E non me ne può fregare di meno, in realtà.
Però qualcuno potrebbe esserne affascinato.

Vengo al lavoro stamane che è vigilia di Natale.
Nel pomeriggio festeggiamento con il Presidente. Credo sia la mia prima volta.

Ogni giorno vengo in ufficio con una borsa piena di cose da leggere. Sembra una libreria portatile.
Il punto non è che con 45 minuti di treno mi aspetto di poter dare fondo alle mie letture. Ma che mi riservo il gusto di scegliere nel momento cosa ho voglia di leggere.
Nella mia borsa oggi ci sono anche cose che ho appena comprato e che ho sfogliato per soddisfare un'immediata curiosità.

Iniziamo.

Sono a metà de I libri del fiore d'oro di Osho.
Non sono un seguace di Osho, in senso stretto. Ma trovo questo saggio sul taoismo estremamente efficace. Osho riprende il testo di Lao Tsu e lo analizza in ogni parte, con delle aperture davvero notevoli. Siamo nella seconda metà degli anni '70 e si respira una forte spinta rivoluzionaria. Una rivoluzione dolce, non violenta ma provocatoria. Un testo che fa bene al terzo occhio.
Immagine di I libri del fiore d'oro

Ho sfogliato il Comics Journal 294, con l'intervista a Jason, ottimo fumettista norvegese. La copertina è strepitosa (in cima al post). La densità dei contenuti, come al solito, è eccellente.

Ho comprato Dylan Dog 268 con la prima sceneggiatura di Roberto Recchioni. A metà storia posso dire di essere soddisfatto a metà. Mi sembra coerente.
Immagine di Dylan Dog n. 268

Dimenticato da lunedì c'è Nathan Never 211, con un esordiente ai testi (Davide Rigamonti che non sembra avere il talento dalla sua. Ma è solo la prima). Iniziato e interrotto a metà. Sono insoddisfatto a metà. Non so se lo riprenderò.
Immagine di Nathan Never n. 211

Per una lettura giornaliera e ricorrente e circolare, mi porto dietro il Dhammapada di Buddha. Lo leggo come un'onda.
Immagine di Dhammapada

Altri due libri nella borsa, prima di finire (lo so, forse ho esagerato, ma è un processo di accumulazione).
Il primo è il divertente e irriverente Chiedilo a Mike! di Michael Moore, ovvero come W. Bush abbia ingannato gli States e il mondo e come accade che Barak Obama diventa il nuovo presidente. Sopra le righe, in ogni pagina, ma a tratti esilarante.
Immagine di Chiedilo a Mike!

Infine, la nuova, piccola, economica e attesa edizione di Un Gangster Ebreo di Joe Kubert, edizione Planeta De Agostini. Solo sfogliato. Disegni splendidi. Un pezzetto di storia.
Un peccato dover lavorare e non poter leggere, durante questa giornata!
Immagine di Un gangster ebreo

Oddio, prima di chiudere questo inutile post, mi viene in mente un'altra immagine. La borsa come la tasca del gatto Doraimond. Ricordate la versione italiana del nome del ragazzo? Un'agghiacciante Guglielmo (abbreviato Guglia, se non ricordo male). Ah!!
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