sabato 8 novembre 2008

Ponte Tresa


Il lago è vicino a straripare.
Le case sono in attesa immobili.
L’aria è più fresca, mentre mi perdo per la strada.
Vorrei perdermi tra questi boschi. Ne sento il suono e il profumo.
I colori rossi dell’autunno.
Il ponte attraversa acqua sporca di movimento. Troppo movimento.
Troppi chilometri in così pochi giorni.
La verità libera, sempre. Non devo mai scordarlo.
Il disperato tentativo di celare, com’è naturale, non accompagna nessuna crescita.
Lascia soli della solitudine che ferisce.
La verità libera e lascia soli della solitudine che determina un cambiamento.
Sono solo di fronte a qualunque decisione.
Da quella di farmi la barba, di camminare sotto l’acqua, di baciare mio figlio, di amarti, di abbandonarti.
Di rimettere.
Le mie mani hanno dita, le mie dita hanno imparato a muoversi per automatismi in modi che molti non conoscono.
Le mie dita, come l’uomo tutto, sanno cose che nessuno sa interpretare.
Mi illudo di controllare automatismi che non riconosco.
Ne esce sempre la stessa musica.
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