giovedì 27 novembre 2008

A terra

Risalendo le scale a piedi,
i rumori da dietro le porte.
Secondo piano, il solito puzzle
di un quadro impressionista.
Terzo piano, sembrano litigare.
Si tratta di una partita di calcio.
Quarto piano, odore di soffritto.
Per qualcuno, odore di casa.
Nel mezzopiano, una pianta
sempre più grande nel passaggio.
Non posso non pensare
alle misure antincendio.

In casa, il doccino non si può attaccare.
Devi tenerlo in mano, mi dice.
Le credenze. I limiti. Ci provo lo stesso.
Trovo il modo di appenderlo,
e mi godo una doccia a mani libere.
Medito per venti minuti, ma mi viene sonno.
Dormire quando si ha sonno.

Stamattina medito per un'ora.
L'energia in movimento.
Scivolo a terra, mi allungo.
Mi perdo a terra.
Mi perdo a terra.
Mi perdo a terra.
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